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Artisticamente nasce come showgirl e la notorietà arriva grazie al Bagaglino prendendo parte, come primadonna, ad alcuni varietà televisivi e teatrali della Compagnia. In seguito la sua carriera si alternerà tra ruoli cinematografici, teatrali e televisivi.

Stiamo parlando di Nathaly Caldonazzo. Ultima compagna di Massimo Troisi, molti di voi la ricorderanno nell’ultima edizione della trasmissione televisiva Temptation Island Vip, dove la coppia Caldonazzo-Andrea Ippoliti è stata forse quella più chiacchierata, soprattutto dopo che la relazione si è conclusa, bruscamente, davanti a quel falò che tanto scalpore ha fatto.

Ironia della sorte ritroviamo Nathaly alle prese con una coppia, altrettanto litigiosa, nello spettacolo Parlami d’amore questa volta a teatro, dimensione a lei decisamente più congeniale.

 

PARLAMI D’AMORE

dal 30 gennaio al 2 febbraio 2020
Teatro Delfino
Piazza Carnelli – Milano
di Philippe Claudel
regia Francesco Branchetti
con Nathaly Caldonazzo, Francesco Branchetti

 

Sinossi

La storia di una coppia che sta attraversando una profonda crisi e come possano sgretolarsi, in poco tempo, i punti di riferimento e le fondamenta di un rapporto. Un “viaggio” condotto con grande capacità di introspezione psicologica ma anche attraverso una straordinaria e pungente ironia che attraversa tutto il testo e lo spettacolo.

Parlami d’amore: che tipo di spettacolo è che cosa succede, se posso?

Il titolo è abbastanza ironico rispetto a quello che succede in scena. È una commedia francese che rispecchia alla perfezione molte coppie di oggi e le dinamiche che si creano tra un uomo e una donna; le tante incomprensioni ma soprattutto il vuoto dopo anni di convivenza. Dopo i tanti tradimenti di lui e i continui scontri verbali (ce ne saranno moltissimi) questa coppia è giunta all’epilogo della storia d’amore.

 

Che tipo di donna è la protagonista?

È una donna molto elegante anche se un po’ sboccata durante le litigate. Una donna dinamica, energica e molto acculturata, sicuramente più di lui, ma anche cinica e ironica… un bel personaggio.

 


Ti ritrovi in questa donna?

Ma sai, se vuoi, un po’ di tuo ce lo metti in ogni personaggio. Sicuramente di mio c’è molto nelle litigate, che fanno parte anche delle mie dinamiche di coppia da sempre e forse per sempre… spero di no! però le mie storie sono sempre state abbastanza litigiose, una cosa che aborro. Non so perché tutti gli uomini vogliono mettermi in un angolo e farmi la ramanzina…

 


E con te non funziona così… oddio, non deve essere così con nessuna donna.

Appunto! Non lo so perché arrivo io nella loro vita e subito dopo si creano queste dinamiche. Sfortunatamente per loro sono allergica a questo tipo di rapporti.

Quant’è importante affrontare, in teatro, un testo come Parlami d’amore che mette in luce il rapporto tra uomo e donna. Anche perché se vogliamo dirla tutta oggi stiamo affrontando una profondissima crisi non solo tra uomo e donna ma tra essere umano e essere umano…

A me piace tantissimo scegliere questo tipi di testi. La scorsa stagione ero in scena con Franco Castellano nello spettacolo Baciami James, che era la storia di due possibili amanti che decidono di trascorrere un weekend in uno squallido albergo di mare nel tentativo di far scoccare la scintilla. In Parlami d’amore, Philippe Claudel ha la straordinaria capacità d’indagare l’animo umano e le tortuose relazioni che abbiamo prima con noi stessi e poi con gli altri. Ognuno di noi è sempre più chiuso nel suo mondo. Si è perso il vero senso dell’amore. Molti rimangono insieme per bisogno e non per amore, per paura… e questa situazione non sta né in cielo né in terra! Un testo così ti fa molto riflettere.

 


Oltre riflettere, a fine serata molti di noi potrebbero identificarsi in questa coppia?

Assolutamente sì. Anche perché le dinamiche sono sempre le stesse, quindi ci si può riconoscere eccome. Il grande vuoto di questa coppia è lo stesso vuoto che vivono molte coppie perché non ci si ascolta più, forse non ci si è mai ascoltati… forse all’inizio di una storia ma poi subentra l’egoismo. Nel bene o nel male vi porterete a casa una riflessione in più e spero anche il ricordo di una commedia ben interpretata.

 


Quanto ti piace Parlami d’amore?

Tantissimo. Mi piace molto recitare in coppia e mi piace il ritmo che si crea all’interno dello spettacolo. Con Parlami d’amore non ho il tempo di annoiarmi e di rimando non si annoia lo spettatore. Fattore molto importante per me.

 


Tu cosa ti porti a casa?

Per me il palcoscenico è terapeutico. Parlami d’amore mi permette di incazzarmi sul serio. Quando litigo in scena, butto fuori tutto, vado a pescare cose mie personali e le butto fuori e torno a casa svuotata.

Prima di dare appuntamento al Teatro Delfino, posso farti una domanda personale visto che ti seguo su Instagram e ogni tanto vedo che posti foto con Massimo Troisi?

Certo che puoi!

 

Una parola d’amore che non hai fatto in tempo a dirgli?

(lunga pausa, ndr) Ci siamo detti tutto… stavamo sempre insieme. Abbiamo parlato molto d’amore.

 


Come vivrebbe Troisi il cinema e il teatro di oggi?

Ma sempre per i fatti suoi, ovvio! Massimo era sempre alla ricerca di testi particolari. Anche oggi avrebbe mantenuto la sua ironia e la sua comicità. Sai, invece, cosa non piace a me?

 

Dimmi…

Il nostro è un lavoro che se è tuo, se ti appartiene realmente, non finisce mai, non si esaurisce mai. Ti reinventi e ti ricrei, sempre. L’importante è non imitare nessuno. Oggi tutti quelli che provano ad imitare qualcuno alla fine…

 

Durano poco.

Non li capisco e non mi piacciono. Ognuno dovrebbe tirar fuori qualcosa di suo se no…


Prima di salutarci ti va di fare un invito speciale, per i nostri lettori, a venire a teatro?

Sì. Vi aspetto tutte le sere, dal 30 gennaio al 2 febbraio. Sai cosa amo del teatro milanese? La puntualità, quindi ore 20:30 tutti pronti per Parlami d’amore. Dura poco, sarà breve ma intenso.