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By Lorenzo Sabatini
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Natasha Stefanenko, che certamente non ha bisogno di presentazioni, è da sempre considerata icona di un certo tipo di bellezza sofisticata ed intellettuale. Questo lo deve alle origini russe. Basta poi vederla sorridere ed ecco rivelato un carisma inimitabile, che mette a proprio agio chi ha di fronte. Se a questo aggiungiamo una laurea in ingegneria e la costante ricerca di alimentare la propria anima per migliorarsi come persona (talvolta con una lettura, o un corso di approfondimento nella recitazione, oppure impegnandosi attivamente con le Onlus) stentiamo in tutta onestà a trovarle dei difetti. Pensiamo proprio che sia lei stessa un Sogno. Come potremmo descrivere questa scintilla chiamata Natasha con tre parole? Concretezza. Talento. Cultura. Parlando dei suoi di sogni, invece, quelli di quando era poco più che adolescente e viveva in un remoto e piccolo paese degli Urali, ci ha confidato in esclusiva di quanto fossero in verità semplici, come quelli di ogni ragazza che aspira a un futuro diverso da quello che il destino le ha già assegnato. Il bello è che poi questi sogni si sono trasformati in realtà: la tanto desiderata famiglia l’ha formata con il marito imprenditore ed ex modello Luca Sabbioni, da cui ha avuto la figlia Sasha. Oggi imprenditrice globetrotter, Natasha è anche influencer e gestisce un blog, perché stare al passo con i tempi è importante. E inoltre, last but not least, ci ha svelato quanto sia imprescindibile nella vita non prendersi mai troppo sul serio.

Hai trascorso l’adolescenza in un paese della Russia siberiana. Cosa sognavi all’epoca?

I sogni miei erano semplici e “banali”. Sognavo una famiglia, di avere bambini, la serenità. Tutte quelle cose che sognano le ragazze in ogni parte del mondo. Sogni da ragazza!

 

Sei una donna di una bellezza disarmante e hai sempre amato leggere e studiare: a buon ragione possiamo definirti role-model. Che consiglio ti sentiresti di dare a una giovane ragazza che sogna una carriera nel mondo della moda?

Per essere modelle occorre una qualità, ossia avere un carattere molto forte. Consiglio alle famiglie di queste giovani di star loro vicine, farle studiare. Capita a poche happy few di avere una carriera come Naomi Campbell, essere modella è un lavoro in cui a 35 anni sei “vecchia”. Dura 15 anni circa. Ma poi finirà. Alla fine della carriera come donna sarai nel pieno delle forze, come modella sei “out” quindi consiglio di stare con i piedi per terra. Investire nel proprio futuro con la laurea è un’ottima idea. Un lavoro duro. Si viaggia molto, molto spesso si è sole, oltre ad essere giudicate per l’aspetto fisico. Occorre comprenderne la filosofia, ad esempio vietato essere capricciose. All’inizio può sembrare tutto rose e fiori. Quando sono stata alla conduzione di Italia’s next top models le ragazze hanno capito i sacrifici che avrebbero dovuto affrontare e a quel punto alcune di loro hanno compreso come questa carriera non facesse per loro. Io la consiglio comunque come professione. Ho fatto così anche con mia figlia. Le ho detto: “Puoi essere una modella, però devi studiare.” Al giorno d’oggi essere bella e vuota non va più di moda. Oggi i tempi sono cambiati: interessa anche il carattere. Non vorrei essere giovane oggi: i ritmi sono diversi. Oggi è tutto fast! Un altro consiglio da mamma: saper cogliere le opportunità che vi si presentano davanti! A tutte saranno proposte delle opportunità, ma alcune non le vedono o non le percepiscono. Occhi aperti! Si tratta di un bel lavoro in cui si viaggia, si conoscono diverse culture e tradizioni, si possono fare delle conoscenze di cui fare buono e saggio uso. Il mio lavoro come modella mi ha portata in televisione: ho fatto un’intervista con il caro Fabrizio Frizzi e lui mi ha voluto fortemente poi per un programma televisivo. Le belle sono tante ma non tutte le belle lavorano. Le ragazze oggi per lavorare devono sviluppare una loro unicità. Cito la designer Rossella Jardini, la quale dice di Maria Carla Boscono: “Non è bella, ma è più che bella, ha qualche cosa che comunica! Lei attira.” Ha una sua unicità, qualcosa di unicamente suo! Consiglio di sviluppare il proprio approccio nel modo di comunicare, di dare qualcosa in più. Non basta guardare stupidamente in camera, bisogna comunicare con lo sguardo!

Abbiamo letto che in una intervista hai dichiarato di aver compreso come si sentivano i tuoi genitori quando andasti a studiare a Mosca in quanto tua figlia Sasha ha deciso di vivere all’estero. Che rapporto hai con lei e come si è evoluto il fatto di essere madre nel corso del tempo?

Sasha ha frequentato la quarta liceo. Ultimamente ha fatto un’esperienza che consiglio a tutti i genitori di far provare ai propri figli. Ha partecipato ad un progetto scolastico simile all’Erasmus: dura un anno. Puoi scegliere il paese dove andare, la scuola da frequentare, ma non la famiglia presso cui sarai ospitato. Puoi capitare in una famiglia con una religione diversa o una famiglia con abitudini diverse. Un’esperienza bella: quando è partita era una ragazzina. Io ho pianto per una settimana, ma poi dopo un anno è tornata come una donna che sa perfettamente cavarsela. In quel momento ho compreso mia madre. Quando stavo andando con il treno a Mosca a 36 ore di distanza dal mio piccolo paesino mia madre correva dietro al treno e piangeva. Come figlia io ero triste per due ore sul treno, ma poi pensavo a tutte le novità che mi aspettavano nella capitale e la tristezza scompariva. Però mia madre è rimasta a casa senza di me. Ho capito come si sentiva. Con Sasha ho un bellissimo rapporto: siamo amiche, c’è anche la competizione tra madre e figlia. Talvolta mi critica, abbiamo un dialogo sempre aperto: lei non teme di confidarmi le sue cose, e intendo anche le più imbarazzanti. Io col cuore le rimarrò sempre vicina. Preferisco che cerchiamo di risolvere anche i problemi insieme piuttosto che si confidi con un’altra ragazza che non la capisce e la consigli in malo modo. In molti criticano questa cosa, io non sono di queste parere. Io non critico gli altri, il ruolo di madre è difficilissimo e commettiamo degli errori, ma va anche bene così.

Ph: Daniele Cardone
Stylist: Dario Amato
Mua and hair: Vladyslav Rotaru
Video: Alexander Moore
Location: Cross-Studio

In questo servizio Natasha Stefanenko indossa Mario Dice, Rosantica, Azzedine Alaïa

L’intervista completa a Natasha Stefanenko è disponibile nel primo numero cartaceo di StarsSystem, in edicola a partire dal 18 dicembre.

Guarda il video backstage.