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Natasha Stefanenko

Conosco Natasha Stefanenko da tanti, tantissimi anni, quasi venti. Sempre bellissima (non lo devo dire io, perché é evidente) e con lo stesso spirito libero, come dice lei! Il suo passato da modella le ha permesso, fin da giovanissima, di viaggiare per il mondo e ora le costa fatica doversi fermare troppo tempo nello stesso posto: “Dopo quindici giorni nelle Marche sono sempre felice di partire per lavoro ed altrettanto felice dopo di tornarci”, perché è lì che Natasha vive con la sua famiglia. Incontro con vera Wonder-Woman!

Sei stata la prima Star della Tv a creare un’immagine fuori dagli schemi, fino a diventare una vera fashion icon, dimmi come hai iniziato.

Sono stata facilitata perché prima facevo la modella, quindi ero abituata a mutare la mia immagine a seconda delle esigenze del lavoro, e questo mi ha sempre divertito molto. Quando ho iniziato a lavorare in TV, volevo continuare questa filosofia e ho avuto la fortuna di poter sperimentare: per “Scatafascio” ad esempio, ho giocato a fare la replicante. Credo sia normale giocare con la propria immagine quando si ha poco più di vent’anni, ma ti assicuro che è molto divertente anche farlo dopo!

Com’è iniziata la passione per il blogging visto che il tuo “Natasha’s way” è seguitissimo!

Ho iniziato a pensare che grazie al mio lavoro nel mondo della moda ho conosciuto tantissime persone interessanti tra truccatori, parrucchieri, stylist. Tutte mi hanno insegnato qualcosa, allora mi sembrava carino condividere tutto questo con gli altri. “Natasha’s way” è un blog che parla veramente di tutto, anche della famiglia, visto che sono mamma di una ragazza adolescente che ha quindici anni ed è un periodaccio per tutte noi questo! Oppure come truccarsi bene ed in modo intelligente dopo i quarant’anni, correggendo i punti giusti, che può sembrare futile, ma due dritte fanno sempre comodo!
Poi racconto dei miei viaggi in Russia, focalizzando l’attenzione su alcuni luoghi che nemmeno i Russi conoscono.
Una curiosità di cui ho già parlato ad esempio é che per gli Italiani il colore nero è simbolo di eleganza e raffinatezza, per i Russi vuol dire: tristezza, essere senza idee, della serie “ma cosa ti sei messa”? Invece il verde per loro è il massimo, vanno fuori di testa! Io faccio un po’ più fatica ad accettarlo.

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Intervista a Luca Sabbioni

Da molti anni la tua carriera si divide tra l’Italia e la tua patria la Russia. In quali progetti sei impegnata adesso?

Ogni sabato sono in onda con un programma che si chiama “What Not To Wear”, che è un format originale della BBC. In ogni puntata c’è una ragazza che arriva con la sua storia, sempre molto forte, ed il motivo per cui si è trascurata. Abbiamo raccontato la storia della ragazzina che ha partorito a quattordici anni e di altre donne con le più svariate problematiche. Mettersi davanti a tutto il Paese a raccontare la propria storia non è certo facile, ma l’intento è proprio quello di contribuire alla rinascita delle persone che si affidano a noi; a condurre siamo in due, io mi occupo della parte umana e l’altra collega dello stile. La produzione le segue anche dopo la trasmissione e il finale è quasi sempre lieto, portando una bella dose in più di sicurezza nelle loro vite.

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Russia Next Top Model continua. Come mai la versione Italiana non c’è più?

La verità è che non lo so! Questa è una decisone di SKY, perché il format è loro, tuttora il pubblico mi chiede, ma non so davvero il perché non ci sia stata una quinta edizione. Se decidono, io sono pronta.
Invece la cosa buffa è che Russia Next Top Model era già iniziata ed era condotta da Irina Shayk, alla quinta stagione invece, sono subentrata io.
Abbiamo fatto una cosa molto interessante, ovvero chiamare a partecipare tutte le ragazze russe nel mondo, c’era la ragazza da NYC, una dalla Polonia e una anche dall’Italia, quindi con mentalità diverse ed un sapore internazionale.
Abbiamo aperto il programma con una mega passerella davanti al teatro Bolshoi a Mosca, insomma alla grande.
Ho fatto delle cose incredibili, una volta hanno voluto fare una sfilata verticale, prendendo un palazzo di 35 metri ed una passerella con il tappeto rosso a scendere, beh volevo morire.
Invece per la finale a San Pietroburgo le modelle hanno sfilato sul fiume Neva, costruendo una pedana sott’acqua di dieci centimetri e anche se avevano degli stivaletti in gomma era Dicembre! Ma la cosa pazzesca è che mentre sfilavano i loro abiti prendevano fuoco, l’effetto è stato davvero incredibile.

Non conosco la Russia personalmente, ma è innegabile che l’omosessualità sia ancora considerata un “problema”, che ne pensi?

Le cose sono cambiate, anche se la mentalità è ancora chiusa sotto certi aspetti e c’è sicuramente molto da lavorare. Ma da quando essere gay era reato e, per assurdo, potevi anche finire in galera per sei o sette anni, di tempo ne é passato. Ora i miei amici gay lì vivono benissimo.
Gli uomini russi più belli sono gay, lo posso dire con certezza!

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