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By Redazione
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Micol, StarsSystem ti ritrova in una versione parecchio frizzante, dico bene?

Assolutamente non sbagli. Devo dire che hai scelto una definizione calzante: è un periodo dove sento fisico, mente e spirito fortemente connessi tra loro. E una sensazione di benessere che in passato faticavo a trovare.

 

Allora raccontaci, a cosa è dovuta questa nuova energia?

Innanzitutto, mi sono trasferita in pianta stabile qui a Milano. Questo significa che non devo più essere obbligata a lunghe trasferte tra città che non rappresentano il polo di attrazione del mio lavoro e delle mie relazioni pubbliche, facendo la pendolare tra la città in cui gioca mio marito e qui.

 

Il merito è da dare esclusivamente al tuo passaggio qui a Milano?

No, ma in buona parte sì. Intendo dire che essere qui mi permette di focalizzare 24/7 la mia attenzione su me stessa e sul mio lavoro. Una sensazione che mi sta dando parecchia felicità.

In effetti negli ultimi mesi non ti sei fermata un attimo…

Verissimo. Da un anno a questa parte, in particolar modo negli ultimi mesi, ho ritrovato il gusto ed il coraggio di diversificare le attività connesse al mio lavoro. Fino a poco fa mi sentivo intrappolata e in obbligo di dedicarmi solo alla recitazione, avevo paura che accettare altre proposte mi avrebbe potuto far perdere la credibilità nella mia attivita principale. Fortunatamente in me è scattato qualcosa: merito anche dell’epoca in cui viviamo. I tempi sono cambiati, finalmente anche l’Italia si sta internazionalizzando e si può essere artisti e lavorare su più fronti. Ora sono una testimonial di brand, lavoro a teatro, ho recitato in Camera Cafè ed in questi giorni mi vedrete su Spike (canale 49 del digitale terrestre) fare qualcosa che fino a pochissimo tempo non avrei mai immaginato di fare: lasciare entrare delle telecamere nella mia vita privata, giocando e scherzando su me stessa e sulla mia vita di coppia.

 

Parli della trasmissione “Le Capitane”, giusto?

Esatto. Le Capitane è un docu-reality che mette al centro la vita delle “wags”, ovvero le mogli e compagne dei calciatori. L’intento è quello di rivelare al pubblico che le nostre giornate sono molto più intense e movimentae di ciò che si è portati a pensare.

Quindi racconti per la prima volta la tua realtà da wag. Per come siamo abituati a conoscerti noi, è davvero un bel cambiamento…

Si lo so, ma ho ritenuto Spike e questo nuovo programma i canali giusti per esprimere qualcosa di nuovo su di me. Prima celavo con riservatezza la mia realtà familiare, temevo pregiudizi sul lavoro. Figurati che prima del matrimonio per un anno mi sono ritirata dai social. Per tutelare me e lui, per il mio lavoro, per paura.
Ora non temo nulla, mi sento supportata da una realtà che “condivide”. Permettimi il gioco di parole, ma è così: condivide sui social, condivide più lavori, condivide l’esporsi. Non ho più timore di mostrare il mio corpo, non temo più di essere troppo sexy, non ho paura che questo possa togliere qualcosa alla mia testa o alla mia professionalità.

 

La tua riflessione è molto interessante. Trovi quindi benefico quello che sta diventando costume della società in cui viviamo?

Assolutamente sì, e ci sono anche arrivata tardi, ma le mie scuole professionali mi avevano insegnato tutt’altro. Mi avevano imbavagliata, adesso basta. Adesso sono io. La stessa che sul grande schermo ha recitato il ruolo di una ragazza madre che subiva violenza domestica, la stessa donna che intrattiene una platea, la stessa che ride e tifa allo stadio per suo marito , che posa in una campagna di moda, che non ha paura di postare una foto in costume, la stessa che  mette un video struccata mentre dorme abbracciata alla sua maltesina. Ora non ho più paura di mostrarmi così come sono, perché ho imparato a mettermi al primo posto.

Ph: Reflex Studio
Mua: Carola Fasce