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By Fabrizio Imas
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Abbiamo iniziato a conoscere Michelangelo Tommaso a teatro e poi grazie alla pubblicità, che è stata per lui, come per tanti altri, il vero trampolino di lancio. Interprete della commedia americana con le gemelle Olsen prima, poi per Ferzan Özpetek nell’indimenticabile Saturno Contro, ha ballato fino all’ultimo respiro in Dance, Dance, Dance, dove ci racconta di essersi divertito tantissimo, e ora possiamo continuare ad apprezzarlo nella soap opera italiana per eccellenza Un posto al sole. Non solo un set per lui, dato che lì ha incontrato anche sua moglie, la bellissima Samanta Piccinetti.

Quando hai deciso di intraprendere la carriera di attore?

In realtà da sempre, sapevo che sarebbe successo. Infatti, subito dopo il liceo ho iniziato a frequentare un corso di recitazione, e proprio in quel periodo la moglie di mio fratello, che al tempo era una super modella che lavorava tantissimo, mi ha coinvolto in un provino per una pubblicità, e il destino ha voluto che mi abbiano preso. E così un po’ per caso, un po’ per fortuna, ho iniziato a lavorare.

Qual è stata l’esperienza lavorativa in cui ti sei divertito di più?

Nonostante io abbia un’immagine pubblica super seria, forse anche perché interpreto sempre ruoli austeri, la realtà invece è che a me piace cazzeggiare; non so per quale motivo ho sempre un mare di dramma che mi circonda. Mi sono divertito molto a fare una serie televisiva che si chiama 7 vite, e altrettanto interpretando una serie prodotta da noi che si chiama Lui, lei e gli altri, che per il momento rimane in cerca di distribuzione. Infine non posso non dirti Dance, Dance, Dance, che per me è stata gioia pura, perché amo ballare.

 

Com’è lavorare in una soap opera?

È una sfida quotidiana: lavorare con una produzione di lunga durata e di qualità come Un posto al sole è davvero impegnativo. Lo dico per il fatto che i ritmi lavorativi sono davvero molto serrati per undici mesi all’anno. Ovviamente artisticamente parlando si rischia di ripetersi, ma se il pubblico ci segue fedelmente dal 1996, vuol dire che qualcosa di buono ci sarà. Posso dire orgogliosamente che ne faccio parte dal 2002, il mio personaggio è morto nel 2007 ed è ricomparso nel 2008. Non amo chi ha un atteggiamento di snobismo nei confronti di Un posto al sole: un prodotto onesto che non ha mai veicolato messaggi di natura ambigua, a differenza di molti altri programmi.

 

Come hai conosciuto tua moglie?

Ovviamente sul set che condividiamo insieme da molti anni, sembrerà banale ma è proprio andata così. Vivendo e lavorando “in cattività” son cose che succedono, e poi proprio a me che mi ero sempre detto: mai con un’attrice. Invece mi è bastato innamorarmi di Samanta per convolare a nozze.

Hai lavorato anche con Özpetek, che ricordo hai di lui?

Un ricordo fantastico. Saturno contro è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, sia come attore che come essere umano, perché mi ha fatto crescere molto.

 

Che ruolo vorresti interpretare che non hai ancora fatto?

Credo di avere le caratteristiche fisiche per interpretare un ruolo storico, magari in un romanzo ambientato nel ‘800, insomma in costume mi ci vedrei proprio. Oppure due ruoli opposti, uno in un progetto comico e l’altro invece drammatico, interpretando uno personaggio spietato: vedremo quale dei due arriverà prima.

 

Cosa non deve mai mancare nella tua vita?

Sono cancro e non amo troppo la tranquillità, quindi direi che un pizzico di conflitto sul set e a casa non guasta. Serve a non annoiarsi mai!