Mauro Orso, l’inventore della app che sta cambiando il mondo del lavoro

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Mauro Orso

l’inventore della app che sta cambiando il mondo del lavoro

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Ho incontrato il beneventino ventinovenne Mauro Orso in un bar trendy di Porta Venezia a Milano, dominato dal bianco dei suoi arredi, dove conosce bene tutti e che era ben in sintonia con il suo modo di porsi e vestirsi: amichevole e alla moda. Chic ma disinvolto, indossava abiti griffati nei toni del blu e occhiali da sole dal design futuristico.

L’imprenditore campano ha lanciato una app per smartphone e tablet che sta cambiando il modo in cui percepiamo le prestazioni lavorative occasionali: iSpoon.
Un progetto eco-friendly e alla portata di tutti, anello di congiunzione tra chi si affaccia al mondo del lavoro e le reali opportunità di impiego.
iSpoon è il social network del lavoro per tutti coloro che cercano o offrono lavoro a carattere occasionale da reperire rapidamente sul mercato.

L’innovazione della app è certamente il video curriculum mediante cui si accede all’iscrizione e che permette di porsi in modo più originale e concreto al lavoro per cui si fa domanda. E non solo: la “video-iscrizione” permette di essere rintracciabili online 24h su 24 per essere scovati da chi, per fare un esempio concreto, stia cercando un cameriere per una cena a casa il sabato sera, oppure una madrelingua francese per le ripetizioni di scuola dei propri figli.
E’ il modello di iscrizione dettagliato che rende assai efficiente la procedura sia nel trovare un candidato sia nel ricercare un impiego.

Il tutto è reso ancora più trasparente dalla possibilità di lasciare un commento sia sulla persona che ha svolto l’attività sia su chi ha offerto il lavoro.
iSpoon si rivolge a chi cerca occupazioni saltuarie, alle agenzie e ai privati che potranno così avere accesso ad informazioni molto dettagliate sui candidati: competenze professionali e linguistiche, tratti fisici, reperibilità di orario e via dicendo.
Anche se non sarà diventato l’idolo delle agenzie interinali, Mauro Orso è certamente un pioniere, al punto che il progetto è stato finanziato al 70% da Invitalia, la società del Ministero dello Sviluppo Economico.
Ho rivolto alcune domande all’imprenditore campano che sta cambiando le carte in tavola nella metodologia con cui trovare un lavoro.

La tua formazione è stata all’estero: hai studiato alla Columbia Business University.
Quanto ha influito questo nel tuo modo di pensare e di fare business?

Precisamente ho studiato allo IULM a Milano e poi ho fatto un’esperienza di approfondimento negli States: il mio master in marketing a New York. La Grande Mela mi attraeva: era la metropoli dove volevo vivere. Sono stati sei mesi bellissimi in cui ho vissuto appieno la vita nel campus, soprattutto la velocità di interazione tipica degli americani. Se pensi una cosa al mattino negli Stati Uniti, alla sera la tua idea è già vecchia! Ciò è bello, ma sono stato felice di tornare nella mia amata Italia. Ho conosciuto un sistema scolastico diverso dal nostro e certamente là ho compreso una cosa: quello che nel mercato del lavoro sta accadendo attualmente in Europa, beh, in America era accaduto all’incirca venti anni fa. Parlo di nuove esigenze di mercato. Successivamente iSpoon è nato proprio dal tentativo di soddisfarle.

Ho curiosato nella tua vita privata, hai a che fare con numeri e business plan quotidianamente e sei molto mondano e fashion: come convivono in te queste due anime così apparentemente antitetiche? Una ha il sopravvento o sono in perfetta armonia?

Per me è naturale. Non ho mai lavorato nella moda: tuttavia ho una società di eventi e sono a stretto contatto con diversi fashion designer. Per me sono amici! Io mi reputo solare: mi piace ridere e chi sorride!

Raccontami della tua creatura: ISPOON.

Dopo il liceo sono venuto a Milano per studiare marketing.
Ero intenzionato a formarmi sul campo da subito e ho bussato alla porta di diverse multinazionali a 19 anni. Mi dicevano tutti: “Sei troppo piccolo!”, fino a quando la TBWA\ITALIA mi accettò con uno stage. A 21 anni ero un account manager. In breve sono diventato un esperto del sistema di organizzazione e pubblicitario. Nell’organizzare eventi mi ero reso conto di quanto il sistema di recruiting fosse lento, dispendioso, e molto spesso, inefficiente. Non c’era una buona connessione, soprattutto efficace, tra i candidati e le loro opportunità lavorative. Da ciò è nata la mia creatura: volevo creare un posto ideale dove il lavoro fosse etico, dove tutti potessero diventare imprenditori di sé stessi.

Ami molto viaggiare: un posto che sogni di visitare ed uno in cui non vorresti mai tornare?

Sogno Tokyo e non vorrei tornare a Buenos Aires. Ci ero andato con molto entusiasmo e dopo tre giorni mi annoiavo: così ho preso un aereo per Rio de Janeiro, la mia città del cuore. La gente in quel posto ama sorridere, nonostante un sistema economico che soffre. La fame economica dei paesi occidentali viene azzerata dalla voglia di vivere in mezzo alla natura e con il sorriso sulle labbra che là si può provare.

Come è nata la tua passione per la cucina?

Sono sannita. Per me è l’antistress per eccellenza. Nel mio DNA ho l’olio di oliva, il pomodoro e la mozzarella! Amo cucinare: per minimo 6 persone!

Sei campano e ti sei fatto strada a Milano: cosa conservi del tuo essere sannita e cosa hai assimilato dai milanesi?

Del sud certamente ho conservato come caratteristiche il contatto fisico e gli abbracci. Amo “sentire” le persone e sorridere. Ahimè anche l’essere ritardatario. Del nord ho assimilato la precisione, la cura per il dettaglio, l’organizzazione e la mentalità aperta.

Hai presentato il tuo progetto a Bruxelles nientemeno che al Parlamento Europeo. Come è nata questa esperienza? Me ne parleresti?

iSpoon è un progetto finanziato in gran parte con i fondi della comunità europea tramite Invitalia, una società del Ministero che finanzia coi propri fondi le start-up innovative. Due anni fa ho trascorso le mie intere ferie a luglio a scrivere elementi e conti economici per presentare il mio progetto. Altri imprenditori inizialmente non hanno compreso ciò che stavo facendo, ma non mi sono abbattuto. Ho presentato il mio progetto a Invitalia e, meno di un anno fa, mentre mi trovavo alla Settimana della Moda di Parigi, ho ricevuto una chiamata da Roma. Si trattava del Ministero: avevano valutato il mio progetto e volevano incontrarmi per definire il finanziamento. Ho preso il primo volo e sono tornato in Italia per creare una struttura alla mia società. Recentemente sono stato invitato dal Parlamento Europeo come partecipante di un convegno contro la disoccupazione giovanile. Da questa presentazione è nato un progetto top secret che verrà dichiarato alla stampa fra un mese.

In questa generazione “Web Oriented” come sta cambiando il mondo del lavoro?

Ci troviamo alla rivoluzione del lavoro 2.0: tutto il sistema del lavoro si sta adattando alla rivoluzione indotta dai social network. Da qui ho formulato un nuovo ramo di social network: gli opportunity network. Il mio è il primo: le persone si conoscono ed entrano in contatto grazie alla condivisione di opportunità.

Meeting, viaggi e lavoro: la tua formula per allontanare lo stress?

Prendo l’aereo appena posso! Mi regalo una giornata in un posto immerso nella natura. Inoltre nuoto un’ora al giorno, distaccandomi totalmente dalla tecnologia. Non nego che sento molto la pressione psicologica nata dall’enorme quantità di responsabilità che derivano dall’aver scelto una carriera imprenditoriale.

Tu l’hai fatto e con successo: un consiglio a chi come te sogna di attivare una start-up e vivere dei propri sogni. Conta il cuore? Una buona idea? I soldi: Come farsi finanziare? 

La fase embrionale della messa appunto di un progetto è certamente la più complessa. Far uscire il proprio pensiero dalla testa e presentarlo: questo è veramente difficile! Il mio personale consiglio è battersi e crederci più di ogni altra cosa. Raramente un genio è stato dichiarato tale prima di aver raggiunto il successo. Se la tua idea non è considerata geniale, credo che questo significhi essere sulla strada giusta. Nella vita, così come negli affari, esistono le sensazioni: se queste sono supportate da una sicurezza assoluta, vanno difese più di ogni altra cosa. Solo tentando si troverà chi crede in noi. Una delle mie intenzioni è quella di aprire un fondo di investimento per i giovani. E’ il mio modo di ringraziare per ricambiare ciò che ho ricevuto.

Interview: Lorenzo Sabatini

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