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By Luca Forlani
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Il grande successo spesso nasconde dei lati oscuri. Non è sempre facile trovare la forza di rialzarsi dopo delle cadute. Massimo Di Cataldo è un cantante simbolo degli anni ’90: le sue canzoni erano in vetta alle hit parade, protagonista del Festival di Sanremo, idolo delle teenagers. Poi, la terribile ombra che spaventa ogni artista: l’oblio. E la forza di non mollare mai e di continuare a fare musica, anche lontano dai riflettori. Ora è tra i concorrenti dello show campione di ascolti di Raiuno Tale e Quale Show.

Per i cantanti è fondamentale avere personalità e una voce ben riconoscibile. Com’è confrontarsi con le imitazioni?

Un bel gioco. Tale e Quale Show è una trasmissione di punta della Rai, sono felice di tornare in prima serata dopo la bella esperienza di Ora o Mai Più e di rispolverare anche il mio lato attoriale. Non tutti ricordano che ho debuttato come attore diretto da Mauro Bolognini e che ho preso parte alla serie cult degli anni ’90 I ragazzi del muretto. Sto cercando di farmi da parte per trasmettere l’essenza artistica dei personaggi da imitare.

Quale artista è stato la sua principale fonte d’ispirazione?

Lucio Battisti, senza dubbio.


Pensa che la televisione possa fare bene alla musica?

Penso che la musica possa fare bene alla televisione. L’ha dimostrato anche il successo di Ora o Mai più. C’è bisogno di leggerezza e di ridere, è vero, ma credo ci sia anche una forte esigenza di emozionarsi. La musica riesce a toccarci nel profondo. Se non ci fosse anche il lato onirico, la vita sarebbe davvero troppo piatta e noiosa.


È tornato alla ribalta, dopo un po’ di anni di assenza, grazie alla trasmissione Ora o Mai Più, un altro recente successo targato RaiUno…

Inizialmente ero un po’ preoccupato, il titolo sembrava parecchio impietoso. Invece, c’è stata una reazione positiva da parte della gente, un affetto rinnovato. Sono felice di averlo fatto e di aver avuto come “coach” la grande Patty Pravo. Da lei ho imparato leggerezza e distacco, mi ha lasciato innumerevoli perle di saggezza.

Che ricordo ha degli anni del grande successo?

Sono stati anni belli ma difficili. Mi sono sentito estremamente solo. Quando hai successo è difficile capire se le persone ti circondano per reale affetto o per opportunismo. Quando ti esibisci in un concerto davanti a migliaia di persone che ti inneggiano, scendi da lì e ti senti un Dio, penso sia normale. Chi ti ama veramente dovrebbe aiutarti a stare con i piedi per terra e non aizzare l’ego.

 

Lei è stato idolo di una generazione. Come considera quella attuale?

È una generazione nata con molte più possibilità delle precedenti ma è anche più dispersiva. I ragazzi di oggi danno tutto per scontato non rendendosi conto del potenziale che hanno a disposizione.

 

Nella sua canzone più celebre cantava “Se adesso te ne vai non me ne frega niente”, la pensa ancora così?

Nacque da una mia esperienza personale, avevo vent’anni, era l’epoca delle prime delusioni d’amore e dovevo imparare a elaborare l’addio. Oggi non scriverei una frase del genere. So che molti l’hanno usata per consolarsi dopo la fine di un amore. Sono felice che le canzoni possano diventare compagne di vita. Io devo tutto alla musica, è un canale di comunicazione privilegiato.

Cosa le ha dato la musica?

Per me è sempre stata una compagna, fin da ragazzino. Anche nei momenti di difficoltà. Mi ha aiutato a superare la timidezza, a trovare degli amici. Mi ha fatto crescere. Nella musica ci sono dolore, sofferenza e passione.

 

Le piacerebbe tornare a Sanremo?

Sì, sarei felice di portare una canzone su quel palco. È un pretesto per fare sentire nuova musica. Speriamo che Claudio Baglioni accolga la mia candidatura.

 

Ph: Massimo Di Cataldo – Sito Ufficiale
Ufficio Stampa Tale e Quale Show

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