Separate Fashion: al Pitti la moda guarda al sociale
13 giugno 2018
Alberto Triola – L’inganno felice
14 giugno 2018

By Lorenzo Sabatini
14 Giugno 2018

Un uomo imprevedibile nelle sue azioni e nel modo di vestire: è il disordine organizzato a configurare il concept proposto dalla emergente fashion designer Martina Blasco. Realizzando outfit con tessuti in contrasto tra loro, per esprimere di più, oltre la teoria del caos anche l’imprevedibilità dell’uomo. Esso può essere tutto o niente, o addirittura può trasmettere più idee contemporaneamente. Impiegando tessuti come il laminato acetato, il neoprene, il jacquard, il faille, la tela seta per esprimere al meglio un uomo a cui piace farsi notare.

Chi sono i tuoi designer preferiti?

I miei designer preferiti sono due e si mescolano bene con la mia idea moda. Sono Balmain e Damir Doma. Ho cominciato ad apprezzare il loro stile durante i miei studi accademici, presso Harim Accademia Euromediterranea. Due brand molto diversi tra loro, ai quali io mi ispiro tanto. Lo stile classico e lussuoso degli anni ’50 di Balmain, diventato moderno e spigoloso, sino ad oggi rock-chic, con forme semplici e aderenti, impreziosite da ricami e decorazioni vistosi. Damir Doma, intellettuale, poetico e minimalista, con le sue proporzioni oversize e in contrasto per creare una silhouette maschile del tutto inedita. Essere diversi ma anche universalmente riconoscibili. Si “sposano” molto con la mia moda. Le forme semplici, attuali, che seguono il trend oversize con tessuti in contrasto e chic, danno un’aria strong al mio uomo ma allo stesso tempo lo rendono elegante.

Un film che ha segnato la tua adolescenza?

(Sorride a questa domanda, ndr). Sorrido perché penso a quanto ci potesse sembrare difficile la vita a quell’età. Ricordo ancora che durante un litigio dissi a mio padre: quando avrò 18 anni firmerò le carte per rinunciare al dovere e diritto della vostra patria potestà (continua a sorridere, ndr) e andrò via di casa. Quando feci 18 anni mio padre mi disse che non esistevano carte da firmare e che se avessi voluto potevo farmi la valigia e andare via, cosa che ovviamente non feci. È quell’età dove vuoi fare tanto ma pensi di non essere capita. Fortunatamente ho sempre avuto dei genitori che nonostante la mia irascibilità in alcune situazioni hanno sempre tentato un dialogo con me. In quel periodo su Sky davano in onda il film: Uptown Girls. Ricordo che lo davano a pagamento e sprecai tutti i soldi della carta per vederlo così tante volte. Trattava di una ragazza, Molly, ricca e viziata ereditiera con la passione per la moda, a cui non mancava niente per essere felice. Quando si trovò in difficoltà economiche, dovette fare i conti con la realtà. Trovò lavoro come baby-sitter per una ragazzina, Ray, dell’età di 8 anni, anch’essa ricca, viziata e molto precoce. Le due ragazze si trovano a risolvere insieme molti problemi. La bambina deve smettere di controllare tutto per placare la sua insicurezza, mentre Molly deve rendersi conto di dover cominciare a pensare in modo diverso e non solo a divertirsi, o meglio deve cominciare a pensare. Del film mi colpì molto l’amicizia tra un adulto e una bambina, di solito, adulti e bambini non fanno amicizia. Ma spesso nella vita ti può capitare che la persona che meno ti aspetti possa insegnarti qualcosa. Nonostante i grandi problemi che entrambe avevano in famiglia, come la perdita di un genitore, hanno insegnato l’una all’altra ad affrontare la vita con semplicità e sempre con un sorriso, che le cose belle arrivano per tutti e che bisogna credere ai propri sogni. Desiderare non significa semplicemente praticare una libertà senza vincoli; desiderare significa fare del proprio desiderio una vocazione, un impegno. Quindi, anche io come Molly e Ray farò del mio sogno un impegno e affronterò la vita, come ho sempre fatto con un sorriso. Ogni storia ha il suo finale, ma nella vita il finale è solo un nuovo inizio.

 

Se potessi vestire un personaggio famoso, chi sarebbe?


Miro a un uomo che sia affine con ciò che disegno, un mix libero tra eleganza e sportswear. Se potessi scegliere, sceglierei David Beckham. Oltre ad essere il sogno di ogni donna è un uomo dallo stile impeccabile per ogni occasione, diventato anche un’icona di stile nei tempi odierni.
 Sarei tanto curiosa di sapere cosa pensa sua moglie Victoria della sua popolarità e del fatto che sia un sex symbol planetario (ride, ndr).

 

Se dovessi descrivere con un personaggio immaginario la tua moda, chi sceglieresti?


Per prima cosa mi viene in mente un personaggio dal carattere forte, un personaggio misterioso. Una persona imprevedibile che sa sempre ciò che vuole e che è ossessionato dalle cose belle. Insomma se dovessi scegliere direi Thor. Lui è il Dio del tuono, arrogante guerriero di Asgard. È un personaggio che ammiro tanto e sinceramente parlando mi rappresenta molto. Nel film e nel fumetto la la sua testardaggine lo porta spesso in situazioni difficili, ma tutto questo non lo spaventa: proprio come accade a me.

 

Progetti futuri?


È da poco uscita la Spring/Summer collection 2018, e per il momento il mio obiettivo è quello di sponsorizzarla al massimo, di farmi più pubblicità possibile. Sono felice del mio traguardo, le cose stanno cominciando a prendere forma. Per il momento disegno solo per uomo ma presto potrei anche concentrarmi su una collezione dedicata all’universo femminile.

Descrivi la tua moda con 3 aggettivi.


Qui vorrei arrivare subito al sodo, e direi: chic, attuale e strong.

 

La tua più grande paura e il tuo sogno più grande?

La mia più grande paura è l’oblio. Penso che nella vita si debba avere un obiettivo per renderla più bella e per dire “ho vissuto veramente”. Sin da piccola ho sempre associato il mio nome a qualcosa di grande. Arrivare fino in cima per poter dire sa tutti che ce l’avevo fatta anche io. E pensare che qualcuno possa essere condannato all’oblio mi fa paura. Vorrei fare qualcosa che possa un giorno ricordare il mio nome.
 Il mio più grande sogno è riuscire a realizzarmi in ciò che ho sempre creduto. Fin da bambina ho sempre saputo quale fosse il mio futuro, poi… il resto della mia vita è un tale casino (sorride, ndr). Iniziai a disegnare e realizzare vestiti per le Barbie cuciti da me e a immaginare una vita fatta di viaggi e soddisfazioni. Per i viaggi ci sto lavorando (ride, ndr) invece oggi posso dire che il mio nome è stampato su un’etichetta cucita su alcuni capi disegnati e progettati da me. Non c’è soddisfazione più grande vedere i vestiti che facevo da piccola per le mie Barbie realizzati su misura uomo.

Un trend che ami nella moda?

La moda è ciclica, tutto torna. È il designer stesso che concettualizza il trend in base al suo stile e lo rende attuale, ed è anche la persona stessa che lo indossa che lo personalizza. Direi che un trend che amo nella moda e che ritroverete sempre nei miei abiti è l’oversize. Il punto di forza dei designer maschili sta nell’aver dato eleganza e carattere alle linee fluttuanti, riuscendo a valorizzare le proporzioni del corpo dell’uomo. C’è chi lo vede come sinonimo di un look trasandato ma tanti invece reputano questa scelta molto azzeccata.

 

Cosa ti rende felice?
 

Viaggiare. Il viaggio è sinonimo di libertà. Ti apre la mente, ti rilassa. Viaggiando riesci a scoprirti di più. Oltre a visitare nuovi posti, conoscere le diverse culture, prendo tanta ispirazione per progettare nuove collezioni.

 

Cosa farai dopo l’intervista?


Sto sta già lavorando alla prossima collezione. Sto leggendo un libro per approfondire di più il tema al quale mi sto ispirando. Ed è la parte che preferisco di più quando creo una collezione, la ricerca. Si apre un mondo di idee e sta a me trovare la via giusta per concettualizzare tutto ciò che ho in testa. Un lavoro lungo, ma tutto questo non mi spaventa.

Related Post