Maria Grazia Cucinotta

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Maria Grazia Cucinotta

maria grazia cucinotta intervista

Attrice, regista, produttrice: un simbolo del “made in Italy” nel mondo che non smette di sperimentare la sua arte senza mai dimenticare la sua identità di donna siciliana e se state cercando il significato “super mom” sulla Treccani, bene, troverete la foto di Maria Grazia Cucinotta.

Hai lavorato con i più grandi mostri sacri del cinema , chi ti è rimasto impresso nel cuore… e ovviamente chi no?

Non c’è una persona in particolare, perché alla fine è stata una grande avventura …e continua ad esserlo. Tutte le persone che ho incontrato mi hanno lasciato una forma di crescita, confronto e di sperimentazione su me stessa.

Sei bellissima e forse, se possibile, anche di più di quando hai esordito, qual è il tuo segreto?

La “bellissima” è una parola grande. Diciamo che a differenza di prima ho imparato a nascondere i miei difetti e ad esaltare quelli che non sono difetti. Pian piano impari quelli che sono i trucchi del mestiere. Sparisce la faccia paffutella che avevi quando eri ragazzina e impari a gestire l’ essere donna. Quando ero giovane ero imbranata!

Che rapporto hai con il tuo corpo?

Quando sei una ragazzina, di base, è un disastro! Cerchi continuamente un consenso negli altri e ti trovi tremila difetti. Il tuo fisico è fatto in un modo ma tu vorresti essere diversa da quello che sei. L’importante è guardarsi allo specchio e i consensi darseli da sola, perché annullare se stessi per compiacere gli altri può essere un gioco molto pericoloso. Siamo tutti degli esseri unici con i nostri pregi e difetti.

In questo momento della tua carriera, cos’è che ti piace di più fare: attrice, regista o produttrice?

Io sono una che non riesce a fare solo una cosa alla volta. Cerco sempre di mettermi alla prova e colgo tutto quello che la vita mi offre. Ora sto pensando di fare la regia per una web series, e sto preparando il secondo corso, sul sociale. A metà marzo uscirà “Nomi e Cognomi”, film in cui sono solo attrice. Non credo che una cosa precluda l’altra. Purtroppo a volte nella mente degli altri sì! Viviamo in un paese abbastanza provinciale e ci sono i registi che non ti chiamano più e vogliono fartela pagare perché tu hai esordito come regista o produttrice. (Benvenuti nel Bel Paese, lo aggiungo io)

Prendiamo Charlize Theron, che ho conosciuto dal vivo e posso confermare essere di una bellezza sconvolgente, lei è multi tasking. E’ attrice, regista e produttrice, come la maggior parte degli attori americani. Aggiungiamoci poi che qui da noi se lo fa un uomo, lo si accetta meglio purtroppo.

Stai per iniziare le riprese del nuovo film cinese Magic Card, come nasce questo progetto?

Molto semplice: mi è arrivato il copione! Mi hanno chiamato ed ho accettato, primo perché mi piace lavorare in Cina ed è, infatti, da otto anni che lavoro li. Secondo perché trovo che sia un mercato duro ma estremamente affascinante. Si vede che sono stati sotto il regime e la dittatura ed ora hanno voglia di crescere ed assorbire energie nuove.

Conosci già l’ex governatore della California (dovrebbe essere il co- protagonista nel film cinese).

No non lo conosco, però lui non è ancora stato confermato per problemi con le date dei suoi impegni precedenti. In oltre gli attori cinesi di questo action movie sono super famosi nel loro paese e altrettanto impegnati su altri set.

Si è parlato di una tua possibile partecipazione ad “Agon Channel” per la trasmissione di Veronica Maya, ce la confermi?

Anche qui ci sono problemi di date, in quanto dal primo di marzo sono in Cina a girare!

A differenza delle tue colleghe, se fosse per te le riviste di gossip potrebbero chiudere! Qual è la ricetta personale per non far mai parlare di te alle cronache rosa ?

Bah… non me le vado a cercare! Non ho tempo di mettermi a fare follie, e secondo me oggi la miglior follia è proprio quella di non farle, visto che le fanno tutti. Il vero scandalo è chi non lo fa! (Scandalosissima Maria Grazia)

Secondo te, iniziare a lavorare come attrice è più facile oggi o era più semplice prima?

Molto più facile prima. Oggi siamo tutti attori. Il web ha concesso a tutti di sfogare il proprio ego, mostrandoci e mettendoci in vetrina. Guarda la notorietà dei blogger! Non c’è più identità nell’essere star, anzi lo è chi riesce ad avere più followers.

Sei a tutti gli effetti considerata un’icona gay, sei stata anche madrina del gay pride. Come è iniziata questa tua attività di sostegno alla comunità?

Sostengo fino dalla nascita che il pregiudizio uccide chi lo subisce. Il pregiudizio mette in gabbia e limita il cervello delle persone che lo hanno.

E’ una cosa che mi infastidisce tantissimo , perché è violenza e la violenza provoca la morte. Anche solo usare la parola gay, in un certo senso significa ghettizzare o voler diversificare, per me le persone sono persone e basta.

Ho cresciuto mia figlia con una certa visione della vita, lei non ha pregiudizi, non fa gossip e non si scandalizza davanti a nulla pur avendo tredici anni. E’ cresciuta anche con i miei amici, gli stessi per i quali sono stata testimone delle loro nozze omosessuali l’estate scorsa. Lei come me ha una visione dell’amore libero.

Hai una responsabilità: quella di essere uno dei simboli del “made in Italy” nel mondo … ti svegli la mattina con questo cruccio o ci convivi bene?

Io adoro! Il made in Italy è l’unica cosa che ci rende fieri di essere italiani. L’arte, la cultura e la storia purtroppo non ci rendiamo conto fino in fondo quanto siamo fortunati. Ma questo impari ad apprezzarlo solo quando sei all’estero e vedi attraverso gli occhi degli altri l’amore smodato che hanno per il genio italiano.

Quando si pensa a te la mente vola alla Sicilia, che rapporto hai con la tua terra? Ti senti sempre come una siciliana a Roma?

Siciliana sempre ! Io sono una siciliana sempre! Da quando mi sveglio la mattina fino alla sera che vado a dormire. Sono le mie origini, il fatto di essere cresciuta con il mare davanti agli occhi, la Sicilia è una terra bellissima ed allo stesso tempo difficilissima … è un po’ “Teorema”.

Ti è capitato di rinunciare a un’offerta di lavoro per non stare lontana dalla tua famiglia?

Mi è successo quando mi sono persa i primi passi di mia figlia. Per un film sono stata tre settimane via e lei era raffreddata e quindi ho preferito non farla volare con me. Da lì per due anni non ho accettato lavori che mi allontanassero da casa. Alla fine si paga tutto. Come ad esempio la scelta di non condurre una vita glamour, o l’aver smesso di fare le copertine dei giornali dopo la sua nascita, perché non si può imporre la propria vita agli altri.

Mio marito è una persona molto riservata che odia i giornali e odia i paparazzi avrei imposto a tutti loro una vita che non gli appartiene e che avrebbero subito.

Che tipo di mamma sei?

Come tutte le mamme: vivi con l’ansia e vivi attraverso la sua vita. La tua non esiste più. La tua diventa aspettare che lei sorrida, aspettare che lei ti dica ti amo, che cresca e soprattutto che sia felice. Cerco di essere una mamma “mamma” e non amica.

Hai un immagine molto ben definita, come scegli i tuoi abiti per un evento?

Beh dipende da quanta cioccolata ho mangiato il giorno prima! Sono stata per diciannove anni con Armani, che mi ha forgiato alla semplicità, ma diciamo la verità : amo tutto quello che è made in Italy, infatti poi sono passata all’estremo con Cavalli. In realtà in Ialia anche con giovani stilisti, son sempre fenomenali. Maturando smetti di farti vestire e impari a vestirti capisci che devi avere una tua identità anche in quello.

E per le scarpe che son sempre fotografatissime con tacchi vertiginosi, qual’è il brand a cui non puoi rinunciare?

Amo Vittorio Virgili, la mia seconda pelle e Loriblu che ha creato le scarpe di Cenerentola: la scarpetta di cristallo anche per chi ha il 40 come me!

Per resistere da naufraga su un’isola deserta di cosa avresti assolutamente bisogno?

Del mio reggiseno: ovvio no! L’unico vezzo che ho è che me li faccio fare su misura, sono oramai più di vent’anni che ho conosciuto questa magica donna che si chiama Myriam Maraziti e non ne posso fare a meno.

Cosa non vorresti nel tuo futuro?

Vorrei non sentire più parlare di crisi. E’ una cosa che ti sfinisce lentamente e porta la gente ad avere paura e di conseguenza la fa aumentare.

Intervista : Fabrizio Imas
Photos: Roberto Rocchi