Ludovico Cianchetta Vazquez e le regole del turismo post Covid-19

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Classe 1995, il volto di Ludovico Cianchetta Vazquez non è certo nuovo a coloro che seguono StarsSystem dalla prima ora. Percorsa la strada del modeling e preparato il terreno per quello che sarebbe stato un futuro lavorativo diverso ma comunque di successo, in breve tempo il nome di Ludovico ha iniziato a circolare con sempre maggiore insistenza nel panorama degli imprenditori online. Fondatore di BnB Academy, Ludovico giornalmente insegna a centinaia di studenti da tutta Europa come diventare degli esperti degli affitti brevi: dal vademecum di un buon host a come trasformare Airbnb in un vero e proprio lavoro.

 

Ludovico, cosa insegni esattamente in BnB Academy ai tuoi studenti?

Lo scopo del mio corso di formazione è semplice, e consiste nell’insegnare agli host di domani ad acquisire e valorizzare un immobile da introdurre nel mercato degli affitti brevi. Un settore che ogni anno garantisce rendite da capogiro, soprattutto in Italia, uno dei paesi più apprezzati al mondo dal punto di vista turistico.

 

Quindi una persona completamente inesperta può scoprirsi “esperto di affitti brevi”?

Esatto. In poche settimane con BnB Academy un nostro studente può diventare un esperto di affitti brevi. Dall’acquisizione dell’immobile alle norme che regolamentano questo business, dall’accoglienza all’home staging, ogni possibile sfaccettatura viene spiegata in maniera chiara e comprensibile, garantendo così ai nostri studenti di diventare profittevoli in poco tempo.

 

Nonostante la giovane età sei uno dei massimi esperti di affitti brevi e turismo a livello europeo. Come si evolverà il turismo nell’era post-coronavirus?

Se già prima l’utenza mondiale si indirizzava su un alloggio Airbnb per via dei vantaggi oggettivi come l’avere una cucina e una lavatrice in ogni casa, ad oggi per questioni igienico-sanitarie un appartamento in affitto rappresenta la miglior scelta. Questo poiché in un Airbnb si evitano al 100% i classici assembramenti che contraddistinguono le hall degli alberghi e i relativi spazi comuni.

Pensi quindi che questa estate, con tutte le problematiche legate agli spostamenti, le persone propenderanno per una soluzione abitativa classica rispetto agli hotel? 

Ne sono certo. Se già il business model degli hotel scricchiolava prima, ad oggi un appartamento su Airbnb coniuga tutte le necessità del viaggiatore medio: connessioni ad internet, privacy e rapidità a livello di check-in e check-out.

 

Cosa consigli a chi vuole avvicinarsi a questo mondo a livello di business?

Sicuramente di non avventurarsi senza la dovuta formazione. È un mondo abbastanza ostico da affrontare senza le dovute nozioni, ecco perché consiglio sempre di formarsi con dei professionisti che possano garantire una facile comprensione di tutte le opportunità derivanti da questo business model e dei requisiti burocratici. Tutti temi ampiamente trattati in BnB Academy.

Cosa sognavi da ragazzino? 

Da ragazzino in realtà non avevo le idee molto chiare sul mio futuro, quantomeno fino ai 16-17 anni. Sapevo solo che avrei voluto essere una persona di successo, in grado di ispirare gli altri e soprattutto di essere oggetto di stima altrui. Tu, Ale, sei stato fra i primi a credere in me in quella breve ma intensa esperienza nel mondo del modeling. Quando ero piccolo guardavo con estrema curiosità e stima questo mio zio, Cosimo, grande imprenditore del settore tessile e uomo di successo, che sicuramente ha plasmato questa mia voglia di essere imprenditore e mi ha fatto capire quale fosse la mia vera indole. La stima per lui oggi è rimasta immutata, e non nascondo che in quel che faccio cerco sempre la sua approvazione, essendo appunto per me un punto di riferimento e di forte motivazione. Pertanto un consiglio che sicuramente darei a chi nella vita vuole uscire dai classici schemi lavorativi è di avere un guru, un punto di riferimento al quale ispirarsi, possibilmente che abbia davvero lasciato un segno e creato qualcosa di distintivo. Come Maradona per il calcio o Michael Jackson per la musica. Nel mio caso un punto di riferimento è stato proprio mio zio Cosimo, e uno più distante è stato Steve Jobs, che purtroppo non ho mai avuto modo di incontrare. Mi sono rifatto conoscendo personalmente però Tim Cook, attuale CEO di Apple e uomo di fiducia di Steve Jobs. Può sembrare assurdo, ma anni fa a Milano attraverso un suo evento in Bocconi ebbi il piacere di incontrarlo e addirittura scattarci una foto assieme. Oggi sarò sicuramente meno ragazzo e più uomo, ma resto un grande sognatore. Seppur posso aver raggiunto degli obiettivi soddisfacenti, soprattutto per la mia età, non smetto di ambire sempre di più e pormi traguardi nuovi, anche perché viviamo in un mondo in costante evoluzione e se ti fermi sei perduto. Soprattutto nei business che hanno una forte componente online.

 

Che differenze vedi nei nuovi giovani? 

Domanda interessante. Benché io abbia solo ventiquattro anni e magari sia poco distante da chi è nato negli anni Duemila, denoto una differenza incredibile in quelli che sono i valori e soprattutto gli obiettivi. Ai miei tempi eri cool se giravi con la BMX, la bicicletta coi pedalini avanti e dietro, ora sei cool se hai 40.000 follower su Tik Tok. Bada bene Alessandro, non voglio dire che ci sia qualcosa di male o di sbagliato, semplicemente mi fa paura vedere questi ragazzi molto giovani a cui interessa solamente l’approvazione sui social dei loro coetanei, pena il sentirsi in difetto. Io sono stato oggetto di bullismo, principalmente alle scuole superiori, e questo genere di contenuti spesso non fanno altro che innalzare determinate situazioni negative e creare ulteriori distinzioni (ed episodi di bullismo) in alcune realtà magari meno mondane rispetto a grandi città come Milano. Però poi al contempo vedo ragazzi che grazie agli stessi social riescono ad esternare le loro passioni e il loro modo di essere senza problemi: è un grande villaggio globale dove si pesano vantaggi e svantaggi. Sicuramente trovo inconcepibile vedere ragazzini che buttano il denaro in orologi e vestiti costosi. Questo genere di vizi a mio parere distoglie l’attenzione dal vero valore che il denaro ha. Ritengo sia una grossa carenza del sistema scolastico italiano, che non insegna princìpi di finanza ed economia personale ai giovani, cosa che spesso poi non fanno neanche i genitori stessi. Quindi “ignoranza in materia” sommata a “puoi avere tutto quello che vuoi” crea poi dei grossi deficit in materia di finanza personale. Dai cento euro  in mano ad un ragazzino di quindici anni? La maggior parte spenderà tutto, magari in vestiti nuovi per il suo avatar in un videogame. Non esiste la cultura del risparmio ma soprattutto dell’investimento. La medesima cultura che manca anche in generazioni precedenti alla mia.  Fortunatamente con l’avvento della formazione online le persone hanno iniziato a capire che investendo del denaro possono avere dei ritorni economici anche importanti, e magari quei soldi non sperperati oggi ritorneranno dieci volte maggiorati un domani.

 

Cosa suggerisci alla nuova generazione? 

Come già detto, sicuramente di avere un punto di riferimento. Ma poi anche di investire nella formazione, di non farsi influenzare dalle opinioni dei genitori che magari propendono per i classici percorsi lavorativi in azienda e di pensare fuori dagli schemi, perché “per avere cose mai avute, bisogna fare così mai fatte”. Oggi poi i ragazzi vogliono tutto e subito, vedono solo le parti migliori degli altri e non sanno che magari dietro i miei successi ci sono state diverse startup tra cui due fallite e anni di lavoro. Poi fortunatamente attraverso le nostre academy (di Ludovico e del socio Francesco Crema ndr) le persone possono imparare dai nostri errori, ma spesso vedo ragazzi che cercano scorciatoie per ottenere ciò che vogliono e se dopo due mesi non hanno ottenuto tutto ciò che volevano, mollano. Non funziona così. Tutti sognano la Lamborghini o la Ferrari, ma quanti lavorano davvero per potersela permettere un giorno? Mi piace sempre ricordare alle persone che un desiderio è semplicemente un qualcosa al quale una persona ambisce, un obiettivo è invece il risultato frutto di una serie di azioni. E quando un ragazzo un domani vorrà un qualcosa, vorrei che si chiedesse “è un desiderio o è un obiettivo?”.