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“Questa luce nell’anima” recita un verso di Sempre, canzone che al Festival di Sanremo del 1998 incantò l’Ariston classificandosi al terzo posto. A cantarla un’interprete che non passò inosservata: Lisa. Poi un successo internazionale – in particolare in Francia dove arrivò prima in classifica e in Spagna – un altro Sanremo nel 2003 con la suggestiva Oceano, e l’onore di cantare per ben tre volte davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II. Proprio nel momento in cui la sua carriera stava decollando e la stava consacrando come una delle migliori giovani interpreti della musica italiana, arriva il mostro peggiore a tarparle le ali e ad allontanarla dalle scene: un tumore al cervello. Dai fasti di Sanremo, dal successo internazionale, alla malattia più atroce. Lisa non si arrende, combatte come una leonessa e ritorna a cantare. E adesso la grande occasione grazie a Ora o Mai Più, trasmissione di successo di Raiuno che ieri sera l’ha decretata vincitrice. Lisa fin dalla prima puntata ha conquistato tutti: pubblico e maestri. Il mostro non è riuscito a scalfire la sua voce potente. Raggiungo Lisa al telefono tra una prova e l’altra di Ora o Mai Più e mi contagia con la sua energia incredibile e tantissimi ricordi e progetti. Passato, presente e futuro, alti e bassi… Lisa quando canta racconta la vita e credo sia questo il motivo del rinnovato successo (un ulteriore primato: le sue esibizioni nello show sono le più viste anche sul sito Rai Replay).

Un bilancio della tua esperienza a Ora o mai più?

È stato bellissimo da subito. Quando mi hanno proposto questa nuova avventura ho pensato: carpe diem. Prima mi facevo sfuggire tante cose importanti per paura di non poterle vivere appieno. Ora ho capito che nella vita non bisogna lasciarsi scappare nulla. Bisogna godere tutti i momenti belli che la vita ci offre. Ora o mai più è il titolo più adatto per rispecchiare questo momento della mia vita. Quello che mi intimoriva di questa nuova avventura era la paura di raccontarmi; di natura sono molto timida e l’idea di parlare della mia sfera privata mi preoccupava. Ho deciso di buttarmi e, fin dalla prima puntata, la gente mi ha accolta con un applauso che sembrava un caldo abbraccio. Mi trovo benissimo con tutti i colleghi, non c’è gara, siamo diventati amici, giochiamo e scherziamo tra noi.

Ti hanno assegnato come coach Marco Masini. Con lui com’è andata?

Bene. Abbiamo un approccio molto diverso. Lui è più tecnico, io più passionale e istintiva. È un grande musicista. Adoro il suo repertorio e mi piacciono le canzoni che ha sceto per me. Insomma, un connubio esplosivo.

 

Hai mai temuto che la trasmissione o la stampa potessero strumentalizzare la tua storia?

No. In questa trasmissione c’è un grande pudore dei sentimenti. Ognuno ha raccontato il proprio percorso. Non è la mia storia in primis, ma è la storia di tutti. Anche da parte dei giornalisti ho notato grande pudore, nessuno si è permesso di calcare la mano o di raccontare la mia storia con morbosità. Ho molto rispetto per me stessa e per chi come me ha vissuto un dramma del genere. Quando stavo male e non sapevo se avrei vissuto o sarei morta ho scritto Rispetto 6.1.

 

Nel 2016 con l’album Rispetto 6.1 sei tornata sul mercato discografico dopo anni difficili …

Sì, mi ha dato nuova linfa, pensavo di non farcela. Ho lottato con le unghie e con i denti grazie all’aiuto dei medici e di una fede incrollabile che non mi ha mai abbandonata. Rispetto 6.1 ha avuto 200.000 visualizzazioni su Youtube e per me è stato un grande risultato. Il pubblico non mi ha mai dimenticata. Tranne nei periodi in cui stavo tanto male da non avere alcuna forza, ho sempre fatto concerti sia in Italia che all’estero.

 

Quando ti esibisci colpisce la tua intensità interpretativa. A cosa pensi quando canti?

Quando canto, prego. Provo anche dolore… “è il dolore più sublime”, come recita un pezzo della mia canzone. Attraverso la musica riesco a sprigionare tutte le mie emozioni.

A Ora o mai più cantate molte cover. Quale canzone sceglieresti per raccontare questo tuo momento?

È una domanda difficilissima. Tutte le canzoni che mi stanno capitando mi rappresentano in qualche modo. Nulla succede per caso. Sono felice perché a Ora o Mai Più sta vincendo la musica. La gente mi scrive cose bellissime. E sono molto contenta che Sempre, dopo la prima puntata, sia tornata in classifica a distanza di vent’anni. Ma ora guardo al futuro.

 

Che ricordo hai del tuo primo Sanremo?

Una grandissima paura di cadere da quella scala (ride, ndr). Ero poco più di una bambina. Ricordo i complimenti, dopo la mia esibizione, di Celine Dion nel backstage. Sanremo ha rappresentato il concretizzarsi dei miei sogni.

 

Vorresti tornare sul palco dell’Ariston?

Sì, io sicuramente mi presenterò. Ho il pezzo giusto e sento che momento migliore non possa esserci.

 

Hai cantato davanti a Giovanni Paolo II. Che ricordo hai?

Papa Wojtyla mi volle personalmente. Un giorno il mio discografico mi dice: “Lisa, il Papa vuole che tu vada a cantare per lui”. Fu un’emozione indescrivibile. Sono molto credente. Mi sono esibita tre volte per lui: a Toronto, Roma e Loreto. Ricordo un episodio in particolare: eravamo a Roma io dovevo cantare O Santissima, prima della mia esibizione lui doveva fare il lancio della colomba ma non riusciva a farla volare. Quando ho iniziato a cantare la colomba ha spiccato il volo. Quel giorno il Papa mi fece una carezza e mi diede la sua benedizione. È stato un Papa unico, indimenticabile. La notte prima di quella che poi è stata l’ultima risonanza l’ho sognato. E quando mi portarono il risultato mi dissero che non c’era più nulla. Per me è stato come un miracolo. E mi piace credere che Papa Wojtyla mi sia stato vicino in questo momento così drammatico della mia vita. Poco tempo fa, ho trovato una colomba bianca ferma sul balcone di casa mia; pensavo fosse ferita, l’ho accarezzata, ho visto che stava bene e poi è volata via. Una settimana dopo mi hanno chiamato per propormi Ora o Mai Più. È una coincidenza che mi emoziona e che non ho mai raccontato a nessuno.