Veganismo: un movimento in continua crescita
31 ottobre 2018
Lina Cavalieri: chi era la musa di Fornasetti
6 novembre 2018

By Luca Forlani
30 Ottobre 2018

I quarant’anni, si sa, sono un’età di bilanci. Marina Ripa di Meana scrisse I miei primi quarant’anni per tirare le somme di un compleanno importante che dovrebbe condurre alla maturità. Licia Nunez, invece, non sembra perdere troppo tempo a guardare il passato e a fare bilanci. È immersa con forza nel suo bel presente che la vede tornare in Rai dopo un decennio. E con un piede nel futuro con un sogno ben preciso: tornare a condurre un programma sportivo.

Partiamo da questo ritorno in Rai. L’abbiamo appena vista nella serie Rai L’allieva, una bella soddisfazione?

Beh, direi di sì. Sono felice di essere tornata, dopo dieci anni, alla tv di stato, dove tutto è iniziato. L’allieva è una bella serie che colpisce per la sua semplicità. La prima stagione aveva avuto un grande successo, e sono contenta che anche questo secondo capitolo stia riscuotendo successo. La mia partecipazione in questa fiction è circoscritta solo alla prima puntata andata in onda giovedì ma mi auguro che possano presto arrivare altre soddisfazioni.

Anita Ferrante, il personaggio da lei interpretato ne L’allieva, si è fatta notare per un carattere molto forte. Come mai le affidano sempre donne di carattere?

Perché credo di trasmettere un’immagine di donna forte e determinata. Preparando questo personaggio ho notato delle sfaccettature molto vicine a me. Lei è una donna in carriera che cerca di emergere in un settore prevalentemente maschile. Tuttavia, in lei non ci sono solo forza e determinazione, anche sensibilità e solidarietà femminile.


In Rai ha preso parte a serie di successo come Incantesimo ma ha anche lavorato come conduttrice di trasmissioni sportive. Le piacerebbe tornare alla conduzione?

Artisticamente posso dire di essere nata con la conduzione. Ho debuttato in programmi sportivi come Eurogol e La domenica sportiva. Questi programmi sono stati il viatico per Notti mondiali con Marco Marzocchi nel 2006. Un anno particolarmente fortunato, l’Italia tornò a vincere i mondiali dopo ben 24 anni. Mi piacerebbe ritornare a lavorare in un programma sportivo. Sono una tifosa sfegatata dell’Inter ma amo il calcio in generale.


Dopo quel grande successo si è dedicata solo alla carriera d’attrice. Pentita di quella scelta?

È stata una scelta piuttosto obbligata. I lavori di attrice e di conduttrice non potevano andare di pari passo. Dopo qualche mese dalla mia partecipazione a Notti Mondiali arrivò una bella offerta per entrare nel cast di Vivere. Una soap opera all’epoca molto seguita e un anno e mezzo di lavoro continuativo.

Sa anche giocare a calcio?

Sì, sono cresciuta con tre fratelli e un padre appassionati di calcio. Il pallone a casa mia non è mai mancato.

 

Qual è il ruolo calcistico più vicino a lei?

L’attaccante, senza dubbio. È un po’ metafora della mia vita. Ho sempre vissuto con grinta e superando gli ostacoli che mi ha presentato. Ho iniziato a lavorare molto giovane. Frequentavo il liceo scientifico la mattina e lavoravo come commessa in un negozio d’abbigliamento il pomeriggio. Non ho mai avuto paura di rimboccarmi le maniche. Ho sempre avuto le idee chiare e per raggiungere obiettivi importanti bisogna necessariamente attaccare.

 

Il rimpianto più grande?

A quarant’anni è necessario tirare le somme. Spesso mi capita di pensare “se quel giorno avessi preso un’altra strada”, “se quel giorno avessi osato di più”. Sicuramente la scelta presa nel 2006 di lasciare la conduzione rappresenta un forte rimpianto. In generale non sono una persona che vive nel passato. Preferisco stare nel presente con un piccolo piede nel futuro.

 

Un personaggio che le piacerebbe interpretare?

Una detective in borghese. Un ruolo d’azione. Mi troverei molto bene in jeans, maglietta e giacca di pelle che poi è l’outfit che preferisco nel mio quotidiano.

Cover Ph: Julian Hargreaves
Ph: Giulia Lucarini

Related Post