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By Alessandro Nava
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Ci siamo catturati con gli occhi io e Katia. Lei fa così, ti guarda intensamente e capisce se può essere Katia o deve essere la Ricciarelli, quella che ha calcato i palcoscenici più importanti del mondo, che ha vinto un Nastro d’argento come migliore attrice protagonista al suo debutto sul grande schermo, che ha riempito i rotocalchi rosa con le sue indimenticabili storie d’amore. Una vita piena di aneddoti quella di Katia Ricciarelli, ricordi indelebili che sono legati a nomi mitici dell’Opera e della cultura mondiale. È una diva e lo sa, “ci ho sempre creduto” mi confida. Fin dal suo esordio, quasi cinquant’anni fa, Katia Ricciarelli ha lavorato per rispettare quel Sogno che da ragazzina non la lasciava un attimo. Non voleva essere una delle tante, voleva lasciare un segno nel suo mondo. “Sei tu che decidi del tuo destino” – mi dice – ma devi crederci davvero, pensare ed agire di conseguenza. Avresti dovuto vedermi al mio debutto nella Bohème (sorride). Per arrivare in teatro indossai un abito lungo nero con una pelliccia ed un cagnolino sottobraccio. C’era già la mentalità della Primadonna capisci? Ero già una diva prima ancora di diventare popolare (ride)”.

Che cos’è il talento Katia?

È una scintilla che si richiede all’artista. Quel valore aggiunto che ti permette di essere notato anche in mezzo ad un coro, che ti dà la possibilità di avere un’occasione, ma solo con lo studio, il sacrificio e la dedizione si può pensare di riuscire nel nostro campo, e nella vita in generale.

 

Quanto bisogno c’è, preso atto di possedere talento, di avere un Sogno?

Da ragazzina dicevo sempre: “Io voglio arrivare!”, “Io voglio fare questo!”, e visualizzavo nella mente il mio desiderio. Le occasioni arrivano e non bisogna sciuparle. Non mi bastava essere una dei tanti sul palco, volevo essere la protagonista. Per fare questo devi costruirti una volontà di ferro, avere un bisogno spasmodico di migliorare, ti devi dimenticare di tutto: la famiglia, gli amici, i figli.  Operare delle scelte ben precise che spesso richiedono profondi sacrifici.

Hai sempre amato condividere con i giovani la tua esperienza e il tuo percorso artistico. Quanto è importante avere un’occasione?

Io ho iniziato ad insegnare ai giovani che ero ancora nel pieno della mia carriera, è faticosissimo sai? Ma anche incredibilmente stimolante. Devi ascoltare ogni nota, correggere ogni difetto, supportarli e motivarli, c’è bisogno di una grande energia fisica. Poi però devono camminare con le loro gambe,  dimostrare di essere completi e non solo possedere una bella voce. Io amo i giovani che sono curiosi, che si informano, che studiano continuamente ma purtroppo sono pochissimi. Spesso non sanno da dove è tratta l’aria che stanno interpretando, non conoscono la storia dell’Opera, dei grandi cantanti che ci sono stati prima di loro. Non hanno voglia di informarsi, la vivono come un lavoro e non come una passione. Per questo spesso mi arrabbio, perché io voglio che i miei allievi sappiano tutto. Guai a pensare che basti la voce per cantare, ci vuole soprattutto cuore, anima e cultura!

Ph: Daniele Cardone
Mua and hair: Vladyslav Rotaru
Location: Hotel Principe di Savoia

In questo servizio Katia Ricciarelli indossa gioielli Chopard

L’intervista completa a Katia Ricciarelli è disponibile nel primo numero cartaceo di StarsSystem, in edicola a partire dal 18 dicembre.

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