Liu Bolin
8 Dicembre 2014
Paola – TAMTAM#2
12 Dicembre 2014

La storia di un’americana in Italia che non perde il vizio di farci divertire. Certo avrei potuto anche non farla quest’intervista perché io e Justine ci conosciamo da più di vent’anni e le risposte le sapevo già. È una catalizzatrice di attenzioni e di energie e posso garantire la gente si fermava a guardarla già da prima che apparisse in televisione (forse perché ha sempre avuto l’abitudine di vestirsi poco). Detta con il linguaggio dei talent show: lei ha l’X-Factor.

Quando sei arrivata in Italia?

La prima volta nel 1900…1992. È passato talmente tanto tempo che quasi non mi ricordo! Mi sembrava di vivere in uno di quei libri che ho studiato all’università di Stanford. Era surreale, bellissimo. Me ne sono innamorata subito.

Com’è nata la tua passione per lo spettacolo? Sappiamo che vieni da studi completamente diversi?

Sicuramente i miei studi mi hanno fruttato un ottimo italiano (vero: utilizza anche i congiuntivi!), altrimenti credo che sarei messa ancora peggio con la lingua! Lavorare al fianco di Paolo Limiti, poi, mi ha decisamente spronato ad imparare più in fretta mi ha permesso di condividere quella cultura che a prima vista nessuno nota.

Dai speriamo di aver fatto delle cose più profonde di quello che appaiono! Quando ho iniziato non ero una ballerina e non ero una cantante, ma avevo un accento inconfondibile e la mia somiglianza con Marilyn, che è sempre un bel complimento, ha “bucato lo schermo”lasciando il segno ovunque andassi e qualsiasi cosa facessi.

Quanti anni sono che fai questo mestiere?

Dal ‘94. Quest’anno festeggio i miei vent’anni di carriera!

Oramai sai fare tutto: cantare, ballare, recitare, presentare… presenziare. Cosa ti piace di più?

Boh… forse fare la mamma è quello che mi ha dà più soddisfazione. In questo ruolo mi rendo conto di essere fondamentale. Nello show-business è tutto così effimero, precario. Madre lo si è per tutta la vita.

Cosa non rifaresti? Cosa vorresti ancora fare?

Sono tranquilla su questo non vivo di rimpianti. Magari ci sono cose che avrei potuto fare, che invece non ho fatto per una questione di scelte. Una fra tante: rinunciare a tornare negli Stati Uniti. Dopo aver girato Submerge, film per televisione americana CBS, mi è stato proposto di andare a lavora negli USA ma ero innamorata e ho scelto di rimanere in Italia, dove oggi vivo con la mia famiglia a Milano.

In questo paese non è facile lavorare. Lo spettacolo, il cinema, il teatro sono ambienti molto chiusi e c’è sempre bisogno della spintarella giusta. Io sono sempre andata avanti da sola a differenza di altre mie colleghe. Certo, i ruoli che posso interpretare ormai iniziano a restringersi per un americana come me. Fino a qualche tempo fa potevo fare la studentessa, ma oramai ha quarant’anni suonati non si può più!

Quando ti sei detta: “oh oh! questa volta ho esagerato!”

Caspita… troppe volte, da dove posso iniziare? Ah si… il matrimonio con Paolo Limiti! No anzi l’arresto nel deserto in Egitto! (per realtà di stampa posso confermare c’ero anch’io, bellissima vacanza, grazie Justine). Ma anche su Twitter, a volte scrivi delle cose ingenuamente, solo che essendo un personaggio pubblico prendono subito un’importanza sopra le righe (vedi la splendida foto con il piede della Mattera fasciato in un tacco vertiginoso che spunta dalle macerie. Ovviamente era un fotomontaggio. Però dopo il terremoto in Emilia). O vogliamo parlare di quella fantastica volta in cui insieme ad alcune colleghe ho partecipato ad un corso di sesso orale! (potrà sembrare strano nella nostra piccola Italia, ma negli States oramai è un trend impazzante che dilaga allo stesso modo in cui negli anni ‘70 si facevano le riunioni della “Tupperware “o del “Folletto”). Con il risultato che dopo averlo dichiarato in un’intervista, alla Rai non mi hanno più chiamato ed una mia collega che era con me quella sera “all’evento” (di cui ingenuamente ho fatto il nome), non mi rivolge più la parola! (quanto bigottismo! Ma tanto la Mattera non imparerà mai a stare a bocca chiusa). D’altro canto ci sono persone che hanno fatto un film porno e lavorano alla grande!

Io vado avanti per la mia strada. Sperando di fortificare le cose che faccio su Instagram, rendendomi conto che i nuovi personaggi del momento sono i blogger, anche se magari come fenomeno è destinato a finire. Senz’altro è un modo per far capire chi sei. Per abbattere gli stereotipi. Sicuramente vedere tutte queste foto così provocanti di me per chi era abituato a vedermi di fianco a Floradora è uno shock!

Qual’è la tua citazione preferita?

Penso sempre a quello che dice Paulo Coelho nell’Alchimista: “la tua strada è la tua, non è la strada di nessuno altro”, lui diceva anche “ci sono molti indizi sulla tua strada” basta cogliere il momento ed arriverà la felicità. Come a volte ti dicono a chi vorresti assomigliare? La trovo una domanda stupida, in quanto siamo tutti esseri unici e se si vuole copiare qualcun’altro di solito si è destinati al fallimento.

Come sei diventata un icona di stile, icona gay e successivamente anche icona dei social?

La somiglianza con Marilyn mi ha aiutata, ma ancora più importanti sono stati il mio lavoro in discoteca dove ho conosciuto moltissima gente, la mia ironia… la mia natura! Ho uno stile mio un po’ cartoon un po’ freak. A dirla tutta sembro più strana quando indosso abiti normali. Ecco perché preferisco osare. Infatti sto per fare la campagna Limited Edition T-Shirt di Vivienne Westwood!

“Instagrammi” tantissimo, hai tantissimi follower ma, a differenza delle tue colleghe, non posti molte foto private. Anzi la maggior parte sono tratte dal set giusto? Hai paura di esporti troppo? No vorrai farci credere che sei timida!

È vero prima facevo più selfie, ma poi ho realizzato che mi annoiano. I media sono in continua evoluzione, quindi bisogna sapersi adattarsi sempre e anticipare i trend. C’è stata la febbre di Twitter che ora sta svanendo. Con Instagram, invece, posso raccontare i miei pensieri tramite le foto. Ma è come per il burlesque quando ti spogli davanti all’obbiettivo ci deve sempre essere una ragione, altrimenti il pubblico capisce che non sei sincera.

Pensi che ti porti più lontano una macchina nuova o un bel paio di tette nuove?

Beh dipende io ho venduto la macchina perché avevo accumulato talmente tante multe che non mi conveniva! Invece le tette dopo due allattamenti erano diventate come le orecchie del mio cocker… quindi mi servivano. Certo è che se non ti creano problemi nel relazionarti con gli altri tipo andare in spiaggia puoi stare anche così, io sono felice di averle fatte e non tornerei indietro.

(Bene hai appena risposto come Charro di Love Boat!) Per te il sesso è importante?

Certamente si, anche se adesso con due bambini è un po’ più complicato di una volta avere dei momenti di intimità.

Massimo di volte fatte in un giorno?

Mah…10! Però devo ammetterlo ero più giovane!

Posto più strano?

Probabilmente l’autolavaggio.

Mai fatto con una donna?

Sì certo.

Qual’é il vizio che ti concedi più spesso?

Di base sono godereccia. Senz’altro l’alcool! Ho un piccolo problema con i drink, ma sento che sto migliorando!Però se mi dai una bottiglia di buon vino rosso la faccio sparire in un attimo!

A cosa non puoi assolutamente rinunciare?

Alle ciglia finte ovvio! Anche se vado su un’isola deserta, mai senza, così se mi fanno una foto, lo sguardo è sempre perfetto.

Qual’é il regalo più bello che hai ricevuto?

Il diamante solitario, che purtroppo mi hanno rubato, quando ci hanno svaligiato la casa.

E quello che stai ancora aspettando?

Magari un altro solitario! Mettiamo l’idea in giro per l’universo, così magari qualcuno sente.

Pensi che ci sia qualcuno che possa averti ostacolato nel tuo percorso professionale?

Forse perché non sono mai scesa a compromessi o a fare servizietti ai politici, sai il mio problema è che ho l’ascendente in cancro, quindi non posso fare cose controvoglia.

Al contrario invece qualcuno che ti abbia aiutato?

Potrei dire Paolo Limiti, come potrei dire Joe T. Vannelli oppure Claudio Insegno o Federico Bellone che mi ha diretta in “Showgirl”. Per me è sempre una lotta dimostrare che so fare qualcosa, infatti ho vinto anche molti premi, ma quando la gente esce felice da teatro, per me è una soddisfazione immensa.

Cos’é che ti fa arrabbiare di più nella vita?

La presunzione. Le persone che ti giudicano senza conoscerti. La mancanza di lealtà. La falsità Io sono una persona diretta, il che non è sempre una cosa buona. Dico le cose in faccia. Quando la gente ti dice: ti chiamo sicuramente! E invece non ha pensato nemmeno per un momento di farlo. Odio le persone che tirano le questioni troppo per le lunghe e creano false illusioni. Basta dirlo, essere chiari subito e non far perdere tempo. Ne ho sprecato fin troppo nella mia vita a credere alla gente con le speranze e false speranze. Rischiando la delusione… e cosa c’è di peggio della delusione? Niente!

E invece cos’é che ti rende più felice?

Vedere i miei figli crescere. Sapere di aver fatto qualcosa di buono per me e per loro. Comunque tendo ad essere una persona altruista. Tendo a lottare per le altre persone più che per me stessa.

Intervista: Fabrizio Imas
Ph: Alberto Buzzanca
Make up: M. Bantea