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By Luca Forlani
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Festival di Sanremo 1997. Conduceva Mike Bongiorno ‒ in prestito da Mediaset ‒ con Piero Chiambretti in versione angelo svolazzante per il palcoscenico, e la giunonica Valeria Marini. Tanti i big di casa nostra a sfidarsi per l’ambito primo posto: Patty Pravo, Loredana Bertè, Fausto Leali, Nek, Anna Oxa, Massimo Ranieri e Albano (solo per citarne alcuni). A sorpresa vinse un duo di sconosciuti passati dalle Nuove Proposte dell’anno precedente alla sezione Big. La canzone era Fiumi di Parole. E fiumi di parole e d’inchiostro sono stati sprecati per gettare fango su questa vittoria, che per molti fu immeritata ma dopo 21 anni ancora ce la ricordiamo e sappiamo canticchiare il brano. Voi vi ricordate gli ultimi vincitori di Sanremo? E le loro canzoni? Adesso è di nuovo la prima rete del servizio pubblico a ridare loro una possibilità con Ora o mai più, show musicale di grande successo di questo finale di stagione televisiva. I Jalisse si sono contraddistinti per un ottimo percorso, ottenendo il primo posto nel voto popolare e il secondo nella classifica definitiva (che qualche “maestro” abbiano volutamente arrestato con voti bassi la loro cavalcata verso la vittoria?). Raggiungo al telefono Alessandra Drusian, e l’intervista è l’occasione per togliersi molti sassolini dalle scarpe, ma anche per parlare del futuro e di Ora, nuovo singolo uscito il 9 luglio.

Iniziamo dal secondo posto a Ora o mai più. Un bilancio di quest’esperienza?

Una bella sorpresa e una grande emozione. All’inizio non sapevamo a cosa saremmo andati incontro. La prima puntata eravamo molto preoccupati, ci avevano rassicurati più volte sul fatto che ci sarebbe stato un grande rispetto, e così è stato. Ci hanno dato la possibilità di farci conoscere per come siamo realmente. Ringrazio Amadeus e gli autori che ci hanno permesso di scagionarci da accuse ingiuste, come quella di plagio. All’epoca, tra le tante infamie, dissero che Fiumi di parole era una copia di una canzone dei Roxette. Questo non era assolutamente vero, infatti la denuncia non è mai arrivata.

Nell’ultima puntata avete presentato il vostro inedito Ora, acquistabile dal 9 luglio. Un brano che segna anche un’evidente evoluzione artistica…

Abbiamo scritto questo brano lo scorso anno, a distanza di 20 anni dalla vittoria di Sanremo, il titolo era infatti proprio 20. Abbiamo deciso di cambiare titolo ma il significato del brano è rimasto lo stesso: il passare inesorabile del tempo e le inevitabili difficoltà che ognuno di noi deve affrontare nella vita. Ora ci sembrava un titolo più efficace e ottimista. Il brano rappresenta l’evoluzione artistica di questi 20 anni, anche se lontano dai riflettori. Personalmente ho sempre amato il rock, quindi adoro queste sonorità.

 

È un contrasto molto interessante quello tra le sonorità rock del brano e la tua voce limpida…

In Italia può sembrare un accostamento strano ma all’estero ci sono molti esempi di unioni felici tra rock e canto lirico: gli Etika o gli Evanescence, per esempio.

 

Loredana Bertè, nel corso delle puntate, si è molto ricreduta nei vostri confronti…

Probabilmente all’inizio aveva un po’ il dente avvelenato per la nostra vittoria di Sanremo ’97. Una vittoria che ha infastidito molti. Con il passare delle puntate ha iniziato a sostenerci e dopo l’ultima serata ci ha rivelato che sperava vincessimo noi. Ci ha anche rinnovato i complimenti per il brano. Noi siamo felicissimi di questo secondo posto: ricominciamo da questo prestigioso traguardo!

C’è stato qualche giudice che secondo te si è contraddistinto per giudizi poco obiettivi?

Una in particolare, non faccio nomi ma si capirà benissimo perché è stata piuttosto criticata dal web proprio per la poca oggettività nel dare giudizi. Sembrava che valutasse più la simpatia che la performance.

 

Siete stati aspramente bersagliati per la vittoria a Sanremo, ma dopo vent’anni tutti ancora ricordano Fiumi di parole.

È rimasta nell’immaginario. Mi scrivono molti ragazzi che all’epoca erano bambini. Vuol dire che abbiamo lasciato un segno che in ventuno anni non si è mai cancellato, e grazie a Ora o mai più abbiamo avuto la possibilità di scacciare ingiusti pregiudizi.

 

In questo lasso di tempo sei riuscita a darti un perché di questo accanimento?

Sinceramente no. Forse eravamo troppo giovani, appartenevamo a un’etichetta indipendente e all’epoca padroneggiavano le majors. Io e Fabio insieme siamo una vera forza: dovrebbero darci un premio per la tenacia, in questi anni non abbiamo mai mollato. Abbiamo fatto progetti nelle scuole, collaborato con la Fondazione Rita Levi Montalcini e la Fondazione Mike Bongiorno. Non abbiamo mai smesso di portare avanti la nostra musica. Avremmo potuto cambiare mestiere o peggio ammalarci, farci distruggere dalla depressione. E invece siamo andati avanti per la nostra strada e abbiamo anche creato una famiglia.

 

Nel 1997, in quanto vincitori del Festival di Sanremo, partecipaste all’Eurovision Song Contest; anche lì ci furono molte polemiche…

Eravamo dati per vincitori, ma se avessimo vinto la Rai avrebbe dovuto organizzare la manifestazione dell’anno successivo con un enorme dispendio economico. Così da primi nelle quotazioni siamo “misteriosamente” finiti al quarto posto. Ci furono molte polemiche e tornati in Italia ci venne impedito di partecipare a manifestazione importanti come il Festivalbar. Non siamo mai riusciti a promuovere Il cerchio magico del mondo, album in cui era contenuta Fiumi di Parole. Nonostante l’ostracismo raggiungemmo il traguardo del disco d’oro.

Vorreste tornare a Sanremo?

Ci abbiamo provato più volte, ogni anno sempre con una canzone diversa. Addirittura provammo con un brano composto da Rita Levi Montalcini, Linguaggio universale. Ogni anno abbiamo proposto la nostra musica ma la possibilità ci è sempre stata negata. Ci farebbe piacere tornare, sarebbe una bella conferma dopo questo programma.

 

Con il vostro coach Michele Zarrillo com’è andata?

Un grande maestro e una grande persona. Nelle esibizioni era imprevedibile, si lasciava prendere dalla musica e cambiava tutto rispetto alle prove. È stato un ottimo coach, non solo artisticamente ma anche umanamente.

 

Quale tra le sue canzoni hai preferito cantare?

L’elefante e la farfalla, mi ha molto emozionato. E credo abbia colpito.

 

Esclusi voi, chi avreste scelto come vincitore?

Alessandro Canino. Mi piace molto anche il suo brano, uno dei più radiofonici, e lui è una bellissima persona. Non credo sia stato facile avere come coach Loredana.

 

Tornando al ’97; come mai negaste di stare insieme?

Beh, non volevamo che i giornali parlassero più del gossip che della nostra musica. Avevamo deciso di formare un duo per unire le forze e credevamo fortemente in questo nostro progetto. Siccome non sapevamo a cosa saremmo andati incontro, decidemmo di mantenere un certo riserbo. Non volevamo che qualcuno potesse intromettersi nel nostro rapporto. Poi nel 1999 ci siamo sposati quindi tutti l’hanno scoperto. Ricordo che una rivista ci propose tantissimi soldi per fare lo scoop del matrimonio, ma la famiglia è una cosa sacra. Non è mai stata in vendita.

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