Nelson Clooney
21 Marzo 2015
Tibi
24 Marzo 2015

 

A fine Marzo l’Italia ospita IS TROPICAL, una band londinese indie-electro di gran successo che a tutti gli amanti delle sfilate milanesi si è già fatta conoscere con la canzone “Galactic Lover” trasmessa durante lo show Men Collection AW14 di James Long. L’anno 2015 sarà invece l’anno di BLACK ANYTHING, il nuovo album che, come previsto dai media, porterà una piccola rivoluzione sul mercato musicale mondiale e non solo. Se volete scoprire di più, leggete l‘intervista ai Tropicali in esclusiva per StarsSystem concessa alla nostra giornalista Joanna Longawa qualche settimana fa prima di partire in tour.

Is Tropical sono presenti sul mercato musicale internazionale dal 2009. Tropicalmente ispirati ai ritmi di powerhouse Kitsunè ed il sound elettronico e al cento per cento fedeli al look nero (da qualche anno vestono la marca designer Phonz Says Black) Simon Milner, Gary Barber e Dominic Apa tornano con un lungo tour europeo con tanto elettro (più del solito), la “magia nera” e con un nuovo ufficiale membro della band, la sexy Kirstie Fleck (l’abbiamo già sentita in “Dancing anymore”, una delle sue track più famose e più amate). La buona notizia per noi è che il Miglior Gruppo Musicale 2013 in Mongolia con due premi vinti agli UK Music Awards per il brano “The Greeks” dopo un anno ritorna in Italia con tre date: il 25 suonerà a Roma al Teatro Quirinetta, il giorno dopo a Milano al Tunnel e il 27 a Bologna al Covo Club. Is Tropical, chiamati giustamente dalla stampa i giramondi e „partyholic“, durante estate scorsa hanno attraversato attraverso e lungo le due Americhe, l’Africa, l’Europa e l’Asia. Il nuovo LP, prodotto da Luke Smith (Foals, Depeche Mode, Formerly of Clor), è il frutto di quest’esperienza. I primi due brani “Crawl/On my” way sono usciti negli ultimi mesi su newyorkese Axis Mundi Records come un preview dell’album che sarà diviso in cinque tappe, ognuna composta da due tracce pubblicate sia in vinile 10“ che in digitale. La seconda parte del LP è stata rilasciata l‘8 marzo e noi già non vediamo l’ora di ascoltare la prossima.

Quest’anno, dopo numerosi concerti in Spagna, Francia e Germania, i fan italiani finalmente possono ascoltarvi dal vivo alla fine di marzo a Roma (25.03), Milano(26.03) e Bologna (27.03). Vi siamo mancati?

Yeah! Sembra che siano passati molti anni. Avremo con noi i nostri cari amici MT come supporto, per la prima volta porteremo un po‘ di sapore locale al nostro show. Il Covo club è un posto fantastico – l’ultima volta quando ci abbiamo suonato la gente saliva sulle pareti per vederci meglio. Sicuramente siamo felici di poter fare questo lungo tour legato all’uscita del nostro nuovo album „Black Anything“ e pian piano con l’arrivo d’estate aggiungeremo nuove date. In Italia conosciamo parecchia gente. E‘ sempre bello venirci per suonare ma prima di suonare è bello mangiare un bel piatto di pasta ai funghi e bere il vostro vino…

Quali sono altri paesi dove vi piace lavorare e andare in vacanza, dove vi sentite a casa?

Sinceramente noi ci sentiamo a casa ovunque. Tutto quello che desideriamo è l’accesso all’acqua calda e internet. Essendo in tour apprezzi la vita on the road e l’ospitalità della gente. Qualche posto è meno ospitale dell’altro, è ovvio, ma il fatto che siamo insieme come band trasforma ogni viaggio, nonostante eventuali postumi di sbornia e lunghe file per il passaporto con gli occhi chiusi e così via, in qualcosa romantico. Finora i nostri paesi preferiti per andare in vacanza e per suonare sono Cina, Giappone, Canada e America del Sud.

L’ultima volta che ci siamo visti a Roma eravate un trio maschile. Adesso, in questo nuovo album, siete supportati da una voce sexy femminile di Kirstie Fleck. Rimane con voi per sempre?

Adesso ci sta dentro. In qualche modo è stata da sempre il membro della band, c’era con noi mentre vivevamo insieme, scrivevamo i demo per il primo album, ci ha sentiti litigare, parlare sotto inspirazione. Negli ultimi 5 anni è stata con noi nei nostri salti e bassi. E‘ stato logico nominarla il membro ufficiale della band.

Ricordo che date importanza al colore nero soprattuto nel vostro look. Questa volta „black“ marca anche il vostro LP. Che vuol dire il titolo?

Questo nome è apparso durante le registrazioni – avevamo bisogno di qualcosa che ci definisse, unisse quell’ elemento in comune e le varie influenze internazionali che si possono trovare in questo album. Il nome Black Anything rappresenta delle stanze buie, distopiche, apparentamente nemichevoli nelle quali durante nostri concerti ci sentivamo comunque a casa, avendo dei momenti neri in queste camere ci trovavamo comodi, tipo quando ti perdevi per un secondo durante lo show o avevi blackflash durante o dopo il party. Questo è il nero che dividiamo tutti noi quando chiudiamo gli occhi. L’album è una sorte di colonna sonora di questo spazio comune. Il nero ha anche un altro vantaggio. Se parliamo del tessuto, dopo tanti giorni di follie nasconde lo sporco. Per noi è il colore caldo, ti prende e riempie con la sua forte luce come le bandiere nere, la magia nera, i buchi neri ecc.

Che strumenti avete usato questa volta registrando Black Anything? Come avete esperimentato con i suoni? La vostra musica sempre cambierà e cercherà nuove direzioni?

La nostra musica cambia sempre come le cose che ci toccano ci aiutano a evolvere, cambiamo insieme ai tempi che corrono. Siamo tutti molto diversi da quando abbiamo scritto il nostro primo album, ma c’è un elemento in comune, la direzione nella quale va la nostra musica è il prodotto del tempo e dello spazio che condividiamo. Probabilmente ogni concerto realizzato in modi impercettibili ha modellato il nostro suono e negli spettacoli dal vivo si sentono delle piccole sfumature in ogni canzone ripetuta per ennesima volta automaticamente a memoria. I nostri testi ancora contengono le varie storie, aneddoti. Siamo un po‘ strani se parliamo dei testi, invece la nostra musica sposa ingenuità con la quale abbiamo faticato finora. Conosciamo bene questa energia grezza, chiacchiere del pubblico e le nostre intenzioni che non sono mai cambiate, sono solo diventate più forti per fortuna o sfortuna della nostra musica.

Come potreste riassumere la vostra evoluzione finora? Come vi vedete tra qualche anno? “Crawl”/”On My Way” è per voi il preview del nuovo album diviso in cinque parti?

Ogni parte dell’album è indipendente e questo era la nostra intenzione. Volevamo anche che ogni vinile e le canzoni che contiene portasse l’ambiente e emozioni del posto dove è stato registrato. Quest‘album come chi lo ascolta scopre sta cambiando come la reazione la quale stiamo aspettando. Facci sapere cosa pensi sulla seconda parte che sarà lanciata l‘8 marzo e compra il vinile per il tuo bambino perchè i computer tra poco saranno troppo senzienti e ci imprigioneranno nella realtà 3D. Scusate ma è il nostro acido flashback.

Quali sono altre particolarità del nuovo LP? Com’è stato lavorare su questo progetto? Che musica ascoltate al momento?

E‘ stato un processo ambizioso, pauroso, complicato che ha causato tanto stress e tanta gioia, sorridi e lacrime, voli mentali e vuoto e tanta ispirazione. E‘ stato un processo lungo e un po‘ masochista. E‘ stato un rituale di abbattere quello che ci ha fatto stare comodi di fare la musica e di portare tutto alla luce con i suoni del mondo nelle sue diverse forme. Questo album è il frutto di lavoro di varie persone che lo hanno contribuito compresi Axis Mundi Records, fondata da un nostro buon amico e mecenate Graham Dickson di Crystal Fighters. Non vediamo l’ora di ascoltare una nuova musica della nostra indipendente etichetta, sono loro i prossimi di diventare una grande band, vengono dagli Stati Uniti e si chiamano Psymon Spine.

Avete reputazione dei giromondi e party-dipendenti. Vi spostate da un continente all’altro eseguendo i vostri indie-electronic show. Il nuovo album, immagino, è il prodotto di queste esperienze?

Si, è proprio così. Volevamo cambiare il processo di registrazione in qualcosa che rappresenterebbe il nostro modo di scrivere e registrare la musica tramite stile di vita che ci accompagna. Le cinque registrazioni simbolizzano i cinque continenti che abbiamo scoperto personalmente, in conseguenza riflettono cinque ambienti e suoni diversi. Invece di aspettare sei mesi e spendere il nostro tempo chiusi in uno studio di Londra noi abbiamo deciso di immortalare ogni fenomenale emozione di ogni posto in canzone registrata in quel posto.

Siete amati e seguiti in tutto il mondo, specialmente in Italia, Inghilterra e Mongolia ma qual è la vostra musica preferita? Avete dei vostri idoli?

Abbiamo tanti idoli. Ci piace la musica che sembra irragiungibile e perfetta. Il vero potere della musica si sente col passare del tempo, in retrospezione ascoltanto i grandi nomi del passato come Michael Jackson, Jonathan Richman, Don Van Viet, Van Morrison, Jean Michel Jaar, Tom Waits, Laurie Spiegel, Ian Savonius, Philip Glass, Haruomi Hasono, Madonna, Debbie Harry, David Bowie…

 

Intervista: Joanna Longawa
Photos: carE