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By Fabrizio Imas
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Ha eseguito ritratti su commissione per politici e personaggi illustri, ma tutta la sua potenza illustrativa la esprime con angeli e motivi religiosi. Lui è Ilian Rachov, artista di origine bulgara che da oltre vent’anni vive e lavora a Roma. In questi giorni si è parlato molto di lui dopo una diatriba avuta con i designer Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che hanno utilizzato un suo dipinto senza il suo consenso per produrre una stampa della prossima collezione Autunno/Inverno 2018.

Che cosa è successo con Dolce & Gabbana?

E’ stata una cosa molto sgradevole in quanto li ho sempre considerati amici ed ho sempre apprezzato moltissimo loro lavoro. Di fatto hanno scaricato da internet una Madonna che avevo dipinto nel 2010, e l’ho ritrovata stampata sulle borse e sulle scarpe della nuova collezione S/S 2018: i nostri rispettivi legali stanno cercando di risolvere la situazione. La cosa più divertente è che me sono reso conto solo perché seguo Stefano su Instagram,  altrimenti forse non me ne sarei mai accorto.

Escluso questo episodio, per tre anni sei stato designer per Versace. Che esperienza è stata?

Quando mi avevano chiamato dagli uffici di Milano per un colloquio credevo fosse uno scherzo, invece era proprio veroHo lavorato per Versace dal 2003 al 2006, disegnando le stampe barocche che utilizzano ancora oggi sia per foulard che collezioni home.

 

Come ti sei avvicinato alla pittura e alle icone religiose?

Avevo diciotto anni. A quell’epoca ero un punk e non avrei mai immaginato che la mia professione sarebbe stata la pittura e ancor meno quella sacra. Poi, d’un tratto, mi sono ritrovato a dipingere icone ortodosse, che sono decisamente più stilizzate rispetto a quelle classiche del cattolicesimo. L’arrivo in Italia è stata una conseguenza: la Bulgaria stava vivendo un periodo di grande tumulto e a causa della mia esposizione mediatica e politica (dipingevo anche per il conto del governo) mi arrivarono numerose minacce di morte. Così decisi di lasciare il mio Paese e, non appena arrivato a Roma, mi sono iscritto all’Accademia di Belle Arti. Il resto è storia.

Come ami definirti?

Sono un artista, vivo della mia pittura. Mischio sacro e profano quotidianamente. Ora sto progettando una collezione per Silvio Fiorello che verrà presentata a Pitti Uomo. Il 2 dicembre invece sarò al Festival Europeo, a Milano.