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By Matteo Squillace
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Influencer di professione, montagne di vestiti sempre più firmati, la movida milanese e il caricabatterie portatile dello smartphone costantemente a portata di mano. “Visto che non si può tornare indietro, almeno ridiamoci su”. Questo è il messaggio che vogliono lanciare Eddy Veerus, Federica Napoli e Roberta Branchini, il trio maravilha che negli ultimi anni si è guadagnato il proprio posto nel mercato musicale italiano con uno stile che fonde l’EDM all’ironia dilagante sugli idoli, le abitudini e i pilastri di una generazione che ormai viaggia trasversalmente fra gli under 30 fino ai quelli che sul booster non ci sono mai saliti. Il Pagante è un collettivo formato da ragazzi normali che hanno saputo sfruttare l’idea giusta nel momento migliore possibile, senza farsi ipnotizzare dalla celebrità: ma rimanere in sella non è certo cosa da tutti. Le loro storie personali che si fondono in studio, un album già uscito nel 2016 (Entro in Pass, certificato disco d’oro) e un nuovo progetto ormai pronto a prendere il volo.

Nato come una pagina dissacrante sullo stereotipo del ragazzo milanese tutto cintura firmata e aperitivi, Il Pagante è riuscito nella missione di rendere di massa alcuni luoghi comuni che inizialmente erano radicati solamente entro i confini di Milano. Come avete deciso di intraprendere questa strada?

Eddy – Essendo cresciuti vicini a quel contesto abbiamo semplicemente raccontato quello che succedeva sotto i nostri occhi frequentando club, scuole o anche semplicemente trovandosi il pomeriggio tra amici. Nel Pagante niente è studiato a tavolino, le cose ci sono venute in maniera molto naturale e anche io, che sono salito a bordo quando il progetto era già ben instradato, mi sono sentito subito libero di muovermi a mio piacimento. Dopo i successi di Pettinero e Faccio After abbiamo visto che lo slang si legava bene con le basi EDM e le melodie del momento, quindi la musica è stato il mezzo fondamentale per veicolare tutto quello che ci sentivamo di dire.

Eddy, tu ti sei messo in gioco entrando in un mondo che, in un certo senso, era un campo minato. Mi riferisco al fatto che inizialmente ti sei avvicinato alla musica con l’obiettivo di fare strada nel mondo dell’hip hop.

Ti correggo parzialmente: il rap era sì la mia passione principale, ma quando ho iniziato a fare musica ascoltavo anche tantissima musica elettronica. Possiamo dire che sono cresciuto dividendomi tra Club Dogo e Eiffel 65. Sono passati pochi anni, ma quando decisi di cambiare la scena hip hop non era così frizzante e eterogenea come quella attuale, e così decisi di rimettere tutto in discussione con Il Pagante. Un progetto che mi ha permesso di trovare terreno fertile senza dovermi per forza accodare al resto, mettendo le mie abilità e le mie skills a favore del gruppo. Con Roberta e Federica siamo entrati in sintonia sin da subito, volevamo tutti e tre la stessa cosa: raccontare tematiche molto attuali ma trattandole con ironia.

 

Cosa che fate alla grande, anche attraverso video sempre studiati e curati. Riuscite sempre a lasciare il segno, e i milioni di visualizzazioni sotto ogni video ne sono testimonanza tangibile. 

Eddy – Ti ringrazio. I video sono sempre stati uno dei nostri punti di forza, ma siamo migliorati sensibilmente anche nei nostri live o dj set. Andiamo parecchio fieri anche di quello che ormai è diventato un format a tutti gli effetti, ovvero invitare vip e celebrità a partecipare alle riprese. Un’idea nata dopo il cammeo di Andrea Diprè in Pettinero che abbiamo riproposto, video dopo video, fino a Dress Code. Per il prossimo video, chi lo sa…

 

Capitolo nuovo album. Dopo l’uscita di Dress Code non si è saputo più nulla: ci sono aggiornamenti?

Eddy – Gli aggiornamenti finora sono stati pochi e col contagocce perchè ci siamo chiusi in studio a buttare giù idee, scrivere e lavorare sulle basi. Il nostro secondo album ufficiale però è quasi ultimato e uscirà dopo l’estate. Sarà una bella sopresa per tutti i fan del Pagante, una piccola rivoluzione da punto di vista delle sonorità (che si avvicineranno più a quelle del momento) ma senza rincorrere troppo la moda. Continueremo a fare quello che è nelle nostre corde e nel nostro stile, però ci siamo divertiti a sperimentare spaziando su altri generi musicali anche lontani dall’EDM. Con qualche feat che ancora non possiamo svelare.

Federica e Roberta, siete a bordo da quando il Pagante era solo una pagina Facebook e non la straordinaria macchina d’intrattenimento odierna. C’è stato un momento particolare di questa esperienza che ha segnato positivamente la vostra amicizia?

Roberta – Io e Federica eravamo molto legate già prima del Pagante visto che frequentavamo lo stesso liceo. Ovviamente il progetto a reso il tutto ancora più solido. Ci vogliamo bene e ci sosteniamo da tempo.

Federica – Sicuramente tutti i traguardi che abbiamo raggiunto assieme. Tutto è nato per gioco, poi sono arrivati il primo disco d’oro, quello di platino e palchi importanti come il Coca-Cola Summer Festival. Non me lo sarei mai aspettata, e condividere tutto questo con Roberta mi ha lasciato dentro emozioni indescrivibili.

Il successo del Pagante è esploso nel giro di pochi mesi facendovi guadagnare notorietà e followers sui vostri profili social. Non sempre però può essere una cosa positiva: che difetti porta con sé un cambiamento del genere e come avete gestito la cosa con il passare del tempo? Vi siete dovute adeguare a un certo tipo di immagine?

Roberta – Personalmente all’inizio è stato strano. I social danno e i social tolgono, influenzando tutto il mondo che gira attorno. Bisogna sapersi adattare, condividere con tutti le cose che posso essere condivise e tenere il privato per sè.  

Federica – Inizalmente, quando il Pagante ha cominciato a riscuotere parecchio successo, mi sono voluta costruire una corazza. Volevo nascondere il problema che ho alla mano sinistra – un’aplasia che ho dalla nascita – perchè avevo paura dei commenti o peggio ancora di ricevere insulti. Però anche così non riuscivo a essere me stessa, quindi un anno fa ho deciso di dare una svolta smettendo di cercare di essere impeccabile. Ora è tutta un’altra cosa: non ho problemi a mostrarmi pubblicamente o sui social per quella che sono, perchè amo follemente la mia vita.  Spesso giro struccata, noi del Pagante siamo persone normalissime che vivono la quotidianità e che cercano allo stesso tempo di gestire al meglio l’immagine pubblica. Senza che questa interferisca col privato.

 

Presto inizierà un nuovo tour in giro per l’Italia. Ormai siete abituate a stare sul palco, ma rispetto ai primi live in cosa vi sentite di aver fatto un salto di qualità?

Roberta –  Il tour estivo è sempre il momento dell’anno più divertente per Il Pagante. Per tre mesi siamo in giro tra nord e sud in locali all’aperto, e il tutto lo rende già diverso dai live invernali. Dopo un po’ di tempo inizi a trovarti a tuo agio sul palco e a contatto con tutte le persone che ci vengono a sentire, interagendo con loro per tutto lo show. È il momento che preferisco in assoluto.

Federica – Rispetto ai primi live sicuramente c’è più consapevolezza e maturità di stare su un palco davanti a tante persone. Il nostro è un lavoro a tutti gli effetti, ma se pensi di salire, cantare e andartene hai sbagliato in partenza: mai e poi mai dimenticare di far divertire il pubblico!

Ph: Serena Pirredda
Make up: Giulia Sinesi
Style: Tiny Idols

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