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Se avete avuto Netflix negli ultimi due anni è impossibile che non abbiate notato tra i consigliati Vis a vis – Il Prezzo del riscatto: la serie spagnola, ideata da Ivan Escobar ed Esther Martinez Lobato, dopo un primo passaggio in Italia piuttosto sottotraccia è stata rilanciata da Netflix nel 2019 per quattro stagioni che hanno ricevuto pareri decisamente favorevoli da parte di pubblico e critica. Una sorta di “seconda occasione”, un riscatto (il caso vuole che compaia anche nel titolo) del quale abbiamo parlato con Harlys Becerra. Classe 1984, ex cuoco a Londra prima di diventare attore, Harley in Vis a vis interpreta il cattivo Valbuena, guardia carceraria in una prigione di sole donne che si rende protagonista di azioni violente e scorrette. Una parte che Becerra ha ricoperto per le prime due stagioni, rimanendo fuori per scelte di produzione, dalla terza e quarta parte. L’attore trentasettenne, oltre alla sua inequivocabile affascinante presenza, ha dimostrato ottime doti di attore, interpretando un ruolo tutt’altro che facile. Così abbiamo deciso di intervistarlo, nonostante sia molto legato alla sua privacy, e abbiamo parlato della sua carriera, dell’amore e anche dell’impatto dell’ultimo anno, condizionato dall’arrivo del Covid-19, sulla sua carriera.

Raccontaci come sono stati gli inizi nella tua professione di attore.

Dopo aver completato i miei quattro anni di formazione presso l’ESAD, (Scuola Superiore di Arte Drammatica) a Murcia, nel sud-est della Spagna, mi sono trasferito a Madrid ed è qui che è iniziato il mio percorso professionale. I primi due anni sono stati indimenticabili, un periodo molto impegnativo nel quale collezionavo porte sbattute in faccia e fallimenti. Sapevo che faceva parte del percorso, quindi ho dovuto lavorare di più e concentrarmi molto affinché il mio obiettivo si concretizzasse. L’accento è diventato una nuova sfida per me. L’unico modo per guadagnare un posto nel settore era migliorare concentrandomi sui dettagli. Come attore sconosciuto è molto difficile, ma come straniero è ancora più difficile ottenere una parte in una serie spagnola. Ho dovuto dimostrare di saper parlare con un perfetto accento madrileño. Così ho lavorato sodo sulla pronuncia per cinque ore al giorno. Continuavo ad andare avanti senza mollare ed un giorno ho finalmente ricevuto la telefonata che ogni attore sogna nella vita. Era il mio agente che trasformò la mia giornata, e la mia carriera. Ho avuto una piccola parte in una serie comica e poi sono arrivato a Vis a Vis. È stato bellissimo. Lavorare nell’industria televisiva e cinematografica non è facile, è come essere sulle montagne russe. Divertente, emozionante e pieno di alti e bassi. 

Parliamo del tuo personaggio in Vis a Vis. Valbuena è cattivo ma anche fragile, addirittura romantico. Qual è la tua opinione su di lui? È stato difficile da interpretare?

Valbuena è un personaggio intrigante ed è stato interessante esprimere il suo lato romantico, anche se capisco che agli spettatori potrebbe sembrare una dichiarazione azzardata. Valbuena, è un uomo emotivamente instabile, pieno di conflitti interiori e di paura. Spesso è arrogante e violento, ha molti lati oscuri che lo portano ad apparire tra il comico il ridicolo ma nel profondo è solo e molto fragile. Interpretare un personaggio come lui è stato un processo impegnativo ma una grande opportunità per dare vita personaggio ricco di sfumature. È stato un viaggio incredibile, ma molto eccitante. Una delle esperienze più belle della mia vita.

Quali sono gli attori e le attrici che ammiri di più e da cui prendi ispirazione?

Temo che sia impossibile lasciare fuori qualcuno da dieci figure che mi hanno fortemente influenzato lungo tutta la mia carriera, quindi eccoli in ordine puramente casuale.  Roberto Benigni, Denzel Washington, Viola Davis, Julia Roberts, Anthony Hopkins, Oprah Winfrey,  Al Pacino, Robert de Niro, Michael Fassbender e Javier Bardem.

Se dovessi fare un bilancio del 2020? Riesci a trovare, se possibile, degli aspetti positivi da questo ultimo anno?

Lavorativamente parlando, per l’industria cinematografica è stata una catastrofe. Questa pandemia ci sta spingendo tutti sull’orlo della pazzia! A parte ciò, credo che all’interno di questo caos stiamo trovando modi straordinari per unificarci e sostenerci a vicenda. Ognuno di noi può aiutare qualcuno, in modi piccoli e grandi. Credo che ci stia insegnando la vera umanità, che siamo tutti sulla stessa barca, indipendentemente dalla razza, dalla classe, dalla religione. Dobbiamo combattere questa crisi insieme e credo che, faticosamente, prima o poi ne usciremo.

I tuoi prossimi progetti?

A inizio 2020 ero pronto a ritornare sul set, ma poi è successo quello che tutti sappiamo. Ora sembra che qualcosa stia tornando a muoversi, ma ancora non posso svelarvi su cosa mi concentrerò. Attendo con ansia di riprendere la mia carriera.

Cosa ne pensi dell’amore? È difficile per un attore avere una relazione?

L’amore è una delle cose più grandi che la vita ha da riservarci. Come attore però, lavorando molto e viaggiando frequentemente, non è sempre facile gestire una relazione. Ma penso che sia importante lottare per questo. Nulla può distruggere una relazione se c’è rispetto reciproco, convinzione del percorso che si sta intraprendendo e naturalmente passione.

Tu sei originario di Cuba. Raccontaci qualcosa di personale sulla tua terra. I tuoi posti preferiti e qualcosa da sapere per un viaggio lì.

Cuba è un luogo incredibile e misterioso. Fa quasi sempre caldo, è pieno di contrasti e ha una cultura affascinante. L’Avana Vecchia, o Habana Vieja, ha lo status di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO perché ospita alcune delle chiese e degli edifici meglio conservati al mondo. Mi piace visitare il famoso bar Floridita e sorseggiare lì un daiquiri, godendo della musica dal vivo. Nonostante la delicata situazione economica, noi cubani siamo un popolo orgoglioso e resiliente, famosi in tutto il mondo per la nostra danza e la nostra musica. Se amate la salsa e la rumba è sicuramente il posto da visitare. Ogni nazione è stata colpita dal coronavirus, quindi prego per Cuba come qualsiasi altro posto al mondo. Come ho detto, siamo tutti uguali davanti a questa pandemia.