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By Lorenzo Sabatini
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Avere 21 anni significa essere nella piena espansione del proprio potenziale umano e creativo. Determinazione, eleganza ed uno sguardo sempre rivolto a ciò che è bello: citeremo queste tre caratteristiche per descrivere il mondo di Guido Milani, web influencer ed aspirante fotografo.

L’aplomb ed i suoi look hanno catturato l’attenzione degli street photographers alle ultime fashion week (tra i tanti citiamo la sua uscita sulla Bibbia dello street style a stelle e strisce, Highsnobiety). Nato a Milano, Guido ha “respirato” la creatività da sempre: suo nonno è pittore e grafico, la madre fotografa e successivamente creativa presso l’agenzia di comunicazione che ha fondato, il padre ingegnere. Guido segue con passione il mondo dell’arte, della moda e del design, sebbene abbia un background di studio scientifico. Al momento è uno studente del corso di Scienze politiche e sociali, ma è anche riuscito a crescere come influencer grazie alla passione per la fotografia. Questa fascinazione per l’immagine ha decretato il successo di Guido.

Nel suo profilo Instagram si percepisce il suo amore per la scoperta del nuovo che il viaggio porta con sé. “Il mio scopo – confida Guido a noi di StarsSystem – è quello di immortalare il momento così da poterlo rivivere nei miei ricordi”. La moda ha sempre rappresentato una grande fonte di ispirazione e di interpretazione: amante del minimalismo e della simmetria tipica dei paesi nordici ne ha assimilato non solo l’estetica, ma anche la mentalità. Nel bene e nel male Guido è un perfezionista: di conseguenza gli capita di restare a riflettere ore ed ore su cose molto semplici, sempre all’ossessionata ricerca dello scatto perfetto. Un web influencer di cui sentiremo ancora parlare.

Chi citeresti tra i fotografi che maggiormente ti hanno ispirato?

Tra i fotografi che maggiormente mi hanno ispirato possiamo trovare i nomi di Peter Lindbergh, Patrick Demarchelier, Mario Testino; ma tra tutti il mio preferito in assoluto è Richard Avedon. Penso che i suoi ritratti siano la perfezione e mi ricordo ancora le campagne di Gianni Versace scattate da lui. Magia pura.

Qual è, a tuo avviso, il peso della cultura nella riuscita di un ottimo scatto?

A parer mio la fotografia è la capacità di riuscire a materializzare ciò che si ha in testa in un’ immagine concreta. Per far ciò c’è bisogno di uno studio e di una base culturale. Serve principalmente per non cadere nella banalità, nella copia e per riuscire a rappresentare al meglio la visione che si ha in mente, sebbene spesso possa sembrare complicato.

 

Che libro stai leggendo al momento?

Vi farò ridere, al momento sto leggendo Il magico potere del riordino di Marie Kondo: una lettura commissionatami da mia mamma, dal momento che sono un inguaribile disordinato.

Cosa per te è di cattivo gusto?

Vuoi la mia opinione? Viviamo in una società dove l’immagine che si ha di se stessi è il nostro primo biglietto da visita, quindi penso che il cattivo gusto sia il trascurarsi. Soprattutto in un mondo come quello della fotografia e della moda dove si cerca sempre di catturare il bello facendolo calzare al proprio punto di vista.

 

Una cosa che non fotograferesti mai e un’altra invece che vorresti fotografare?

Di sicuro qualcosa che possa offendere altre persone, è infatti questa la “difficoltà” del mio lavoro. Bisogna rappresentare il proprio punto di vista senza attaccare, offendere o colpire direttamente persone, situazioni o istituzioni. Una cosa che mi piacerebbe fotografare invece è l’aurora boreale. Mi ha sempre affascinato sin da quando ero piccolo e sto facendo di tutto per assistervi, così da poterla inserire nella mia “collezione”.