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By Fabrizio Imas
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Figlia di Maria Teresa Ruta ed Amedeo Goria, pochi grilli per la testa ed un bagaglio culturale non indifferente. Questa è Guenda Goria. Forgiata prima dalla danza classica, poi il passaggio in Conservatorio per poi arrivare al Centro Sperimentale per la recitazione. Musica, arte, teatro. Tante passioni che l’hanno portata ad essere uno dei volti principali della grande fiction di Rai Uno “Il paradiso delle signore”.

Com’è stato crescere con due volti noti della TV a fianco?

Per me la domanda giusta è “Come è stato crescere con mamma e papà”. Da piccola ho dovuto convivere col fatto che erano sempre in giro per lavoro: i miei genitori erano spesso in tv, e alla lunga mi sono dovuta abituare anche agli sguardi diversi che mi rivolgevano amici e compagni di scuola.

 

Che tipo di educazione hai ricevuto?

Rigida. Soprattutto mamma è stata molto severa. Anche le realtà con le quali mi rapportavo erano altrettanto severe: ad esempio, in Conservatorio ricordo che la mia insegnante di pianoforte durante esigeva il dito mignolo ben curvo, altrimenti me lo tirava fino a farmi male. Poi ho fatto danza classica (che per antonomasia è una disciplina di rigore assoluto) dove dovevo ballare fino ad avere le punte sanguinanti. All’esterno ero una ragazza “differente”: certe esperienze ho voluto evitarle di mia iniziativa. Un po’ per carattere, un po’ perchè non volevo mettere a disagio la mia famiglia. Insomma, tra dodici anni di conservatorio e poi l’Accademia non potevo che essere come sono adesso. In un mondo tanto superficiale a me viene sempre spontaneo approfondire qualsiasi argomento: credo che sia una marcia in più per poter lavorare ad alti livelli.

L’amore per la recitazione quando è sbocciato?

Fin da bambina desideravo recitare, poi sono subentrati mille altre opportunità e quindi per qualche tempo ho messo da parte questo sogno. La consapevolezza di voler fare l’attrice è arrivata durante le riprese di una fiction con i Manetti Bros. Avevo solo diciassette anni e non avevo ancora fatto nessun corso, ero talmente ingenua e spontanea che posso considerarla la mia migliore interpretazione. Grazie a quella esperienza mi sono innamorata del set, anche se il teatro rimane la mia dimensione naturale.

 

Dove possiamo venire ad applaudirti prossimamente?

Farò uno spettacolo a dicembre a Roma per la regia di Giancarlo Fares. Nel mentre ora sono in prova a Milano con “Sinceramente bugiardi”, che è una commedia british molto divertente dove recito al fianco di mia madre. Nel copione lei è la moglie dello stesso uomo di cui io sono l’amante. Così abbiamo anche modo di stare un po’ assieme…

Dimmi della tua esperienza ne Il Paradiso delle Signore.

Bellissima e soprattutto vissuta con un team di persone meravigliose. Noi ragazze ci conosciamo dai tempi del Centro Sperimentale di Roma, quindi ambientarsi sul set è stato semplice. Anche condividere assieme i momenti di pausa aiuta a fare gruppo e il risultato finale non può che giovarne. La nostra è stata squadra vincente ad ogni livello: dall’equipe tecnica alle costumiste e le truccatrici che hanno ricreato alla perfezione l’atmosfera degli anni Cinquanta.

 

Quale ruolo ti piacerebbe interpretare in futuro?

Ce ne sono davvero tanti però la follia mi attrae particolarmente. E poi la comicità sensuale alla Monica Vitti: sarebbe davvero un sogno.

 

Ph: Federico Guberti, Mauro Sostini e Barbara Ledda

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