GIULIA: “Se finisce una storia, non sono io a finire”

Matilde Gioli: “In un mondo incredibile”
27 Novembre 2020
Bianca Senatore – Nutrirsi di creatività
1 Dicembre 2020

Matteo Squillace
29 Novembre 2020

Il 30 ottobre scorso è uscito il suo nuovo singolo Prescindere da te. Reduce dal grande successo di Mon Amour, col quale ha scalato le classifiche radiofoniche dell’estate 2020 e ancora oggi in heavy rotation nelle principali radio d’oltralpe, GIULIA oggi vuole parlare al suo pubblico in modo diverso. La protagonista del brano è una donna forte e indipendente che sa esattamente chi è e quale sia il suo posto nel mondo. GIULIA, che oggi è felicemente fidanzata, è consapevole tuttavia di come nella vita di coppia sia importante conservare la propria individualità perché, come dice K. Gibran, “La quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro”.

Una canzone per la quale GIULIA ritiene di aver oggi la giusta maturità per lanciare un messaggio chiaro e definito a tutte le donne che vivono la fine di un amore. “Cantarla oggi ha un significato diverso rispetto, anche solo, a tre anni fa quando il concetto di coppia non aveva ancora per me questa valenza”. Una donna che – finito un amore – si interroga, su quale siano i suoi sentimenti, cercando di usare la giusta razionalità e un pizzico di cinismo. “Se finisce una storia, pur cosciente di quali siano i miei sentimenti, non devo dimenticare che non sono io a finire”.

Che rapporto hai con la notorietà e il successo?

Ci convivo bene. Mi rendo conto che se faccio questo lavoro è perché c’è chi mi apprezza, quindi credo sia normale essere riconoscente con chi ti ascolta tanto volentieri. Personalmente, mi ritengo fortunata perché la maggior parte dei miei fan, quando mi vede per strada, si avvicina in maniera educata per chiedere un autografo o una foto. Pochissime volte è successo di trovare dall’altra parte qualcuno che esagerasse o approfittasse di un momento poco opportuno.


Parliamo del tuo ultimo singolo, Prescindere da te: un brano che parla alle donne e ricorda loro di non rinunciare mai alla propria indipendenza, per nessun motivo. Una canzone nata durante il lockdown oppure era un tema che volevi trattare da qualche tempo?

In realtà è un brano che è nato diversi anni fa. Durante il lockdown l’ho ripreso e rivisto, ma credo che questo fosse il momento giusto per farlo uscire. Come artista mi pongo sempre l’obiettivo di voler lanciare un messaggio con le mie canzoni. Credo non si parli mai abbastanza di consapevolezza all’interno dell’universo femminile: in Prescindere da te mi concentro sul tema della coppia e su quella tendenza, che hanno tante mie coetanee, di annullarsi in nome di una storia d’amore. Sono atteggiamenti figli dell’insicurezza, certo, ma non bisogna mai dimenticare che una relazione funziona solo se entrambe le parti coinvolte rispettano i bisogni e gli spazi dell’altra. Nessuna donna dovrebbe annullarsi, non vi è nessun giovamento in questo: essere consapevoli del proprio valore e della propria forza è uno degli ingredienti fondamentali per star bene con noi stesse.

Hai iniziato come doppiatrice: la tua ultima esperienza in merito riguarda il cartone animato Netflix Over The Moon. Si parla poco di doppiaggio in Italia, ma è un’arte difficilissima che richiede duro lavoro, personalità e una grande capacità interpretativa. Ci parli di questo aspetto della tua vita come artista?

Doppio cartoni animati da quando ho nove anni e ho accumulato tanta esperienza in questo mondo: ho ripreso da qualche anno a farlo con continuità dopo un periodo in cui mi ero fermata per favorire la mia carriera da cantante. Mi piace tantissimo calarmi nei panni di un personaggio e caratterizzarlo mettendoci qualcosa di mio attraverso la voce. Non è una cosa scontata.

 

Hai sempre voluto fare la cantante, indipendentemente dal ruolo di doppiatrice, o è un desiderio che hai acquisito col tempo?

Fare la cantante è quello che ho sempre desiderato e ti posso assicurare che, in ambito discografico, non sempre il fatto di essere anche doppiatrice mi ha favorito, anzi. Se in altri paesi (Stati Uniti, per esempio) saper fare tante cose può aiutarti e rappresentare un valore aggiunto, in Italia è tutto diverso. Mi sarebbe piaciuto coltivare anche l’arte della recitazione (Giulia ha recitato nella fiction I Cesaroni vestendo i panni di Jolanda Bellavista, ndr) ma col tempo ho dovuto necessariamente differenziare e darmi un’etichetta. Più che per volontà, mi sono un po’ sentita costretta. Eppure il nostro passato dice il contrario: ci sono grandi artisti che in passato si sono dedicati con grandissimi risultati sia alla musica che alla recitazione o al musical, vedi Rita Pavone, Gianni Morandi e Massimo Ranieri. Ora non sembra più possibile, ma sono fiduciosa che le cose presto possano cambiare.

 


Parlare di lockdown ormai suona familiare visto che, a parte i mesi estivi, siamo stati costretti a limitare rapporti umani, spostamenti e vita quotidiana alle mura di casa: questo come incide sulla vita di un cantante che deve registrare, cercare l’ispirazione, seguire la produzione di un disco…

Per me non è stato un periodo così ingestibile, a livello personale e artistico. Suona un po’ retorico, ma personalmente è già una vittoria essere rimasta sempre in salute in questi mesi, sia io che i miei cari, perché purtroppo tante persone attorno a me hanno provato sulla propria pelle, a vari livelli, gli effetti del coronavirus.

Concerti in streaming, dirette su Facebook, eventi senza pubblico: quanto è sostenibile per il sistema musica tutto ciò?

Sicuramente questo ultimo anno è stato estremamente penalizzante per tutti quelli che con la musica ci lavorano. Ovviamente il “prima” manca a tutti noi, che viviamo e lavoriamo per stare sul palco con un pubblico davanti e sentirne il calore. Devo dirti anche che, visto tutto questo da un altro punto di vista, tutti si sono ingegnati per portare l’intrattenimento musicale a un livello differente. E questo fa sicuramente bene perché aiuta, seppur a distanza, a tenere un contatto diretto con chi ci ascolta.


Nel futuro immediato c’è un nuovo disco solista?

Sicuramente sì. Ci sto lavorando e ci sono alcuni pezzi già pronti ma per ogni cosa c’è un momento giusto: quando sarà il momento giusto lo saprete tutti, statene certi.