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By Alessandra Mazzolari
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Matrimonio della vostra migliore amica in vista e non sapete cosa mettere? Immaginate di essere comodamente sul divano di casa vostra a guardare in streaming l’ultima sfilata di Kenzo. E se foste proprio voi a poter indossare quell’abito in sfilata di cui vi siete appena innamorate? In quante ci metterebbero la firma? Ad esaudire i desideri di tutte le fanciulle ci pensa Front Row Tribe.

Il meccanismo è molto semplice: ti registri sul sito, imposti i filtri che preferisci ed è fatta! L’abito sarà tuo ( a noleggio) per quattro giorni. Per ogni occasione l’abito giusto: Fausto Puglisi, Diane Von Furstenberg, Kenzo, Missoni sono solo alcuni dei brand tra i quali è possibile scegliere.

Front Row Tribe nasce nel giugno del 2015 da un’idea di Gabriela Pacini e Olimpia Pitacco. Non solo socie ed imprenditrici ma anche amiche. Nel 2016 Forbes cita il sito nella classifica “The 10 Startups Redefining Italian Fashion” e loro ci raccontano di come, quasi per caso, è nata questa idea vincente!

Front-Row-Tribe, come ha preso forma questo progetto?

Tutto è partito prendendo ispirazione dal sito americano “Rent The Runway”, piattaforma che come Front Row Tribe noleggia abiti delle ultimi collezioni. Eravamo a pranzo insieme e si parlava appunto di come sarebbe stato bello avere una possibilità simile in Europa, anche se consapevoli che forse non avrebbe funzionato così bene come oltreoceano. Abbiamo quindi cominciato a pensare alle possibili alternative: un social dove condividere abiti? Un sito dove noleggiare borse? Arrivate ai dessert, siamo tornate sull’idea originale del noleggio di abiti di alta moda, sapendo però che avremmo dovuto adattarci al mercato europeo. Significava quindi lavorare su una comunicazione diversa e che rendesse il servizio flessibile e a prezzi contenuti. Prima di lanciare Front Row Tribe abbiamo presentato l’iniziativa a più di 300 designer tra Milano, New York, Londra e Parigi. E visti i moltissimi consensi, abbiamo deciso di metterci al lavoro!

FRT concepito come boutique di lusso, non un semplice renting online. Le clienti possono prenotare un appuntamento nel vostro showroom e provare gli abiti. Inoltre hanno anche la possibilità di prenotare una seconda taglia. Quali altri servizi offrite?

Abbiamo lanciato da poco un corner permanente all’interno della Boutique Pucci, negozio di abbigliamento vicino al nostro showroom. Questo dà la possibilità alle nostre clienti di provare gli abiti in qualsiasi momento senza dover fissare un appuntamento. Offriamo inoltre la possibilità di fare una prova abito per 24 ore al costo di cinque euro per chi invece non si trova su Milano: la cliente sceglie gli abiti che desidera provare direttamente sul sito, noi glieli spediamo, li recuperiamo dopo un giorno e intanto si può decidere se confermare o meno un eventuale noleggio (anche a distanza di mesi). I servizi di spedizione di andata e ritorno, di lavanderia, e sartoria (qualora necessario) sono tutti inclusi nel prezzo del noleggio.

Passiamo a voi. Ditemi la caratteristica che più apprezzate/ammirate nell’altra e che la rende la socia perfetta.

I nostri caratteri e le nostre esperienze lavorative si completano alla perfezione: io (Olimpia) sono molto precisa e organizzata, ma ricerco ovunque nuovi stimoli creativi. Per molti anni mi sono fatta le ossa all’interno di diverse case di moda, realizzando servizi fotografici e seguendo lo styling degli editoriali. Gabriela è sbadata e disordinata, ma allo stesso tempo avendo lavorato nel merchandising a modo suo ha imparato ad essere puntigliosa. Questo ci permette di raggiungere delle decisioni in maniera bilanciata perché spesso io sono troppo quadrata e Gabriela invece mi fa vedere un altro lato delle cose: più tollerante… e altre volte invece lei ha una visione troppo aperta e io la riporto in carreggiata.

Siamo nell’era dello sharing, dove il consumismo collaborativo la fa da padrone. Immagino che la vostra idea parta proprio da questo concetto…

In verità, avendo lavorato entrambe nel luxury la nostra idea parte da un desiderio puramente materiale: poter indossare tutti quegli abiti meravigliosi che abbiamo avuto tra le mani, senza però dover spendere delle cifre esagerate (soprattutto sapendo che poi quell’abito lo indosseremmo probabilmente una volta sola). Lo sharing economy è sicuramente un modello di business che si sta espandendo in diversi settori: trasporto, immobiliare, entertainment. Quindi quale momento migliore per lanciare una piattaforma come la nostra?