Franco Moiraghi

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Incontro Franco Moiraghi nel lussuosissimo Cipriani di Ibiza, gemello dello storico locale di Venezia. Durante la nostra intervista non possiamo che sorseggiare un “Bellini”, il mitico e ormai storico drink creato per la prima volta da Giuseppe Cipriani alla fine degli anni Quaranta. Il tutto succede poco prima dell’atteso DJ set per il suo party “Stardust”.

Cosa hai pensato la prima volta che sei venuto a Ibiza?

Nel ’86 lavoravo a Rimini con Claudio Cecchetto e organizzavano un volo che si chiamava “One night in Ibiza”: si partiva da Linate alle 18.00 e si rientrava la mattina dopo alle 11.00. Ho accettato l’invito ed è stato amore a prima vista. Si concentrava tutto nella zona del porto, con musica e feste tutta la notte, un paradiso! La triade tel tempo era: Pacha, Ku (dove quella sera si esibiva Freddy Mercury) e poi Amnesia. A malincuore ho preso il volo la mattina dopo, ma sapevo che sarei tornato. E per tre anni infatti son stato DJ resident all’Amnesia. Erano anni d’oro e per un’inaugurazione abbiamo stampato 30.000 copie di un mio brano “The sound of Amnesia” … regalare un vinile è il massimo.

Descrivimi la tua musica per l’estate che sta per iniziare. Che c’è di nuovo?

La grande fortuna di essere ad Ibiza è di avere i DJ più bravi al mondo e di poter sperimentare diversi generi musicali con diversi tipi di pubblico! La mia vera palestra è il Sa Trinxa dove sono resident il venerdì e la domenica suonando dalle 14 alle 21. In queste sette ore mi accompagnano i Rolling Stones,i Pink Floyd e tutta la house inserendo ovviamente il mio nuovo brano che si chiama Party People, che prende nome dall’omonimo programma televisivo.

Come mai le celebrity quando cercano un DJ per un’evento esclusivo chiamano te?

Forse perché non mi son mai fatto coinvolgere dai generi musicali e ho sempre suonato il funk & soul come Aretha Franklin o James Brown senza problemi, molte volte ho lavorato per Armani e Jean Paul Gaultier proprio perché ho una visione della musica a 360°. Ho 55 anni anni, suono dal 1978 e suono ancora con i CD utilizzando una valigetta speciale che mi son fatto fare negli Stati Uniti tirandoli fuori come se fossero dei vinili. Mi piace la manualità che mi rende più veloce nella scelta dei brani.

Per quali party lavorerai sull’isola quest’anno?

Il venerdì e la domenica suonerò al Sa Trinxa e il sabato qui da Cipriani con la mia serata Stardust, poi sarò a Formentera in questo posto pazzesco con il sole rosso che tramonta a picco sul mare che si chiama Las Banderas continuando per il Cavalli. E poi tanti party privati come l’anno scorso per Paris Hilton o Daniel Craig, che son sempre i migliori.

Sei sempre in viaggio, cos’è che non deve mai mancare nella tua valigia?

Può anche mancare la valigia, ma non deve mancare la mia musica, il mio cappellino e i miei occhiali (lo riconosci ovunque per il suo look).

Qual è la differenza per un DJ tra suonare a Ibiza o in un altro posto nel mondo?

Prima di tutto bisogna dire che a Ibiza non esistono i vocalist e la gente sa riconoscere il DJ che sta suonando. E poi c’è il confronto con i DJ più bravi al mondo. A molti qui piace chiamarmi maestro, ma di maestro ce n’è uno solo: Ennio Morricone.
Precisiamo però che Riccione negli anni Novanta era come Ibiza, ma noi Italiani siamo bravi a rovinare tutto. Concludo con la profezia di Nostradamus il quale aveva detto che ci sarebbe stata un isola senza serpenti e infatti Ibiza è così.