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Francisco Ferrer ibizenco puro sangue alla direzione dei due locali più famosi di Ibiza: il Pacha, dove suonano DJ del calibro di Bob Sinclar e David Guetta e il Liò lussuosa location formula di divertimento con cena e spettacoli.
Ibiza cambia e Francisco ne è testimone da tutta la vita. Ecco cosa ci ha raccontato…

ferrer_4Come hai iniziato a lavorare al Pacha?

Ho iniziato a lavorare al Pacha nel 1985, dunque sono trentatré estati…
Ho conosciuto la moglie del proprietario quando facevo ancora la scuola di turismo, la quale mi ha chiesto di aiutarla a fare una festa e poi anno dopo anno ho iniziato a gestire sempre più eventi.

Da quanto tempo è che sei il direttore del Pacha?

A dire la verità non lo so nemmeno perché è arrivato tutto piano piano, comunque da una decina di anni in tutto; in più ho anche la direzione artistica del fratello del Pacha, il Lio’.

 

A differenza delle altre figure che ricoprono il tuo stesso ruolo, diciamo che sei più defilato rispetto agli altri…

Io faccio il mio lavoro, quello che mi interessa è che il mio locale sia in prima linea, non io, questo è davvero importante per me.

Qual è la differenza sostanziale nel tuo lavoro da quando hai iniziato?

Direi che la differenza al Pacha, come a Ibiza o nel resto del mondo è che prima tutto era logico, la gente veniva per ascoltare la musica che poi avrebbe ascoltato durante l’inverno, adesso internet ha rivoluzionato tutto, in uno minuto una canzone la si può sentire in tutto il mondo.
La gente non vive più il momento. Ora sei qui ma stai gia pensando cosa farai dopo o stai facendo la foto o il video da postare sui social, perdendoti il sapore di quello che stai vivendo.

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Qual è la festa più folle qui al Pacha?

C’è molto equilibrio nei party, però devo dire che il “Flower Power” che è ogni lunedì, secondo me è folle, perché vedere giovani e adulti che si divertono con la musica degli anni 60’/70’ secondo me è follia.
Oppure il giovedì con David Guetta con un impatto più commerciale dove i ragazzi impazziscono solo nel vederlo, oppure la domenica con Luciano con una musica più underground.

Descrivi il Liò per chi non lo conosce.

Questa è la domanda più difficile, perché se ti dicessi che è un ristorante non basta, che è un cabaret non basta, che è un club non basta. E’ il giusto mix delle tre cose.
La location la fa da padrona, per com’è costruito sembra di essere su una nave approdata davanti al porto di Ibiza. Toglie il respiro da quanto è bello.
La formula che abbiamo trovato di cena spettacolo, trasporta lo spettatore in un’esperienza unica che lo rende protagonista.
Non è un posto dove vai a cena per parlare con gli amici, ma vai a divertirti con gli amici.

E’ un macchina perfetta il Liò con il suo spettacolo. È difficile da gestire?

Beh è un sistema quasi militare, non potrebbe essere diversamente, non è difficile perché ognuno è molto bravo a fare il proprio lavoro dalla reception alla cucina allo show.

Quali novità ci sono quest’anno al Pacha?

La vera novità è il martedì con il party “Mosaic” di Maceo Plex, e poi il ritorno di Luciano.

Secondo te perché la gente continua a scegliere Ibiza anno dopo anno contrastando la crisi di altre mete turistiche?

Perchè non esiste un’altro posto al mondo che ti possa offrire tutto quello che puoi trovare su quest’isola di giorno e di notte.
Io sono nato a Ibiza e l’energia del sole e delle spiagge che abbiamo qui o a Formentera non c’è da nessuna parte.

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