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By Lorenzo Sabatini
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“Gioielli che si trasformano in preziosi amuleti e portano messaggi”: questo è lo statement che ben esemplifica il panorama creativo custom-made dell’artista Fabio Lissi. Pietre preziose e metalli nobili, bozzetti appesi, materiali pregiati e la richiesta del committente sono le parole chiave che compongono l’universo del jewelry designer milanese. Il quartier generale dell’artista è a due passi da Corso Magenta, uno dei quartieri residenziali più prestigiosi di Milano. Qui Fabio Lissi accoglie la clientela nel suo mondo per offrirle un’esperienza diversa: la creazione del gioiello unico e personalizzato. “Solo così – racconta Lissi – è possibile creare con l’anima. Con il mio tocco, ma soprattutto con la storia di chi lo avrà con sè una vita intera, o che addirittura lo tramanderà”. Nasce così la Fabio Lissi Collections, femminile e maschile, una collezione che racchiude proposte più legate al sentire momentaneo, al mondo interiore dell’artista che vive su tre leitmotiv cardine: la ribellione, il riallineamento e rinascita. Questi tre concetti sono in un continuo work in progress, sempre in divenire, che si arricchisce di nuove proposte ed accessori. Tre stadi di un ciclo fondamentale nell’ordine del mondo e della natura.

Quale tipologia di donna indossa le tue creazioni?
Una donna che indossa anche lo stile maschile con sensualità e determinazione. Una donna che non deve dimostrare e che ama il fascino misterioso delle ombre, di quel gioco di luci che è tipico della scultura.

 

Da dove trai la maggior ispirazione?
Quando mi viene richiesto di realizzare un gioiello o accessorio unico esemplare per il cliente mi documento su chi dovrà indossarlo, come si veste, che hobby ha fino a quando mi è chiara una visione, un “titolo” dell’opera da realizzare che deve interpretare al meglio il suo messaggio. Per le mie collezioni, i gioielli e gli accessori che propongo come “ispirazioni” la prendo dai simboli e metafore che la natura ci offre. Riflessioni filosofiche dettate dalle esperienze personali o colte da manifestazioni della natura che rivelano delle costanti riconducibili alla vita così come la percepisco. Un esempio? Quando ero bambino mi entusiasmava rompere i sassi, apparentemente anonimi, poco interessanti,  per scoprire invece, al loro interno, la magia che li faceva brillare. Il non fermarsi alle apparenze, l’importanza di approfondire e andare oltre alla superficialità, questo un esempio di una mia ispirazione che ha dato origine all’ultima collezione: perle, anelli, orecchini, pendenti che presentano profonde spaccature come a rivelare quello che esiste sotto la superficie ovvero un mondo ancor più prezioso. Una riflessione che dovrebbe insegnare.

 

I tuoi designers preferiti?
Faccio fatica a rispondere a questa domanda. Mi ritrovo in alcuni gioielli di Steven Webster e in alcune sculture di Gigger ma non ho un designer preferito. Preferisco le opere capaci di emozionarmi indipendentemente dal designer che le ha ideate.

Che consiglio daresti ad un aspirante designer di gioielli?
Come primo consiglio quello di non perdere troppo tempo a fare dei bei disegni ma di cercare l’idea. Un’idea che abbia senso di esistere, un perché essere presente sul mercato o essere indossati. Ogni volta che si acquista un accessorio questo cela un messaggio da comunicare. L’importanza va rivolta lì. Considero il mio lavoro una professione artistica e considero artista chi comunica con l’arte.

 

Qual è, tra le tue creazioni, quella di cui vai più orgoglioso e cosa la rende così speciale?
Sinceramente sono tante e diversissime tra loro. Ciò che però mi rende più orgoglioso è quando, creando un gioiello unico esemplare su richiesta del cliente, riesco a interpretare al meglio il suo stile e la sua personalità suscitando in lui una soddisfazione, un’ emozione.

 

Cosa rende uniche le tue creazioni?
Innanzitutto il fatto che lo siano veramente. Sono tutte realizzate a mano, artigianalmente, come piccole sculture ricche di attenzione per i dettagli delle sfumature, ombre e finiture che devono evocare un atmosfera. Tutte le mie creazioni sono dinamiche. Lasciano libero spazio all’interpretazione soggettiva in base alla proiezione: alle luci dei diversi ambienti è facile che la mie creazioni pongano in evidenza dettagli e particolarità differenti.

 

Chi sono le tue muse?
Per l’accessorio femminile sono donne che si materializzano nella mio immaginario in situazioni, pose e atteggiamenti che mettono in risalto il gioiello. Nella mia mente è come una sequenza cinematografica di immagini, inquadrature dettate da una regia che volge al dettaglio, all’accessorio che diventa protagonista con un sorprendente effetto di scena. Per quanto riguarda l’uomo è il “personaggio” immaginato in diverse situazioni e ambienti. Il biker in sella ad una moto, il viaggiatore in escursione, il professionista nel suo ambiente lavorativo.