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E’ stata madrina della seconda edizione di GIACINTO- NATURE LGTB, Festival dedicato alla cultura omosessuale, la cui Direzione Artistica è affidata all’attore Luigi Tabita. Figli io? Ho risolto la faccenda amando i gatti.

Lo sfondo è quello di Noto, la cittadina siciliana divenuta meta d’assalto negli ultimi anni. Eva c’era già stata ma in un giorno di pioggia, di passaggio, tra una tappa e l’altra di uno dei suoi tour teatrali: “a volte pensi intensamente alle cose e poi succedono. Mi sono ritrovata a pensare a Noto, un luogo bellissimo, pieno di poesia, che avevo visto solo di sfuggita e mi ero promessa di tornare a visitare con più calma. Suona il telefono e mi invitano come madrina. E poi dicono che le coincidenze non esistono. Eva è lì per dire la sua, senza peli sulla lingua, come nel suo stile. E’ una donna risolta, curiosa della vita, felice di non essersi prestata al trash televisivo: “quando non appari in tv pensano che tu sia uscita dalla faccia della terra. Io ho scoperto che spesso la tv ti toglie qualcosa, che grazie al cielo il teatro ti restituisce. Porto in scena tre spettacoli, il pubblico mi sostiene”– racconta a StarsSystem l’attrice bolognese. La chiacchierata è densa di emozioni e riflessioni, con qualche punto fermo: “la maternita, ad esempio, non è per me”.

Eva, ti troviamo a Noto, in una pausa dalla tua tournée teatrale, qui per parlare di diritti LGTB
inaugurando anche una mostra: Transessualità, dal mito alla realtà. Cosa ti ha spinto ad accettare l’invito?

Partiamo dalla geografia. Ero curiosa di tornare a Noto, sono sincera. C’ero stata e mi aveva colpito per la bellezza e il fascino. Era un giorno di pioggia che non ne aveva scalfito la bellezza. Certo con il sole è tutta un’altra cosa. Qualsiasi cosa mi avessero proposto qua, probabilmente, in primo istinto, avrei detto sì.

La tematica, però ti tocca da vicino…

Sono anche io che tocco la tematica da vicino, più vicino di così…anche se più che di tematiche io parlerei di realtà. Una realtà che se continuiamo a trattarla da tema su cui dibattere e non come parte di vita anche pratica, rischia di rimanere chiusa nei file delle teorie e dei discorsi. Felice di aver dato il mio contributo…

L’ultimo anno è stato denso di iniziative e per la prima volta si è parlato nel concreto di matrimoni tra persone dello stesso sesso. Che ne pensi?

Che ognuno possa avere dei diritti e la possibilità di scegliere se unirsi civilmente, o meno credo sia giusto. Poi se devo dire la mia sulla mia vita personale, il matrimonio è un tipo di contratto che non mi interessa.

Lo step successivo saranno le adozioni. Sei favorevole?

Credo che questo sia un atto sul quale ragionare bene. Magari le persone sono pronte a diventare genitori, ma la società non è prontissima ad accogliere figli di genitori omosessuali. Nell’ottica di essere bravi genitori bisogna fare anche i conti con il contesto in cui i figli crescono, so tratta solo di fare una riflessione in più, senza negare niente a nessuno. Preparare la società ai cambiamenti informando nel modo corretto, aprendosi alla cultura è una strada. Il dibattito politico di per sé, aiuta solo in parte.

E tu ti ci vedi madre?

Ho risolto la faccenda tempo fa amando i gatti.

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