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By Fabrizio Imas
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Enrico Oetiker, 25 anni, è il bellissimo e talentuoso attore che abbiamo già visto in svariati film e commedie italiane, come Se Dio vuole di Edoardo Falcone e Classe Z al fianco di Alessandro Preziosi. Una lunga carriera, iniziata giovanissimo su Disney Channel. Presto inizierà a girare con un nuovo personaggio, Riccardo, nella terza serie della fiction di RaiUno Il paradiso delle signore, che lo terrà impegnato sul set fino a marzo del prossimo anno. L’attore, figlio di padre svizzero e mamma pugliese, si definisce un uomo d’altri tempi: un eterno romantico che non ha paura di commuoversi.

Prima di tutto, che origini ha il tuo cognome?

Arriva dalla Svizzera, dal cantone francese nella zona di Neuchatel, in quanto mio padre è originario di quella zona, e invece che lasciarmi in eredità un mucchio di soldi mi ha dato questo cognome che a volte è difficile da pronunciare (ride ndr).

Quando hai capito che volevi fare l’attore?

In realtà è una cosa nata quasi per gioco: dopo un anno e mezzo di Economia e Commercio mi trovavo in un momento di crisi esistenziale – cosa che succede a molti –  poi parlando con un amico che praticava già il mestiere di attore mi ha spronato a provare. E così sono andato a fare il provino alla “Corrado Pani” che era l’accademia con la direzione di Pino Insegno, e incredibilmente è andato bene nonostante ci fossero solamente venti posti disponibili all’anno. Da quel momento è stato un susseguirsi di buone notizie, tra la scuola, l’agenzia ed i primi grandi provini fatti e andati a buon fine.

 

Com’è stato il tuo esordio?

È stato accanto a Marco Giallini e Alessandro Gassmann, nella commedia Se Dio vuole, ed è stato molto divertente visto che era il secondo provino che facevo nella mia vita. Per non caricarmi di pressione mi hanno detto solo in un secondo momento chi erano i protagonisti e lì ho avuto un attimo di paura; ho iniziato a farmi mille paranoie che alla fine son tornate utili per la costruzione del personaggio.

 

In search of Fellini: parlami del tuo ruolo nel film.

Questo è davvero un personaggio che ho amato tantissimo, in quanto si muove su grande morbidezza, sensibilità e forte romanticismo. Si chiama Pietro ed è uno scultore e pittore di Verona che vede il mondo con gli occhi di un bambino e ovviamente la protagonista se ne innamora perdutamente. Poi come succede spesso nella vita subentra un conflitto e lei scappa via spaventata dalla grandezza della situazione. Bisognerà vedere il film per sapere se poi alla fine si risolverà tutto per il meglio. La produzione inizialmente ha avuto dei dubbi sul mio aspetto: il biondo con gli occhi azzurri ha poco a che fare con lo stereotipo del maschio italiano-mediterraneo, ma per fortuna poi sono risultato abbastanza convincente da prendermi la parte ed è stata un’esperienza meravigliosa. Il film è uscito in sala in America ed anche su Netflix. In Italia invece deve essere ancora distribuito.

 

So che hai un nuovo progetto che sta per iniziare, puoi dirmi qualcosa?

Certamente. Si tratta della fiction di RaiUno Il paradiso delle signore, giunta alla terza serie con un successo di pubblico incredibile. Sono felice e onorato di entrare a far parte di una bellissima produzione come questa. Vestirò i panni di Riccardo, il rampollo della famiglia che ha in mano la sartoria. Un nuovo protagonista della vicenda: è un ragazzo scapestrato circondato da donne che lo corteggiano anche se lui ha un grande cuore e non è solamente un viveur. 

Quali film vai a vedere al cinema?

Non mi ritengo un palato fine nel divorare il cinema, guardo veramente di tutto. Prediligo i thriller e i film drammatici, che potendo scegliere sono anche il genere di film che amo interpretare, però mi diverto a vedere le cosiddette americanate fatte di puro intrattenimento, che alla fine è lo scopo primario dell’arte visiva. Insomma mi piace fare lo spettatore quando sono davanti ad uno schermo.

 

A proposito di moda che mi dici, ti piace o sei indifferente?

Mi ritengo un esteta e mi piace riconoscere il bello ovunque.  Sicuramente la moda ne è una declinazione, come tutto ciò che è arte, mi piace e mi diverte davvero tantissimo. Diciamo che in settimana amo stare comodo, quindi tuta e sneakers, però quando ho un evento o una presentazione devo dire che giocare con i vari brand per creare un’immagine che mi definisca e mi renda riconoscibile mi dà molta soddisfazione. Ho anche avuto il piacere di collaborare con Armani, per diverso tempo.

 

Che cosa ti appassiona di più nella vita oltre al tuo lavoro?

Posso dirti che sono un grande lettore, mi piace la saggistica e la narrativa di ogni paese. Spazio da scrittori italiani, israeliani e americani. E poi sono un grande sportivo: mi piacciono gli sport estremi, più è pericoloso e più mi piace.

 

Quando è stata l’ultima volta che ti sei commosso?

La verità? Poco prima che iniziassimo l’intervista. Stavo scegliendo un regalo per un’ amica e mi sono commosso. Sono molto sensibile e non ho paura di dirlo: credo anzi che sia uno dei miei pregi più grandi.

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