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By Luca Forlani
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Alzi la mano chi durante il Festival di Sanremo appena trascorso non si è commosso ascoltando Nonno Hollywood. Una lettera d’amore al nonno appena scomparso interpretata da Enrico Nigiotti con un’intensità incapace di lasciare indifferenti. La partecipazione a Sanremo è il coronamento di un periodo straordinario per il giovane cantautore livornese. Un successo arrivato dopo anni di sacrifici e porte in faccia. La prima popolarità arriva nel 2009 con la partecipazione ad Amici. Poi una partecipazione al Festival nel 2015 nella sezione “giovani”. Qualcosa da decidere si classifica al terzo posto, ma ad aprirgli la tanto agognata porta del successo è X Factor nel 2017. Mara Maionchi crede immediatamente in lui. La classifica finale anche in questo caso non lo premia, relegandolo al gradino più basso del podio. Il suo inedito L’amore è ottiene però un grande successo. Finalmente il talento di Enrico viene notato. Scrive per Eros Ramazzotti e Laura Pausini. Per Gianna Nannini compone Complici. Realizza il sogno di duettare con un suo mito e il brano diventa una hit. Il 15 febbraio esce il suo album Cenerentola e altre storie… Un disco autentico ed emotivo, come lui. Tra le canzoni colpisce La ragazza che raccoglieva il vento, dedicata ad Alda Merini, poetessa particolarmente amata da Enrico perché capace di raccontare la vita con sincerità. Ad aprile inizierà il suo tour nei teatri, e alla fine di ogni concerto promette di incontrare tutti i suoi fan. Per questo ha deciso di non fare il tour “firma-copie” negli store musicali. I tempi in cui voleva mollare tutto e trasferirsi alle Canarie sembrano ormai lontani. Per Enrico la musica è nutrimento dell’anima. Una compagna a cui ha promesso fedeltà. La musica gli regala un equilibrio necessario per vivere bene. Mens sana in corpore sano, appunto.

Cosa significa per lei mens sana in corpore sano?

Da buon livornese penso che il mare sia un posto capace di sanare corpo e mente. Mi mantengo in forma con il surf e mi piace fare lunghe passeggiate sulla spiaggia con i miei amatissimi cani. Il mare non ha mai ispirato una mia canzone, però spesso mi ha suggerito qualche frase mancante, un testo o una suggestione particolare. Per adesso nutro la mia mente con la musica, e finché il fisico regge va bene così (ride, ndr).

Nel suo album Cenerentola e altre storie… si nota una forte impronta cantautorale. Cosa significa essere un cantautore oggi?

Significa esprimere la propria verità. Una verità personale capace però di parlare a tanti. La musica è comunicazione e quando si racconta qualcosa di sincero le persone lo percepiscono. Mi ha stupito la commozione suscitata da Nonno Hollywood. La mia storia personale è riuscita a intercettare un sentimento collettivo. Raggiungere questo traguardo è la gioia più grande per un cantautore.

Nonno Hollywood è nata in un momento particolarmente doloroso per lei…

Era l’11 agosto, il giorno in cui è venuto a mancare il ‘mi’ nonno. È morto durante la notte e io al mattino dovevo partire per andare in Veneto a un concerto. Tra il soundcheck e l’esibizione mi sono chiuso nella stanza dell’albergo dove alloggiavo ed è nata la canzone. Avevo presentato alle selezioni di Sanremo un brano più vivace e positivo: Bomba dopo bomba. Poi ho deciso di proporre Nonno Hollywood. Cantare quella canzone sul palco dell’Ariston è stata un’emozione unica.

Qual è il significato del termine “Hollywood”, presente solo nel titolo?

È il soprannome che aveva mio nonno da giovane. Durante le nostre giornate in campagna mi raccontava dei bei tempi passati. Da ragazzo era molto bello e quando andava a ballare nei night – erano una sorta di balera, quindi decisamente diversi dall’accezione odierna – si vestiva con grande eleganza, tanto da sembrare un divo del cinema. I suoi amici l’avevano soprannominato “Hollywood”. Io non ho mai saputo se questa storia fosse vera o un’invenzione per mostrarsi “ganzo” ai miei occhi. Mi piace credere a questa favola e mi piace ricordarlo come Nonno Hollywood.

Nella canzone emerge un rapporto adulto con suo nonno. Vi siete riscoperti negli ultimi anni?

Mio nonno è sempre stato presente, ma aveva dodici nipoti ed era anche bisnonno. Quando alcuni anni fa non riuscivo a vivere di musica, lui mi è stato vicino e per tre anni abbiamo lavorato insieme in campagna. Abbiamo costruito un rapporto quasi amicale. Lui era molto giovanile, parlavamo di tutto e spesso quando gli argomenti si facevano più spinti ci sarebbe voluta la censura (ride, ndr).

Sua nonna cosa le ha detto?

Non ho voluto farle ascoltare la canzone prima di Sanremo perché mi imbarazzava vedere la sua reazione. So che si è molto commossa ma dopo la prima esibizione mi ha chiamato e mi ha detto solo: “sciogliti i capelli che prendi più voti!”.

Ph: Daniele Barraco

L’intervista completa a Enrico Nigiotti è disponibile nel secondo numero cartaceo di StarsSystem, adesso in edicola.