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Corinne Clery, attrice e sex symbol per svariate generazioni con l’indimenticabile Histoire d’O, si confida con StarsSystem raccontandosi senza filtri. Sentimentalmente impegnata con il suo compagno Angelo da sette anni, ora si accinge a riprendere il tour teatrale di 4 Donne e una Canaglia.

Corinne si dice felice di essere stata scelta dagli uomini come sex symbol e della sua riluttanza ad accettare il ruolo nel film che le ha cambiato la vita. Cosa ha imparato? Bisogna cogliere le occasioni e mettersi in gioco a ogni età.

Che ricordo hai del periodo di Histoire d’O, che alla fine ha la stessa valenza di 50 Sfumature di Rosso oggi direi.

Ma no il mio film era molto più bello! 50 Sfumature è una pubblicità, mentre “O” era psicologico, cadeva a pennello in un periodo storico di rivolta e di scandali, quindi pane per i miei denti. Magari adesso un po’ meno, però adoro provocare. Non mi piace criticare il lavoro degli altri però mi sento di dire che è un po’ banale nel suo essere un prodotto hollywoodiano perfetto, dove la sensualità viene a mancare. E poi a forza di sentirmi dire che “O” rimarrà nella storia, magari mi sono montata la testa.

Che valore ha avuto essere bellissima e considerata la fantasia sessuale degli uomini di mezzo mondo? So che sei sincera e me lo dirai.

Beh, che devo dire a riguardo? Sono davvero molto onorata, ci sono donne che lo auspicherebbero, io senza nemmeno provarci troppo ci sono riuscita. Gli uomini sono persone sensibili e se hanno scelto me ne sono ben felice. Come diceva mio padre, “non capisco perché ti abbiano scelta visto che non sei sexy”. Io gli rispondevo che aveva perfettamente ragione, ma doveva dirglielo a loro! Quando mi chiamarono per fare Histoire d’O io ho detto di no per due mesi, in quanto fare cinema non mi interessava, ed essendo un ariete quando dico no è no. Poi mi son fatta due conti in tasca: potevo vivere Parigi come una regina e comprare tutte le scarpe che volevo. Insomma, dovevo farlo!

 

Con che spirito ti sei affacciata al Grande fratello VIP a differenza del tuo primo reality Pechino Express?

Pechino Express è di una difficolta estrema, quasi come fare la camionista per me, poi sono pazza e ti dirò di più se tornassi indietro lo rifarei anche! Però per noi che viviamo la nostra bella vita è come tornare indietro di trent’anni senza nessuno dei comfort che ora diamo per scontati. C’è anche da dire che insieme alla Marchesa eravamo le più grandi del gruppo, e magari non si aspettavano la mia grinta, poi hanno capito che io e il mio compagno Angelo non mollavamo e hanno fatto di tutto per eliminarci. La verità è che ero contenta a quel punto perché ero morta e non ce la facevo più. Il GF VIP è stata una sorpresa anche per me: agli autori servivano tre personaggi e due giorni prima mi hanno chiamato. Così, sempre perché che sono una pazza, ho detto subito di sì. Ho pensato, alla fine è come andare in un villaggio vacanze: si mangia, si dorme, mi riposo e faccio il bagno in piscina. Non avevo nessuna intenzione di fare la gara per vincere, ho tanti difetti ma non sono stupida, sono entrata in corsa quindi non avrei avuto possibilità in quanto i giochi erano praticamente fatti. Ho fatto quello che faccio sempre: l’amica, la mamma, quella di buon umore che ride sempre fino a quando non mi fanno incazzare, perché lì mi trovano di sicuro. E poi quando sono sola sono una persona e quando sono in coppia sono un’altra, come avete visto in Pechino, ma è normale, stiamo insieme da sette anni io ed Angelo, quindi qualcosa di solido ci sarà.

In quest’ultimo reality mi sei sembrata molto più tranquilla, a parte il sipario con Serena Grandi, è veramente tornata la pace dopo il programma tra voi?

Quando ho visto che è uscita Serena ero sicura che mi avrebbero chiamato, però hanno sbagliato gli autori avrebbero dovuto farci incontrare dentro la casa.  Un vero peccato. Il GF Vip ha fatto il miracolo, perché dopo anni ed anni di insulti a mezzo stampa finalmente ora ci siamo chiarite. Tutt’oggi non ho capito il perché fosse successo tutto quello, abbiamo trascorso anni a cenare tutti insieme, il figlio Edoardo ha sempre trascorso volentieri il suo tempo con me a casa mia fino a quando tutto svanì all’improvviso. Da casa non si vede ma il lavoro che fanno gli psicologi nei confessionali è davvero enorme, anche se ammetto di esserci andata poco io perché stavo troppo bene al GF. Poi per natura tendo a tenere tutto dentro, sbaglio, lo so ma, non riesco a fare diversamente, infatti proprio per questo motivo una volta mi sono ammalata gravemente con una malattia psicosomatica. A Serena ho fatto solo una domanda: “perché hai fatto tutto questo?” Lei mi ha risposto “non ricordo!”. Et voilà, siamo tornate amiche.

 

Quando riparti con lo spettacolo 4 Donne e una Canaglia?

Abbiamo già iniziato le prove con la grande Marisa Laurito, la mia amica Barbara Bouchet, Nicola Paduano, Ester Vinci e il mitico Gianfranco D’Angelo. Saremo al Teatro Manzoni di Roma dal 22 Marzo per un mese. Siamo una grande famiglia, lavoro con loro da quattro anni, non potei chiedere dei partner di scena migliori.