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By Luca Forlani
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Carlo Conti si conferma ancora una volta “il Re di RaiUno”, appellativo datogli nientepopodimenoché dal direttore di rete Angelo Teodoli. Il suo Tale e quale Show, al debutto venerdì sera, ha stravinto la gara degli ascolti con oltre il 23% di share e la bellezza di 4,5 milioni di telespettatori. Re Carlo ha letteralmente doppiato la concorrenza di Canale 5. Il programma, giunto all’ottava edizione, conferma il suo appeal presso il pubblico italico. L’ultimo baluardo del varietà televisivo terrà incollati gli telespettatori per undici serate. Il meccanismo si è rivelato sostanzialmente invariato rispetto alle precedenti edizioni. Grande novità la giuria, quasi totalmente rinnovata.

Come mai ha scelto di affiancare Giorgio Panariello e Vincenzo Salemme a Loretta Goggi?

Giorgio nasce come imitatore; è uno dei più grandi imitatori italiani. Ha le competenze per addentrarsi nei dettagli delle esibizioni, per giudicare la tecnica e valutare se il personaggio imitato è tale e quale all’originale. Vincenzo è il telespettatore medio ma soprattutto un grande attore che al cinema ha creato tante maschere e caratterizzazioni, saprà giudicare anche somiglianza fisica e vocale. E poi è rimasta Loretta, il nostro pilastro. Ci tengo a ringraziare Gigi Proietti, Claudio Lippi, Enrico Montesano, Christian De Sica e Claudio Amendola che si sono alternati in questi anni.

È stato difficile comporre il cast?

È sempre più difficile. Rispetto ad altri talent qui è necessaria una base artistica. I concorrenti devono essere intonati e malleabili per poter impersonare altri artisti. Nonostante le difficoltà, credo che siamo riusciti a creare un cast molto variegato, con gente che ha voglia di mettersi in discussione e di lavorare tanto. Non è facile nemmeno trovare artisti che non siano stati ancora imitati, ma cercheremo di stupirvi. Già nella prima puntata Antonio Mezzancella ha imitato Ermal Meta e Vladimir Luxuria Ghali.

 

Se dovesse imitare un personaggio, chi sceglierebbe ?

Ho già imitato un celebre cantante, ma non se ne è accorto nessuno: durante un’edizione de L’anno che verrà mentre Gabriele Cirilli imitava Luciano Pavarotti, io ho impersonato Zucchero. Ma questo lavoro richiede una grande preparazione, lo lascio fare ai miei concorrenti e a chi l’imitatore lo fa di professione.

 

Il programma sta andando in onda dagli studi ex Dear ora intitolati a “Fabrizio Frizzi”…

È un onore per me condurre il primo varietà trasmesso dagli studi intitolati a Fabrizio Frizzi. È un’emozione doppia perché Fabrizio è stato anche concorrente di Tale e Quale Show. Indimenticabile la sua performance artistica nei panni di Piero Pelù. Accanto alla tristezza ci sono piacere e orgoglio.

Tempo fa si parlava di alternare la versione vip di Tale e Quale Show con una “nip”…

C’era l’idea di affiancare una versione “nip”, ma con il direttore di rete abbiamo ritenuto potesse essere ancora forte un’edizione con i vip. In futuro chissà. Per ora penso a questa edizione, e spero che possa regalare tanti sorrisi.

 

Il programma si contraddistingue da sempre per una totale mancanza di polemiche e litigi. È una scelta autorale?

Semplicemente non è nello spirito del programma. Ognuno ha il proprio spazio per fare varietà, lavorando duramente e facendo un personaggio tale e quale all’originale. È più una gara con se stessi. Chiaramente, soprattutto verso il finale, un po’ di strategia nell’assegnazione dei voti c’è, ma fa parte del gioco. E riguarda più i concorrenti che la giuria.

 

Perché, secondo lei, Tale e Quale Show ha così tanto successo?

È un programma che riesce a radunare tutta la famiglia. I personaggi imitati appartengono a epoche disparate. È una trasmissione che crea uno scambio generazionale importante. Il varietà credo abbia un ruolo sociale molto importante. Anche nei momenti più bui del nostro Paese, la gente non ha mai rinunciato allo svago e al divertimento. La vita è fatta, per fortuna, anche di leggerezza. E cercare di strappare un sorriso o di allontanare i pensieri dai problemi quotidiani è proprio il mio lavoro. Una meravigliosa responsabilità.

Un altro recente successo di Raiuno è stato firmato da lei e dal suo team autorale: Ora o Mai più. Ci sarà una nuova edizione?

Penso di sì, visto il successo. Un grazie speciale ad Amadeus, ai maestri e ai concorrenti che si sono messi in gioco con coraggio. È una trasmissione che avevo da tempo nel cassetto. Angelo Teodoli c’ha creduto fortemente e il pubblico sembra avere apprezzato.

Non tornerà più a L’eredità, presa ora in carico invece da Flavio Insinna?

Ci sarà il consueto passaggio di testimone con la consegna delle chiavi. La seguirò da consulente. Dopo Tale e Quale Show mi dedicherò allo Zecchino d’Oro di cui sono direttore artistico e a preparare la nuova edizione de La Corrida.