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By Fabrizio Imas
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Bob Sinclar. Sicuramente uno dei DJ più famosi al mondo e tra i più amati in Italia: ci siamo dati appuntamento a El Hotel Pacha di Ibiza, dove l’ho incontrato come ogni anno per avere qualche aggiornamento sui suoi prossimi progetti e su che estate sarà per la magica isola, regina delle Baleari.

Ripartiamo da una conferma: il suo party Paris by Night al Pacha si riconferma ancora una volta l’appuntamento principale  per il sabato sera ibizenco. Questa intervista vuole essere un’esplorazione di una serata tipo del dj nato 48 anni fa a Parigi. Dal suo arrivo in albergo, i piccoli rituali che precedono la sua esibizione, il “riscaldamento” al Cafe Mambo (dove lo ammiro suonare davanti ad un tramonto che toglie il fiato), per poi arrivare al tempio della house music: il Pacha.

Dopo quello che è successo un anno fa a Orlando e dopo gli attacchi di Manchester, c’è un po’ più di timore quando ti devi esibire?

Certo che sì! Il rischio c’è (come in ogni altra parte del mondo) e abbassare la guardia sarebbe un errore. Questa è realmente l’isola della felicità e della libertà dalla A alla Z, dove puoi fare quello che ti pare senza che nessuno ti giudichi. Mi rendo conto che per qualcuno potrebbe essere offensivo…

 

Cosa pensi possa essere fatto per rendere ancor più sicuro un club e permettere alla gente di divertirsi in sicurezza?

Le cose nel giro di un anno sono cambiate. Non possiamo sentirci totalmente al sicuro, perché non c’è niente di prevedibile. Ora ci sono queste cellule dormienti: ragazzi che fino al giorno prima studiavano e si godevano la vita, poi accendi la tv e vedi la loro foto segnaletica al telegiornale dopo essersi macchiati di gesti terribili  che vanno al di là di qualsiasi credo religioso. Dobbiamo imparare a conviverci, non abbiamo scelta, ci sono paesi come Israele e Libano che vivono questa condizione da più di cinquant’anni.

Trattiamo qualcosa di più leggero. Ho saputo che per tutta la stagione ci saranno grandi dj con cui condividerai lo stage per Paris by Night.

Certamente! Abbiamo ripreso quasi in toto la line up dello scorso anno: non per mancanza di novità, ma in quanto credo non ci siano molti DJ in grado di suonare della buona house music, e soprattutto pronti a soddisfare le esigenze di un pubblico come quello del Pacha. Qui i muri trasudano house music quindi bisogna realmente capire il vibe ed entrare in sintonia con il Pacha: se suoni una musica troppo underground non funziona, se è troppo commerciale non funziona. Il Pacha è una regina esigente e va accontentata.

 

Dimmi cosa fai ogni sabato quando arrivi ad Ibiza.

Ho una routine che adoro seguire alla lettera. Arrivo a El Hotel Pacha (la mia “casa” qui a Ibiza da oramai dodici anni) cercando di essere sull’isola un po’ prima, ma questo dipende da dove ho suonato la sera precedente, dopodiché do il benvenuto alle mie “regine mogli”, (drag queen e performers). Il mio dream team è costituto da sedici persone. Da poco tempo si è unita a noi Santa Kyra, una drag queen: lei ha solo vent’anni ed è richiestissima per serate e eventi. Le mie Queen Solange, Sean e Lola invece hanno qualche anno in più, ma lavorarci assieme è stata la cosa migliore che poteva capitarmi. Non potrei mai fare a meno di loro. Tornando alla serata, prima di lasciare l’albergo bisogna rispettare alcuni tempi: Solange ci mette sei ore a truccarsi, Sean tre minuti e Lola non lo so, poi quando finalmente sono pronte andiamo al Cafe Mambo una settimana e quella dopo al Tantra a fare un pre-show, così posso portare la mia musica anche in altre zone dell’isola, come San Antonio e Playa D’en Bossa. Terminato lo show facciamo una cena tutti insieme, e dall’una alle tre o preparo il DJ set o faccio un bel riposino per essere alle 3.15 in punto al Pacha a salutare il pubblico per poi suonare dalle 4 alle 6, e qualche volta anche di più. Tutto questo, alla fine, lo faccio soprattutto per me stesso perché sono affascinato dall’essere circondato dalle magnifiche creature che popolano le notti di Ibiza.

Qual è il valore aggiunto di “Paris by Night”?

Non saprei davvero rispondere a questa domanda. Non voglio essere pretenzioso, dovresti chiederlo al pubblico. Credo che noi, e intendo tutto il team, riusciamo a trasmettere il vero spirito di Ibiza. Ed è giusto aspettarselo, una volta entrati al Pacha.

 

La tua ultima hit “Burning” è ancora molto suonata in Italia, ma hai qualcosa di nuovo in uscita?

Burning  doveva essere solo una club hit, invece siccome piaccio molto nel vostro Paese è andata bene anche in radio. Il mio nuovo disco per l’estate si intitola Till The Sun Rise Up ed è cantato da Akon. Ancora non posso rivelare la data d’uscita, ma non bisognerà attendere molto.

Se non avessi fatto il DJ che cosa avresti fatto?

Da bambino sognavo di fare o il calciatore o il tennista, ma non ero un talento naturale! Da grande appassionato quale sono, mi piacerebbe essere Roger Federer per un giorno e sentire il brivido che si prova ad essere il tennista più forte di tutti i tempi.

 

Hai mai pensato di tagliarti i capelli?

L’ho fatto una volta: era durante il servizio militare, e li ho dovuti tenere corti per otto mesi. Un dolore immenso, i miei super poteri erano scomparsi!

Ph: Ana Ruiz & Anthony Ghnassia

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