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Bob Sinclar

Paris by Nigh

Chi ha paura dei bravi ragazzi?
Non fuma, non beve, non sa (dice) di essere sexy. Glielo ricordiamo noi. StarsSystem incontra Bob Sinclar sulle note di Someone Who Needs Me, l’ultimo singolo che svetta in cima alle classifiche e che sembra contraddire la filosofia del dj più desiderato. Modesto, ma non timido, ambizioso ma coi piedi per terra, Bob si racconta anche quest’anno con la sua “Paris by Night”: il re indiscusso del sabato sera ad Ibiza, con il suo party ha come obiettivo oltre alla sua musica, quello di catturare gli occhi del pubblico sulle performances del suo unico ed iper selezionato staff di animazione.

Come al solito lo incontro nella sua suite de “El Hotel” dopo la mezzanotte, prima del suo show al Pacha che inizia alle 4.00.

Il tuo party al Pacha “Paris by night” è ormai un pezzo della tua carta d’identità…

Questo è il terzo anno. Ho iniziato questo party al Queen di Parigi per il lancio di un nuovo album in collaborazione con talenti emergenti dal nome “Paris by Night”. In quell’occasione ho invitato tutti i miei amici e specialmente con Solange (la Drag Queen più celebre di Parigi) ho avuto un ottimo feeling riguardo alla festa, avendo lo stesso gusto nella direzione artistica quando si parla di Cabaret o di Parigi negli anni 50’.
Da subito abbiamo capito che era qualcosa che avevamo in comune e ci siamo detti perché non portare lo spettacolo in giro per il mondo.
Tre anni fa il Pacha aveva chiesto a me e Martin Solveig di dividerci il sabato sera per la stagione, dieci lui e dieci io. Allora ho parlato con Solange e abbiamo deciso di portare ad Ibiza il nostro party con dieci performer in esclusiva direttamente da Parigi, per ricreare quel feeling delle serate degli anni novanta. Con la santificazione dei DJ, venerati come gli Dei dell’Olimpo si era persa l’idea di cosa fosse realmente una festa.
Mi piace avere un gay feeling ad un party etero. Voglio che la gente quando guarda questo quadro di creature magnifiche si chieda: che cosa stanno facendo? Se questo succede, vuol dire che ho raggiunto il mio obbiettivo. Non voglio che capiscano esattamente, si devono solo porre delle domande… sarà un ragazzo o una ragazza?

Cosa c’è da aspettarsi di nuovo quest’anno nel party?

Assolutamnete nulla! Cosa c’è di nuovo nella moda? Niente: oramai si ricicla tutto, abbiamo già inventato tutto e tutto ritorna, forse perché non abbiamo più idee?
Non ho la pretesa di aver inventato qualcosa di nuovo, ma vorrei dare delle buone emozioni alle nuove generazioni.

Qualcuno insiste nell’affermare che vorresti portare Raffaella Carrà come ospite a “Paris by night”.

Certo! Questo è un mio desiderio. Lei è stata uno degli incontri più incredibili della mia carriera artistica. E non sto parlando solamente di lei come performer, ma di com’è lei nell’anima: una persona meravigliosa. Possiamo dire tranquillamente che non ha età, ha vissuto dieci vite ed è la persona più aperta mentalmente che io abbia mai conosciuto.
Non giudica le persone e quando sente delle buone sensazioni segue il suo istinto e lo fa.
Quando ci siamo incontrati per la prima volta mi ha detto: “non ho fatto nulla per cinque anni ma farò questo disco con te!”
Il 13 di agosto avremo una serata tutta Made in Italy al Pacha, non c’è ancora nulla di confermato: i DJ li abbiamo, e possiamo solo dire… forse ci sarà anche lei!

I dj sono i nuovi sex symbol. L’appeal della musica si sposta anche sull’immagine. L’Italia prima in testa tra i tuoi estimatori. Che effetto ti fa?

Non lo sapevo! (Crediamoci, ndr) So che fanno follie per i calciatori in Italia, si vede che adesso c’è spazio anche per noi DJ, va bene allora.
Sono solo sorpreso perché non ho mai visto una ragazza venire da me e chiedermi ti voglio disperatamente sposare!
Magari sono solo timide, e non lo dicono a me.

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Ho capito come farti arrossire. Allora parlami del tuo nuovo singolo per l’estate.

“Someone Who Needs Me” è uscito ad Aprile e sta scalando la charts piuttosto bene. In Italia c’è tanta buona musica, quindi la competizione è davvero altissima. Credo molto in questo singolo, e magari nell’inverno realizzerò un album, ma come tutti sanno per un dance artist e molto difficile perché ci vogliono tantissimi soldi per la promozione, e siccome non ci sono più le vendite, diventa difficile.

Che rapporto hai con lo stars system? Si parla di feste bizzarre nel tuo curriculum…

Beh sicuramente il party del fotografo olandese Erwin Olaf, che se lo vedi sembra una persona molto seria e quadrata, ma in realtà ha una mente perversa è quella che mi è rimasta piú impressa. Per il suo cinquantesimo compleanno ha organizzato una festa dove ho suonato e la metà della gente era nuda. L’altra metà erano nani, drag queen ultra decadenti, leather, bondage, non mancava nulla. Amsterdam è davvero un posto magico, dove sei libero di fare quello che vuoi e a nessuno interessa. Amo suonare li.

Quando non sei ad Ibiza, dove l’immaginario collettivo e non solo ti colloca, dove sei?

Mi piace stare in California, anche se gli Stati Uniti non sono il mio mercato principale, forse perché non mai avuto un numero uno nella hit come in Europa.
Quindi la risposta è: in un campo da tennis.

So che non bevi non fumi e… sei vegetariano?

No mangio carne rossa perché quella bianca o il pesce rimangono la mia prima scelta, però quando mi trovo a cena da uno chef come Joelle Robuchon non posso esimermi dal mangiare la sua specialità che è una tagliata di manzo tenerissimo, forse Argentino, davvero buonissimo.
Per il resto non ho mai toccato droghe, fumato o mai stato ubriaco.

Nella maggior parte dei Paesi è vietato il fumo nelle discoteche, però in realtà si fuma sempre.

Nei club non mi da fastidio perché penso che ognuno debba essere libero di fare ciò che vuole, nei ristoranti o bar non lo sopporto.

Che cos’è assolutamente necessario nella tua vita?

Il mio computer, ho bisogno di creare musica ogni giorno per vivere.

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