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By Fabrizio Imas
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Barbara Foria, camaleontica e poliedrica comica partenopea, reduce dal successo di Colorado su Italia 1 con il suo esilarante personaggio parodia della Scianel di Gomorra, va ora in scena al teatro Sala Umberto di Roma dal 2 al 14 Maggio.

Il one woman show è auto ironico e si rivolge alle donne strizzando l’occhio agli uomini. Lo spettacolo si chiama “Volevo una cena romantica…e l’ho pagata io”, per la regia del grandissimo Claudio Insegno. Insomma, i requisiti per uno spettacolo irresistibile direi proprio che ci sono tutti.

Come ti sei approcciata al mondo della recitazione?

Ho sempre avuto un grandissimo amore per il teatro, trasmesso proprio dalla mia famiglia. Loro, da piccola, mi portavano a vedere spettacoli con grandi artisti del calibro di Flavio Bucci e Concetta e Peppe Barra. Infatti devo ringraziare mamma e papà. La passione per lo stare in scena me l’hanno trasmessa loro.


Mentre hai sempre saputo di voler spingere sulla comicità?

Assolutamente sì. La verità è che son sempre stata la pagliaccia della famiglia, e anche con gli amici era così. Durante feste come il Natale salivo sul tavolo a recitare la poesia o a fare la sciantosa, una forma d’espressione che ho manifestato precocemente. E poi in adolescenza mi sono avvicinata al teatro grazie ad un professore di greco, il quale mi ha trasmesso l’amore per questa forma d’arte tramite la letteratura greca. Io vengo da Pomigliano D’Arco, nota non solo per l’Alfa Romeo ma anche per le rassegne teatrali e i fermenti culturali. Qualche anno fa c’erano otto compagnie. Ed è grazie al teatro di gruppo che ho imparato a tenere da sola il palcoscenico.

 

Nei tuoi spettacoli l’uomo viene sempre demonizzato. Hai davvero una stima così bassa nei confronti del genere maschile?

No, figurati. Penso realmente che una donna senza un uomo non possa vivere, altrimenti sarebbe triste. A volte, però, gli uomini sono ancora più tristi. Loro sono estremamente semplici, ma siccome noi donne siamo complicate alla fine è un pregio. Io so di voler rinascere donna. Immagina che leggerezza mentale rinascere uomo! Io li studio proprio perché li amo, e senza di loro non potrei campare.

 

I tuoi personaggi diventano quasi sempre virali. Te lo senti già quando li presenti al pubblico?

No, non me ne rendo conto, e credo che sia proprio questo il bello. Non parto mai con l’idea “questa cosa sarà un successo”. Lo stesso vale per le battute. Sono sempre assalita da grandi dubbi: “Faranno ridere o non faranno ridere?”. L’umiltà mi accompagna sempre.

 

E l’idea di Scianel com’è nata?

Spontaneamente. Scianel si è impossessata di me quando ho visto la seconda serie di Gomorra. Mi son detta “Io la faccio”. Tra l’altro io sono una che difficilmente fa parodie di personaggi, però era un momento particolare in cui stavo pensando di creare un carattere tutto napoletano che mi permettesse di parlare della mia Napoli. Vivendo a Roma da diciassette anni volevo proprio un ritorno alle mie origini. Invece la storia di “Cotto & Ammazzato” arriva da questa ossessione per la cucina che affligge il popolo italiano. Se fai due uova al tegamino sei chef, no?

Avresti potuto fare un altro lavoro?

No! Forse solo nel campo del turismo, in quanto ho fatto tanti anni di animazione turistica lavorando nei villaggi ed ho anche avuto una mia agenzia. Sicuramente se un giorno dovessi smettere di fare questo lavoro, farei qualcosa di attinente al turismo. Tra un libro che ti fa viaggiare con la fantasia ed un viaggio vero non saprei cosa scegliere. Conoscendomi farei l’uno e l’altro.

 

Come lo vivi il sesso a quarant’anni?

Che domanda piccante! Il sesso a quarant’anni è al top! Gli uomini sulla cinquantina vanno per le trentenni e noi a quaranta andiamo per i ventenni, quindi siamo tutti contenti così.

 

C’è qualcosa che non rifaresti professionalmente?

No, che non rifarei no, ma qualcosa che farei perché mi manca quello sì. Sono totalmente appagata. Poi amo la radio e sono speaker a volte a RTL, e andare in onda è una gioia immensa per me. Ora sono in scena alla Sala Umberto, che da quando vivo a Roma sogno di calcare. In tv ho appena finito Colorado che è il programma comico per eccellenza di Italia 1. Diciamo che qualche sogno ancora da realizzare c’è, e riguarda il cinema. Certo, per ora nun me poz lamentà: sono una ragazza che si accontenta.

 

C’è qualcuno, invece, che vorresti ringraziare?

C’è una sfilza di nomi che vorrei fare. Inizio con Benny Margiotta che era il direttore del Teatro dei Satiri a Roma, il quale è stato davvero il primo a darmi una possibilità, poi Gregorio Paolini che mi ha fatto lavorare a “Tintoria”, programma comico storico di RAI TRE. Loro li considero i miei genitori putativi. Continuo con Marco Simeoli che è stato il mio primo regista, Simona Ventura e Claudio Insegno, il mio compagno di viaggi da due anni. Naturalmente non dimentico la comunità LGBT: senza di loro non sarei qui.

 

Ph: Maria La Torre
Total look: Pinko
Style: Luca Pisciottano
Mua: Valeria Di Lernia @ccmakingbeauty
Hair: I Furente Parrucchieri
Location: Studio Keller Architettura