Il Pagante – Funny Games
29 Maggio 2018
Solo – Tutte le risposte che cercate
30 Maggio 2018

By Fabrizio Imas
29 Maggio 2018

Il suo nipotino di nove anni lo ha chiamato “la regina di Ibiza” e forse non esiste titolo più adatto. Per chi ama un’estate fatta di feste e discoteche Baby Marcelo è il numero uno. Lo abbiamo visto di recente in tv, nella trasmissione Emigratis con Pio e Amedeo, ma a Ibiza è già una celebrità assoluta: merito delle sue performance a La Troya, uno dei party più ambito di Ibiza. Barese di nascita ha iniziato la sua carriera come cantante lirico per poi studiare mimo e danza. Oltre al suo look stravagante fatto di parrucche dai colori sgargianti e abiti che non passano inosservati, Baby Marcelo calca il palcoscenico ogni sera con trampoli alti un metro e mezzo. Non sorprende quindi che Ibiza sia il luogo perfetto dove vivere ed esibirsi davanti a un pubblico sempre diverso e sempre pronto a divertirsi. Ecco cosa aspettarsi da La Troya durante questa stagione estiva.

Chi è realmente Baby Marcelo?

Me lo chiedo anche io! La mia è una ricerca artistica e allo stesso tempo, anche se sembra folle, spirituale. Per me l’arte è amore, immaginazione ed è legata ovviamente allo spirito. La vita è fatta di incontri che ti stravolgono, e cosi è successo a me incontrando Ibiza. Ho lavorato sul mio subconscio con la maschera del maschile e del femminile e tutto questo continua con la mia ricerca pittorica che è il mio alter ego rappresentato sulle tele. Oggi si parla tanto di gender, io personalmente il mio percorso l’ho fatto attraverso l’arte, infatti quando sono Baby Marcelo, con la sua maschera dico e faccio cose che non mi immaginerei mai di fare in “borghese”.

Da personaggio iconico della notte ibizenca con Luca Tommasini sei entrato nelle case degli italiani. Come ti hanno accolto?

Ho conosciuto Luca qualche anno fa a una cena con amici comuni ad Ibiza, e mi ha lanciato una provocazione, in quanto mi disse che ero troppo tranquillo per poter essere io La Troya. Mi rendo conto che la gente a volte si aspetta che la follia sia sempre con me, e invece non fa parte del personaggio. La sera stessa dopo la mia performance è venuto a complimentarsi con me in camerino dicendomi che non facevo un granché quando ero sul palco, ma che avevo l’allure delle grandi star. La nostra è davvero un’ammirazione reciproca. Lui è molto attento all’avanguardia e alla modernità, quindi un personaggio come il mio lo avrà stuzzicato e mi ha voluto insieme a lui come ospite in programmi come X-Factor o Dance Dance Dance, dove abbiamo improvvisato tutto e ci siamo divertiti tantissimo.

 

Come sarà La Troya per l’estate che sta per arrivare?

Sarà ancora più esclusiva dell’anno precedente. Saremo ancora all’Heart Ibiza, dove ci siamo trovati benissimo, e faremo un party vintage che guarda al futuro. Il nostro modo di fare spettacolo è anni 80/90 , siamo degli artigiani della festa. L’isola come del resto il mondo è cambiata e i party hanno bisogno di celebrities per fare il pieno; la nostra rimane una festa fatta dalla gente, un mondo libero da stereotipi gay, trans o LGBT. Siamo la festa della libertà. L’inaugurazione si terrà infatti il 13 giugno durante la settimana del Gay Pride di Ibiza.

Raccontami come sei finito ad Emigratis?

Sapevo che erano sull’isola e che stavano facendo un po’ di casino in giro e che forse sarebbero venuti anche da me. Infatti me li sono ritrovati sul palco nella serata di chiusura della stagione della “Troya” mentre cantavo la mia cover di Divine I’m so Beautiful. Avevano chiesto i permessi ovviamente, ma quello che funziona realmente è l’effetto sorpresa. Posso confermare quindi che è stato tutto realistico al cento per cento.

 

Secondo te perché funziona un programma come quello che fanno loro?

La satira ha sempre funzionato e non è detto che debba essere sempre sottile, può anche essere più volgarotta e condita di parolacce come quella che riesce perfettamente a Pio e Amedeo. Dietro al sarcasmo smitizzano alcune situazioni e trattano argomenti in maniera nazional popolare riuscendo ad arrivare dove altri con turpiloqui più sofisticati non arrivano. Per esempio nella nostra puntata hanno parlato di matrimonio gay, di bullismo, di gay pride, facendoli arrivare al grande pubblico come la normalità e non come qualcosa di lontano o diverso. Molto importante nel programma è proprio la voce narrante di Francesco Pannofino, grandissimo attore e doppiatore del nostro cinema, il quale dà un senso logico alle loro folli figure. Sono stato molto cauto sulla messa in onda, temendo magari di uscirne in chissà quale modo. Aggiungo che ho un nipote di nove anni che dopo avere visto il programma, durante il pranzo di Pasqua si è rivolto a me come Baby Marcelo, e io sono rimasto sorpreso perché non parlo con loro del mio lavoro – o almeno non ancora perché piccolini – e mi chiede “ma tu sei la regina di Spagna o di Ibiza?”. Questo credo sia un messaggio molto importante, in quanto non c’era ne malizia ne nulla di tutto quello che si potrebbe pensare, solo la naturalezza di avermi visto con parrucca e trampoli.

 

Ph Portrait: Mirta Lispi
Ph Live: Julius Jooste