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By Fabrizio Imas
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Descrivere chi è Anton Emilio Krogh non è semplice. Ai miei occhi è la persona con più gioia di vivere che esista, e chi non lo conosce dovrebbe sicuramente farlo. Lo contraddistinguono le due vere e proprie personalità, abbastanza percettibili, di dottor Jekyll e Mr. Hyde.

Krogh discende da una famiglia di celebri avvocati, e con il padre si è occupato dei casi giuridici più importanti del nostro paese. Poi c’è il lato goliardico ed esuberante che lo porta ad essere sempre un incontrastato protagonista della mondanità. I suoi party esclusivi sono sempre rigorosamente a tema, e richiamano amici e le celebrity di tutto il mondo. Immancabile la sua migliore amica di sempre: Rita Pavone.

Il tuo nome è da sempre associato al mondo delle celebrity, come mai?

Non ne conosco il motivo preciso, forse è perché ho sempre fatto una vita molto movimentata. Ho amici sparsi in tutto il mondo e i miei viaggi mi hanno portato a conoscere i personaggi più particolari e stravaganti. In certi casi, con persone che fanno parte del mondo dello spettacolo e più in generale dello showbiz, sono nate amicizie anche molto intense.

La tua amicizia con Rita Pavone a quando risale?

Be’, per quello dovete leggere il libro. E’ stato un lungo e tenace sogno. Certo, oggi Rita Pavone è una delle mie più care e amate amiche, mentre in passato, quando ero bambino, alimentavo sempre il mio desiderio di avvicinarmi a lei. E i sogni ti aiutano moltissimo, sapete, nella crescita e nella trasformazione e maturazione di te. Purtroppo quando cresciamo li abbandoniamo negli angoli più marginali della nostra esistenza, ma per fortuna loro non ci lasciano mai definitivamente. Potrete constatare che è il caso del protagonista di Come me non c’è nessuno.

Quando ti è venuta in mente l’idea di scrivere un libro?

Dieci anni fa, in mare aperto, stavo attraversando l’Atlantico per dirigermi a Miami. Partivo da Genova. Ero nella mia cabina con balcone a vista oceano, una visione privilegiata sul mondo. Ho tirato le somme di quante cose meravigliose mi fossero accadute durante la crescita e le ho scritte di getto, creando un file. Solo due anni fa, dopo un party a tema TV con 500 amici che avevo dato, riordinando casa ho ritrovato quel file. Mi son detto: “Perché no? Magari interessa a qualcuno”. E adesso siamo qui.

Che cos’è che non deve mai mancare nella tua vita?

La musica sicuramente, e poi un meraviglioso spaghetto con le vongole. Ah, dimenticavo, il parmigiano! Quello su qualunque piatto si possa mettere!

Hai mille storie incredibili, raccontami della più pazza che ti viene in mente.

Una volta ero in disco negli Stati Uniti e ho incontrato “L’uomo bottiglia”. Era alto come una bottiglia di Ferrarelle e perfettamente proporzionato, e stava come un pappagallo sulla spalla dell’amico che roteava in pista, con Gloria Gaynor che cantava I will survive. Avevo bevuto, ma non fino ad avere le allucinazioni: era tutto reale! Dall’uomo Ferrarelle alla mitica Gaynor.

Le tue feste sono da sempre le più ambite, a quando la prossima?

Ci sto pensando, ma credo che non ci vorrà molto. Per ora mi godo questo momento. Il libro è una cosa del tutto nuova per me e della quale sono molto felice.

Cos’è che non hai ancora fatto e vorresti fare?

Sai che adesso su due piedi, non so risponderti? In fondo vorrei solo che restasse sempre tutto così: un altro sogno, insomma.