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Andrea Carpinteri è un giovane attore, con al suo attivo una serie di partecipazioni a film di successo come “Un ragazzo d’oro” di Pupi Avati e “Universitari – molto più che amici” di Federico Moccia e tante serie televisive, tra le quali “Affari di famiglia“, ” Che Dio ci aiuti 2” e ”Il commissario Rex 6“.

Andrea è anche l’attuale testimonial della compagnia aerea Vueling, scelto attraverso un concorso sul web al quale hanno partecipato decine di migliaia di persone. Abbiamo voluto conoscerlo meglio e chiacchierare appunto di web, di cinema e di Tv.

Ciao Andrea, ho scoperto di te navigando nel web e pare che, oltre ad essere un attore, tu debba una certa popolarità a questo mezzo di comunicazione. Com’è iniziato il tuo amore per la rete?

La mia passione per il web è nata molti anni fa, quando ancora non esisteva Facebook ero iscritto ad un social network di nome 2.0 dove si caricavano foto e si potevano commentare. Da quel momento sono sempre stato attivo sul web, fino a capire che questo mezzo di comunicazione ha davvero un enorme potenziale e deve essere utilizzato con intelligenza.

Come attore preferisci la tv tradizionale, il cinema o i nuovi media e format per il web?

A me piacciono i prodotti di qualità, che siano televisivi o format per il web è relativo, poiché mi è capitato di vedere web series superiori ad alcuni prodotti televisivi…

Pensi che siano mondi separati, come spesso lo sono tv e cinema, o che il web unisca tutto e tutti come un unico grande contenitore?

Il web dà la possibilità di mettersi in vetrina senza filtri né imposizioni. A suo modo unisce tutto, e tutti, ma bisogna saper scegliere cosa guardare.

State producendo un cortometraggio d’autore finanziato tramite il crowdfounding. Quanto è stata utile la rete in questo progetto, e come pensate di poterla sfruttare in seguito per la diffusione?

Insieme all’ attrice svizzera Elena Aglaja Amadò abbiamo pensato a “Carvina“ che è il titolo del cortometraggio e abbiamo fatto una prima stesura del copione che, successivamente, ha rielaborato insieme al regista Luca Marcionelli. Una volta pronto il copione abbiamo lanciato un crowdfunding ovvero una raccolta fondi su una piattaforma svizzera, le persone hanno risposto bene e abbiamo ottenuto la cifra che ci eravamo fissati. Abbiamo utilizzato il web per ottenere i fondi ma per la diffusione ci affideremo a canali più “tradizionali” come i festival.

Sei Testimonial di una compagnia aerea, ingaggio ottenuto a furor di popolo grazie alle votazioni su Internet, com’è stata l’esperienza del concorso?

Diciamo che quando si partecipa ad un concorso del genere, dove ci sono migliaia di persone iscritte, lo si fa senza troppe aspettative, quasi per gioco. Il concorso era diviso in tre fasi. Dopo aver superato la prima inizi a crederci un po’ di più e la campagna diventa quasi come le elezioni in politica dove vince chi ottiene più voti. Dunque mi sono dato da fare attraverso i social network, ma la cosa più soddisfacente è che la maggior parte delle persone non ti conoscono e vieni scelto perchè in qualche modo la gente pensa tu lo possa meritare.

Spesso si dice che nel web la visibilità conti più del talento, e quindi a diventare famosi per effetto virale sono spesso fenomeni definiti trash, cosa ne pensi? Ci si può costruire una credibilità artistica partendo dal web?

Penso che in ogni settore del mondo dello spettacolo chi non ha talento abbia vita breve e nel web ancora di più perchè ci sono un’ infinità di persone che navigano e se per sbaglio ti vedono e non hai nulla da raccontare automaticamente vieni fatto fuori. Il problema è quando diventi popolare sul web e poi vieni “testato” in altri ambiti e se non sei all’ altezza ti bruci. Non è detto che chi fa bene sul web sia in grado di sostenere altre situazioni.

Tornando alla tua second life online puoi dirci di media quanto tempo passi in rete e come lo spendi?

Passo circa un ora al giorno davanti al pc, ma ormai con i cellulari sempre connessi è difficile quantificare il tempo esatto. Il più delle volte rispondo ai messaggi e comunico con persone a me care lontane. Lo ammetto, quell’ ora al giorno la uso per impicciarmi dei fatti degli altri (ride).

Secondo te il web è meritocratico?

Il web è decisamente meritocratico, come ti dicevo prima se non hai nulla da raccontare vieni escluso.

Quanto conta il coraggio e l’innovazione per avere successo in rete?

Conta più il coraggio, ma anche la semplicità! Credo che le persone vogliono gente vera e semplice, questa è la chiave.