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L’Agresti è un vero mattatore toscano. Incanta il pubblico di Italia Uno grazie ai suoi irriverenti reportage su Le Iene, di cui è stato anche conduttore. Un vero “one man show” capace di destreggiarsi tra teatro, musica (ha una band rock metal) e televisione. Abbiamo avuto il piacere e la fortuna di avere una conversazione telefonica con lui in cui si è raccontato senza filtri parlando della sua carriera e del suo presente. La sua verve è rimasta intaccata negli anni, anzi, come un buon Chianti migliora anno dopo anno.

Istrionico, poliedrico, nella tua fervida carriera c’é quel gusto assai toscano di narrare. Quanto la tua terra ti ha formato come artista?

Praticamente in tutto. Il mio substrato viene da lì: ho calpestato l’humus buono dei toscani. Amo molto anche gli artisti della scuola romana come Montesano, Verdone, i vari fenomeni regionali. A Milano Abatantuono. Preferisco chi parla la lingua del mio villaggio. Al primo posto gente come Renzo Montagnani, Carlo Monni. Sono stato 3 anni in tour con il Monni. E poi Benigni, Novelli, Marco Messeri: io sono sempre stato un grande fan dei “Gran Cattivi”. Il substrato toscano è così: sono anche artisti nella vita, basta andare a un circolino per farsi tante risate.

 

Ti sei dimostrato un grande imitatore a Tale e quale show lo scorso anno. Ci racconti in esclusiva un aneddoto anche di backstage memorabile?

Per me è stato una scoperta: facevo Art Man nel programma Le Iene come imitatore, non ho mai fatto imitazioni di personaggi. Sapevo che avrei imitato bene Mal, per divertimento lo imito anche nella vita reale. Paul Anka anche penso sia stato imitato bene, anche Facchinetti.

 

Ti sei cimentato anche con personaggi femminili!

La Rettore e Caterina Caselli. Sono state opere complesse: se hai il talento di fare quelle cose li è facile, se non hai talento è più complesso. Mi sono servite settimane per studiare il personaggio per ambire all’imitazione e non alla parodia. Il cantante più assurdo? Afrique! Simone di Ramaya è stato il personaggio in cui era prevista una scena acrobatica con la sedia, il più divertente.

 

Sei il mattatore del programma Le Iene da tanto tempo ormai. Cosa ti lega in particolare e artisticamente a questo format?

Fondamentalmente mi trovo molto bene “in quel recinto sudicio di animali” che sono Le Iene (ride, ndr). Vengo da Striscia, poi ho lavorato per 7 anni con Carlo Conti. Nel 2004 arrivo a Le Iene. Quello che ti consente di fare un programma del genere è la possibilità anche di azzardare a dire e fare. Tornando al mio humus toscano amo Le Iene perché è consentito dire una parolaccia. Dalle altre parti devi stare un po’ più attento. A Striscia non potrebbe succedere. Un atteggiamento più rispettoso. Le Iene te le vieni a cercare. Si può anche fare un rutto. Questo mondo abbastanza libero è vicino al modo di essere toscano. Dove se ti ci mandano ti ci mandano.


StarsSystem é la prima realtà editoriale che celebra i social. Qual è il tuo rapporto con essi?

Sono poco “young” in questo. Ho attraversato egregiamente gli anni Ottanta, sono sopravvissuto con i gettoni e le cabine telefoniche. Uso poco il navigatore. Ma i social sono molto presenti nella nostra vita. Li uso per veicolare le mie news di lavoro: spettacoli, libri, dischi. Non faccio parte della generazione che cammina a testa bassa, lo uso in modo misurato e oculato.


 

Parlando di social, hai chiesto ai tuoi follower se ti preferiscono nelle vesti di diavolo o angelo. Ultimamente le due parti sono in equilibrio o prevale una sull’altra?

Se dovessi descrivermi in tal senso fondamentalmente io sono un buono, anche se noi Iene siamo tutti un po’ merde (si passi il termine), ma sono più affascinato dal diavolo. Amo il metal e il rock, il diavolo, la liturgia. Batman non esisterebbe senza Joker… Contravvenire alle regole è sempre un atteggiamento un po’ più affascinante.

 

C’é un’espressione artistica per te inesplorata che sogni di percorrere?

“A spizzichi e bocconi” le ho fatte tutte. Ho fatto meno e mi piacerebbe ampliare quella della recitazione. Teatro ne ho fatto tanto. Mi piacerebbe recitare in un film TV o di cinema a soggetto. Che ha una sceneggiatura larga. Come Non ci resta che piangere. Si basa sull’improvvisazione dello script da un input. Oggi veniva deciso cosa avrebbero fatto l’indomani.

 

Hai collaborato con il format Miss Italia: pur sapendo che sono tutte delle “belle figliole” (per dirla alla Toscana) hai una miss preferita?

Io presentavo ma differentemente dai miei colleghi io improvvisavo sul palco. Ogni sera improvvisavo con loro. Ho un bel ricordo di ognuna di loro.



Hai una routine di allenamento fisico? Il nostro ultimo on paper è dedicato al motto “Mens sana in corpore sano”! Pensieri a riguardo?

Io sono un ex atleta insegnante di educazione fisica. Se mi levano lo sport sto male. Ultimamente mi sono dedicato al crossfit e alla pre-pugilistica. Io non salgo sul ring mi limito a fare il focus: sacco, corda, peso tipo bodybuilding. Un allenamento intenso, duro e faticoso e mi piace per questo. Due ore al giorno, tutti i giorni.

 

Vuoi condividere con noi la canzone che ti ha mandato in fissa ultimamente?

Io ascolto solo la mia robaccia. Ovviamente come fare a meno di Con le Iene butta bene!