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By Alessandro Nava
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Amakheru Duo alias Francesco Santoli (tenore) e Simone Di Crescenzo (pianista), è già considerata come una delle compagini più promettenti dell’attuale panorama musicale italiano. Il duo è votato alla riscoperta del Belcanto e riesce ad unire tradizione ed innovazione nelle performance e nei progetti intrapresi. E’ da poco online il primo videoclip autoprodotto che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale: si tratta del primo video di un brano classico cameristico per voce e pianoforte in cui alla performance musicale è unita la narrazione cinematografica. Un percorso artistico dunque, quello di Amakheru Duo, che affonda le radici nella nostra tradizione più autentica, proiettandola verso nuovi orizzonti.

Il vostro progetto è stato già accolto con molto entusiasmo dal pubblico e dalla critica. E’ evidente che fra i vostri obiettivi ci sia quello di riscoprire un passato musicale e proporlo oggi con una visione moderna e meno di settore. Come è nata l’idea di formare un Duo voce e pianoforte cosi particolare ?

Fin da quando abbiamo deciso di creare Amakheru Duo, il nostro obiettivo è stato quello di portare l’attenzione del pubblico e della critica sul repertorio vocale da camera italiano e di valorizzare una parte fondamentale della nostra storia musicale, che riteniamo non debba essere dimenticata. Con il tempo ci siamo appassionati sempre di più alla ricerca di spartiti mai eseguiti e di raccolte di brani ormai dimenticati, anche di autori meno noti. Ci è sembrato inverosimile che tutto questo immenso patrimonio potesse essere abbandonato, e il pensiero di poter far rivivere un passato glorioso, ci ha spinti ad un lavoro fatto di collaborazione e fusione totale fra due strumenti: la voce e il pianoforte. Abbiamo così creato un Duo che rappresenta quasi un unicum nel suo genere all’interno del panorama musicale attuale, poiché siamo sempre stati convinti che soltanto attraverso una  formazione stabile avremmo potuto dedicare la giusta attenzione e il tempo necessario che questa musica richiede. Crediamo che così come abbiamo scelto di far rivivere un repertorio colto e ricercato, abbiamo il dovere di contestualizzarlo nei tempi in cui viviamo, per permettere perfino ai più giovani di accostarsi a questo genere musicale Pur avendo profuso tutto il nostro entusiasmo non avremmo mai immaginato che ci sarebbe stata una risposta di pubblico e di critica così coinvolgente fin da subito. Tutto questo è stato per noi un grande sprone ed una bella sorpresa.

 

Spiegateci il significato della parola Amakheru.

Amakheru è un nome da noi coniato di derivazione egiziana, che esprime lo spirito che ci ha condotto fin dall’inizio in questo progetto: ovvero un viaggio nell’archeologia musicale in cui l’uso della voce è strettamente legato alla parola cantata, non solo come mezzo espressivo, ma anche tecnico. “Kheru” significa “voce”; “Maat”, parola di genere femminile, rappresenta l’ordine cosmico e si esprime al maschile con “Maa”, che anagrammato diventa “Ama”, dunque: Amakheru.

 

E’ stato pubblicato in questi giorni il vostro primo video clip musicale. Raccontateci questo innovativo ed interessante progetto.

Il video che abbiamo pubblicato in questi giorni è il nostro primo videoclip ed è stato realizzato su una composizione da camera di Gioachino Rossini di rara esecuzione, dal titolo “Beltà crudele”. Questo progetto rappresenta una vera e propria novità, in quanto è il primo videoclip autoprodotto a livello mondiale su un brano classico da camera per voce e pianoforte. Ci siamo ispirati al mondo della musica pop e abbiamo cercato di rendere il tutto il più moderno possibile, pur rispettando quello che generalmente è il nostro stile. Abbiamo scelto come location il Palazzo d’Avalos di Vasto, un incantevole luogo in cui tutti gli elementi architettonici e naturali ci sembravano perfetti per esprimere al meglio lo spirito rossiniano. Abbiamo deciso di dedicare il video a due grandi cantanti, una del passato Adelina Patti, della quale abbiamo ritrovato a sorpresa un ritratto proprio nel Palazzo, ed un’altra grande Diva dei nostri giorni, Daniela Dessì, purtroppo recentemente scomparsa e alla quale siamo stati molto legati. Il video è visibile sul web ed è stato pubblicato in anteprima su Classic Voice, la rivista italiana più letta di musica classica.

 

Nonostante Amakheru Duo sia una giovane formazione concertistica ha già collaborato nel primo anno di attività anche con Star internazionali come Sumi Jo e Vittorio Grigolo. Che ricordo avete di queste esperienze ?

Abbiamo avuto l’onore di iniziare subito con grandi nomi della lirica internazionale. Sumi Jo e Vittorio Grigolo hanno ricevuto il prestigioso premio Tiberini al Teatro Rossini di Pesaro, e in quell’occasione siamo stati invitati come ospiti a tenere un concerto di Belcanto e ci siamo esibiti al loro fianco. Quella sera rappresenta per noi un ricordo meraviglioso, non solo dal punto di vista artistico, ma anche umano, poiché siamo entrati in sintonia con due persone davvero speciali. Entrambi hanno apprezzato molto il nostro progetto e ci hanno incoraggiato con entusiasmo a continuare. Crediamo molto nelle collaborazioni artistiche e stiamo lavorando per realizzare altri eventi simili a questo in futuro.

Quali sono i vostri progetti futuri e quali idee intendete sviluppare ?

Ci sono molte novità che bollono in pentola. (sorridono). In questo momento stiamo preparando un progetto che debutterà a maggio prossimo presso il Teatro Regio Di Parma: si tratta di un concerto interamente dedicato alla Belle Époque italiana, dove cerchiamo di far rivivere le suggestioni e le atmosfere di quegli anni in cui si gettavano le basi per la nascita della canzone moderna. Quotidianamente stiamo continuando anche nello studio e nella riscoperta di alcuni compositori sconosciuti del primo Ottocento, che rimane per noi il periodo musicale d’elezione, e che proporremo nei nostri futuri recital. Stiamo sviluppando inoltre l’idea di uno story-telling ambientato, in cui racconteremo da vicino, con la musica e le immagini, il nostro mondo. L’obiettivo più ambizioso per il prossimo futuro è la realizzazione del nostro primo album discografico, dove ci concentreremo sicuramente su una proposta musicale originale.

 

L’idea che ha avuto il pubblico fino ad ora degli artisti del mondo classico è stata quasi sempre un po’ distante dal glamour e della moda. Negli ultimi anni si assiste ad un cambiamento significativo riguardo l’immagine che cantanti e musicisti classici hanno scelto di avere. Questa nuova visione può avvicinare il grande pubblico ad un genere musicale non sempre popolare ?

Seguiamo molto la moda ed i suoi cambiamenti. Attualmente i giovani artisti del mondo classico sono molto più attenti alla propria immagine, al pari dei personaggi della musica pop. Riteniamo che accostare la musica classica al glamour possa essere un modo per richiamare l’attenzione del grande pubblico su un repertorio particolare come il nostro. Per Amakheru Duo la moda è un plus valore, è come un arte, che valorizza le emozioni che intendiamo trasmettere all’ascoltatore.

 

Vi sentite anche voi parte di questo cambiamento e di questa contaminazione fra varie forme di arte?

Assolutamente si. Tutto ciò che cerchiamo di produrre viene fatto con un occhio critico e attento per quanto riguarda la nostra immagine. Anche attraverso le foto abbiamo sdoganato l’idea del tenore e del pianista alla vecchia maniera, cercando di osare con pose poco convenzionali, per presentarci ai giovani con ironia e leggerezza. Amiamo l’arte in modo totale e stiamo cercando di coinvolgere per i nostri progetti futuri artisti appartenenti anche ad altri settori, come la pittura, la danza, la moda, il teatro ed il cinema. Seguendo i nostri giovani colleghi ci rendiamo conto dell’importanza di avere una visione dell’arte globale, per quello che di fatto è oggi il mondo della comunicazione e dello spettacolo.

 

Che generi di luoghi preferite per le vostre performance ?

Eseguiamo un genere di musica in cui le finezze e le sfumature sono essenziali, quindi in primis preferiamo luoghi in cui l’acustica non castighi il suono. Ci esibiamo in sale da concerto, o in qualsiasi altro luogo in cui si possa cogliere ed apprezzare il lavoro di ricerca sonora. I nostri progetti trovano un’ambientazione perfetta in teatri, musei, sale da concerto, auditorium, chiese, castelli e palazzi storici. Il nostro repertorio nasce per i salotti colti ed aristocratici e si sposa molto bene con ambienti storico-artistici di grande interesse. Sicuramente il luogo giusto, per bellezza ed acustica, può arricchire e far da cornice alla musica che eseguiamo.

Quando lavorate insieme e provate per un concerto, vi capita mai di discutere o siete sempre d’accordo sulle scelte musicali ?

Dipende. (Ridono). In genere non discutiamo quasi mai sulle scelte musicali ed interpretative. A volte possiamo avere opinioni diverse, che però si stemperano durante la fase di studio, in quanto la musica stessa ci rivela la strada che secondo noi è più giusta da percorrere in quel momento.

 

Abbiamo notato che siete particolarmente attenti alla vostra immagine. In genere cosa vi piace indossare per i concerti ?

Ci piace indossare abiti comodi e funzionali alla buona resa musicale. Non indossiamo quasi mai i classici abiti da concerto tipo lo smoking o il frac. Il nostro stile è elegante ma al tempo stesso non troppo classico. Stiamo collaborando con una nota sartoria di Milano per realizzare delle giacche ideate da noi e adatte alle nostre esigenze.

Come riuscite a conciliare la vostra carriera con la vita quotidiana di ragazzi ?

E’ difficile trovare del tempo libero per noi stessi, soprattutto prima di un concerto e quando siamo occupati nelle prove. Molte volte siamo costretti a sacrificare i nostri spazi individuali per gli impegni musicali ed artistici. Nonostante questo cerchiamo di prendere delle pause per raccogliere le idee e smaltire lo stress che si accumula in fase di preparazione dei concerti. Ognuno di noi lo fa nel modo più appropriato secondo le proprie esigenze e condividiamo in questi momenti il nostro tempo libero con la famiglia e gli amici.

 

Un saluto per i lettori di StarsSystem !

Un grazie speciale a tutti voi lettori di StarsSystem !! Vi aspettiamo numerosi ai nostri concerti, e mi raccomando…seguiteci anche sul web !! Enjoy the music…!

Ph: Nicola Allegri
Make up & Hair: Elisabetta Sicuro
Location: Palazzo Bocconi – Circolo della Stampa

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