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“Ain’t no hat for that!” cantava la pop star Robin Thicke (“Non ho un cappello per quell’occasione!” più o meno), ed è la stessa sensazione che assai probabilmente balenava nella mente di Alice Catena, imprenditrice marchigiana, al suo ritorno da un viaggio in Texas, patria per antonomasia del cappello da cowboy. La notizia è che non ci ha pensato due volte tre anni fa a fondare una linea di modisteria glamour dal nome Montegallo. Un’occasione per celebrare la sua amata regione, le Marche: Montegallo è il nome del comune di provenienza di Alice. Le sue collezioni si distinguono per il design essenziale, a tratti boho-chic, con vezzi “teatrali” (secondo l’accezione positiva dell’aggettivo: abbiamo adorato i modelli piumati di cappelli). Alice progetta anche belt-bag e borse di impeccabile manifattura. E il cappello non bastava più: ha rivelato in esclusiva a noi di StarsSystem che presto lancerà anche la gamma di calzature Montegallo.

Hai trasformato una passione in un’azienda: cosa occorre oggi per essere una talentuosa imprenditrice come te?

Curiosità, spirito critico, metodo e il sano dubbio di avere talento. Il talento è la somma delle qualità che una persona possiede, è un potenziale che deve essere sviluppato al meglio ogni giorno. Si nutre di libertà ed è strettamente correlato al gioco e ai sogni. Mai smettere di giocare, di sognare e di volare.

Qualche aneddoto circa la nascita del tuo marchio. So che l’incontro con tre artigiane marchigiane è stato particolarmente significativo. Vuoi raccontarci qualcosa in più?

L’inizio dell’attività è stato casuale. Durante un evento popolare nella mia regione, conosco tre artigiane con le quali l’amore è a prima vista. A queste signore, abituate da sempre a intrecciare gli steli del grano, ho raccontato che non riuscivo a trovare il cappello ideale e che quindi avevo deciso di crearmelo da sola. E loro mi hanno aiutato. Nascono così i primi tre cappelli di Montegallo ma appena li porto a casa, spariscono tra le mani di amiche e sorelle. Montegallo è in primis il nome del luogo dove vivo. Nelle Marche. È casa mia. Campagna, famiglia, amici, feste, grandi mangiate. È il pensiero che mi scalda il cuore e dove voglio tornare ogni volta che mi perdo.

Cosa ti affascina delle borse e dei cappelli, ossia il core della tua produzione.

Io amo la paglia. È leggera, semplice, disinvolta. E al tempo stesso indistruttibile. Avete mai provato a spezzare una spiga di grano appena raccolta? Indossarla serve a far saper al mondo che sei in vacanza, anche se non è vero. Perlopiù viene associata ad una donna dal carattere spensierato, e tutte noi dobbiamo aspirare ad esserlo, pronte a fagocitare la vita che ci scorre accanto. E non passerà mai di moda, almeno fino a che non passerà lo stile chic e cool di St. Tropez. Cioè mai.

Oltre alle Marche, c’è un luogo a cui sei particolarmente affezionata? Perché?

Il Kenya, dove mia madre e un gruppo di amiche hanno fondato dieci anni fa POLE POLE, una Onlus che si occupa di garantire assistenza sanitaria ed istruzione a più di 200 bambini nella zona di Malindi. Hanno realizzato dal niente cinque edifici con scuola, mensa, infermeria e dormitori. I primi ragazzi che hanno accolto sono ora all’università, bravissimi. Uno diventerà medico tra pochissimo. Ogni volta che vado mi emoziono molto. Viaggiando per l’Africa ho avuto grandi lezioni di stile. Può capitare di vedere persone che vivono in condizioni di estrema povertà, vestite con semplici indumenti, e che tuttavia sprigionano più dignità ed eleganza di tante dame dell’alta società europea.

Parlaci della tua nuova collezione SS19, quali modelli e novità presenta?

Gli elementi naturali sono sempre di grande ispirazione per la mie collezioni. Colori, forme, abbinamenti cromatici, materiali e lavorazioni sono un omaggio alla natura nella sua purezza. Nella nuova collezione influenze urban bohemien e countryside si fondono per contaminarsi liberamente, con tendenze stilistiche del passato e contemporanee. Il risultato è una tavolozza eterea e fresca che si fonde con l’antica arte di intrecciare e lavorare la paglia. La novità assoluta è la linea di borse in cuoio e paglia intrecciata. Il modello in 3 dimensioni, grande, media e mini si chiama Rosa. É dedicato alla signora che un anno fa mi ha regalo una bellissima borsa in paglia da lei realizzata interamente a mano come tradizione marchigiana insegna.

Chi è la donna che sceglie Montegallo?

Una gentildonna moderna, viaggiatrice, disinvolta, eclettica, sofisticata, elegante e versatile. Perfetta dalle dune alla campagna, su un fuoristrada oppure per un’elegante passeggiata alla volta di un avventuroso safari metropolitano. In spiaggia o a teatro, l’unico posto dove è vietato indossare un cappello!

Una donna che sogni indossi le tue creazioni? Magari è in ascolto…

La regina Elisabetta. God save the Queen and her hats.

Cosa ti rende felice questi giorni?

Abbiamo esportato i primi cappelli negli Stati Uniti, un bellissimo negozio a Beverly Hills.
La cosa divertente è che ci hanno chiamato dalla dogana perché non riconoscevano il codice doganale. “What is 100% straw?” ci hanno chiesto “Straw, straw! – Abbiamo risposto – “ It came from the fields!” (“Cosa è 100% Straw?” “Paglia – abbiamo risposto, viene dai campi!). E abbiamo riso tanto, a Montegallo.

Come traduci le tue idee nel prodotto? Parlaci del tuo iter creativo.

Faccio prototipi e li indosso per prima, poi modifico, cambio, perfeziono, perfeziono, perfeziono.
Fino a che non indosso un mio modello senza accorgermene. Quando diventa una parte di me, allora è finito. È nato un accessorio Montegallo.

La next big thing della tua azienda? Qualche anticipazione in esclusiva per i nostri lettori?

Stiamo lavorando alla calzatura. Sarà la novità della prossima stagione. Abbiamo unito le capacità dei maestri capresi alle abilità dei calzolai marchigiani. È bellissimo mescolare conoscenze, tecniche, lavorazioni e anche dialetti, potete immaginare.