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Quando l’arte è denuncia spesso riesce a prendere forme e sembianze inaspettate. Alfredo Meschi è una forma di vita (e d’arte) inaspettata: le 40.000 X tatuate sul corpo (un segno di spunta che ha volutamente scelto per ricordare a tutti quello per cui lotta) corrono dai piedi ai palmi delle mani; fotografano momenti terribili, sono un manifesto di libertà per ogni specie vivente. Le sue performance artistiche sono divulgazione silenziosa di una necessità: quella di diffondere un messaggio, un avvertimento. X era Malcolm X. X è l’espressione grafica che, per convenzione, si utilizza quando arriva il momento di cancellare qualcosa di terribile. Mettere un segno e ricominciare da capo.

Alfredo, 40.000 non è un numero casuale per te.

Purtroppo no; corrisponde al numero di animali che vengono uccisi ogni secondo nel mondo solo per soddisfare il nostro palato. Riuscite a immaginare il meccanismo continuo che alimenta un massacro del genere, secondo dopo secondo? È allucinante. Per questo ho voluto mettere il mio corpo al servizio di questa causa. Viviamo in una società che ci porta ad incessanti momenti di amnesia: quindi non sempre siamo consapevoli delle ingiustizie che ci interessano indirettamente. Compassione ed empatia sono emozioni che viaggiano a corrente alternata. Cercavo quindi un modo per resistere a queste amnesie socialmente indotte, un modo che in ogni secondo della giornata mi riportasse all’urgenza della lotta. Ogni secondo.

 

Antispecismo, ovvero il rifiuto che l’essere umano possa essere predominante sugli altri animali. Quali sono, secondo te, i punti fondamentali di questa filosofia? In Italia quanto è conosciuta?

L’antispecismo, oltre a rifiutare una discriminazione fondata sulla semplice appartenenza a specie diverse, combatte l’ideologia del dominio che veicola questa ed altre discriminazioni. È quindi una filosofia ed un movimento politico che abbraccia tutte le precedenti lotte per un mondo più giusto, includendovi finalmente anche quella per la liberazione Animale. In Italia l’antispecismo è in costante crescita anche se, essendo un’ideologia ancora in fase di sviluppo, è ancora presto per parlare di un vero e proprio movimento antispecista…

Nella tua biografia si legge di un padre cacciatore e di alcuni safari in Africa. Tu però sei diventato vegano tre anni fa: in mezzo che percorso c’è stato?

Difficilissimo sintetizzare in poche righe quasi cinquant’anni di esperienze di vita. Potrei dire che tutti questi anni sono serviti per la mia personale liberazione dalla parte negativa fornita dall’imprinting familiare, spesso commettendo gli stessi gravi sbagli, ed a recuperarne quella positiva legata alla possibilità di aver sperimentato ed assimilato interiormente una Natura potentissima.

 

Artivismo. Con il tuo gesto sei riuscito a coinvolgere migliaia di persone, e il numero continua a salire. Cosa scatta nei tuoi interlocutori quando si rendono conto della mattanza che ogni giorno subisce il mondo animale?

Sono tantissimi gli individui entrati in contatto con l’artivismo del Progetto X e chissà quali reazioni ciò potrà aver suscitato in loro, nel bene e nel male. Quando l’interazione si verifica nella vita reale, le reazioni sono sempre positive o comunque improntate sul rispetto del mio gesto e di quello che porto avanti. Sul web la cosa si complica perché, da dietro uno schermo, è facile sfogarsi e ricoprirmi di insulti. Ciò che conta per me è contribuire ad un cambiamento delle coscienze ed in quest’ottica, si sa, i tempi sono lunghi ed i numeri più piccoli. Ma io dico sempre che se anche soltanto lo 0,01% delle persone umane che raggiungo riuscissero a fare questo cambiamento, anche grazie al Progetto X, io ne sarei immensamente felice. I segnali in questo senso sono incoraggianti…

Puoi citare i prossimi appuntamenti che ti vedranno coinvolto?

A breve mi concentrerò sulla presentazione del libro che ho scritto insieme a Beatrice Di Cesare, Vegan Revolution, per le edizioni Terra Nuova. Le mie performance proseguiranno, e nel mentre continuerò a sostenere la famiglia di artiviste/i del Progetto X, che si sta radicando sempre più: sono ormai oltre 200 le persone umane che nel mondo si sono fatte tatuare una, dieci, mille X per portare avanti il loro artivismo antispecista!

 

Chi era Alfredo Meschi prima delle 40.000 X e dell’antispecismo?

Un compagno ed un padre, uno scrittore ed insegnate teatrale. Forse un artista visionario, sicuramente libertario. Ma soprattutto una persona umana che ha sbagliato molto, troppo, ed un carnista convinto…

Ph: Sara Morena Zanella; Luca Gaetano Pira; Francesca Truddalu; Tony Lamanna;
Massimo Giovannini