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Mai come quest’anno la #TransFreedomMarch italiana è stata una giornata utile per richiamare l’attenzione su una delle minoranze più bistrattate del nostro Paese. In testa al corteo, assieme alla sindaca del capoluogo piemontese Chiara Appendino e all’organizzatrice Sandeh Veet avrebbe dovuto esserci anche Alessandra Di Sanzo, che nonostante l’assenza ha voluto far sentire la sua voce in un giorno così importante per tutta la comunità LGBT.  Decisa e senza mezze misure, ecco cosa ci ha raccontato l’ex modella e attrice di Mery Per Sempre.

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Fin da giovanissima sentivi di dover cambiare qualcosa della tua vita. Cosa è cambiato negli ultimi trent’anni e che differenze ci sono per una persona che vuole iniziare la transizione?

Nessuna differenza. I cambiamenti sono sempre terremoti interiori, ma senza quelli non esisterebbero nemmeno le farfalle.

Sei stata un modello di riferimento per un’intera generazione di trans: chi pensi ci sia ora come icona da seguire?

Chiunque ha scoperto il diritto ad essere se stessa. Sono queste le persone che a mio parere si ergono a veri modelli da seguire.

A quale valore dai più importanza nella tua vita?

L’onestà. In ogni ambito e ad ogni costo: la verità rende liberi.

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Cosa credi che manchi realmente in Italia tra i diritti di una trans?

Quello che manca al genere umano: l’accoglienza.

Perché secondo te, quando si tratta di sociale, le presenze transessuali sono in netta controtendenza rispetto ad eventi come il gay pride?

Questo è il problema: purtroppo è il messaggio che la maggior parte dei media vogliono trasmettere. Per caso i trans hanno un marchio? Personalmente ho il mio impegno nel sociale, così come ce l’ha chiunque abbia un po’ di coscienza.

Ph: Marco Bellincampi

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