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By Lorenzo Sabatini
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Alan Crisogano, tatuatore brasiliano attualmente residente a Milano, si avvicina al mondo del tatuaggio grazie alla musica: tra i 15 e i 16 anni entra a far parte della scena punk di San Paolo e suona come batterista in alcuni gruppi, tra cui i Gattopardo e Cadaver Em Transe. Da simbolo di appartenenza il tatuaggio col tempo diventa il suo lavoro. Alan passa la tarda adolescenza tra un concerto e l’altro, imparando a tatuare ed ascoltando i leggendari Sonic Youth.

A soli 21 anni inizia finalmente il suo primo vero e proprio apprendistato all’interno di uno studio, True Love, uno spazio multiculturale che vive di arte, mostre e tattoo, punto cardine della capitale brasiliana, un luogo che lo forma dal punto di vista professionale e artistico. Sperimenta e si confronta con diversi stili, ma la semplicità delle linee e dei messaggi del disegno tradizionale sono il centro nevralgico della sua fervida produzione. Alla fine del 2017 l’approdo all’ Akkademy Tattoo, un nuovissimo studio meneghino.

Qual è stato il tuo primo tatuaggio?

Il mio primo tatuaggio l’ho fatto a 16 anni, ed è la nave che ho sul braccio. Mi ricordo che all’epoca non avevo i soldi per finirlo, riuscii a fare solo le linee e ho dovuto aspettare fino a quando ho iniziato a lavorare circa 4 anni dopo per terminarlo.

 

Il tuo tatuatore preferito?

Non è facile scegliere un solo nome, ce ne sono tanti, ma sicuramente ce n’è uno con il quale mi identifico molto per lo stile classico che ci accomuna (tribale, orientale e old school). Con il tempo è diventato anche un amico, si chiama Rick Pacchini.

Puoi descriverci la tua evoluzione stilistica? Da dove sei partito, dove sei adesso, e infine, dove ti stai orientando?

Devo dire che fin dall’inizio il mio stile si è orientato sul tradizionale. Chiaramente nel corso degli anni ho studiato e sperimentato in continuazione, cosa che non credo smetterò mai di fare, ma i miei riferimenti principali sono sempre legati allo stile old school. Una cosa che forse sta caratterizzando maggiormente il mio lavoro è lo studio dei tatuaggi di criminali russi, che mi hanno affascinato da subito per la loro semplicità di stile ma allo stesso tempo dal forte significato. Una cultura che mi affascina, cerco spesso di riadattarne la simbologia e lo stile in chiave old school.

 

Qual è il tuo rituale di preparazione del tatuaggio? Come lavori? Quando prepari il disegno? Descrivicelo.

Non ho un rituale specifico, credo sia tutto molto naturale e semplice. Dal primo contatto con il cliente per me è fondamentale creare un rapporto positivo e di fiducia. Cerco di capire quale sia la sua idea, e di trasferire questo su carta. Può succedere che il cliente mi chieda qualcosa di specifico sulla base del mio stile, o magari sceglie uno dei miei flash, ma succede anche che venga già con una propria idea di ciò che vuole. Sulla base del colloquio con il cliente preparo poi una serie di proposte, che poi vediamo insieme. In tutti i casi il mio lavoro è quello di creare un tatuaggio unico e ovviamente far sì che il cliente sia super soddisfatto.

Quanto il tuo passato da punk rocker ha influenzato il tuo lavoro?

A dir la verità non è un passato, la musica continua a far parte della mia vita. Andare ai concerti, suonare la batteria, ascoltare musica, comprare dischi… sono cose che credo non smetterò mai di fare. Anche ora che mi trovo dall’altra parte del mondo sto cercando di riformare un gruppo, suonare mi manca moltissimo. Già che ci siamo, se qualcuno cercasse un batterista… battete un colpo! Tornando alla tua domanda, devo molto alla musica punk, perché è proprio grazie a questa realtà che ho conosciuto tutto ciò che con il tempo è diventato una grande passione e nel caso del tatuaggio anche la mia vera e propria professione.

 

I tuoi tattoo che tipologia di clientela attirano?

Sinceramente non credo ci sia un tipo di clientela specifica, sebbene chiaramente avendo sempre fatto parte di una scena alternativa mi abbia portato ad avere moltissimi clienti di questo tipo, proprio per una questione di maggior contatto. Tuttavia il tatuaggio è qualcosa di così personale che è impossibile identificare un cliente tipo per ciascun stile, e credo sia un’aspetto positivo, perché lo allontana dal concetto di moda, che personalmente non apprezzo molto, prediligendo il rispetto e la passione per questo tipo di arte, indipendentemente dall’età, dai gusti musicali o da chissà quale altro aspetto.

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