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By Mariella Baroli
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La voce di un soprano è già di per sé un dono straordinario, ma quando a possederla è un uomo, la cosa ha davvero dell’incredibile. Adonà Mamo è custode di questa caratteristica unica. Un ragazzo che ha superato innumerevoli difficoltà per far conoscere la sua voce nel mondo. Dopo un inizio come ballerino, ha partecipato a una serie di programmi televisivi molto noti come La Botola o I Raccomandati. Ha seguito un’esperienza di due anni in America, dove è stato selezionato tra trecento ragazzi per esibirsi alla Carnegie Hall per poi tornare nella sua Italia e lavorare alla sua musica. Una perfetta fusione tra il mondo dell’opera lirica e quello del pop, per avvicinare i giovani a questa forma d’arte, troppo spesso riservata a un gruppo ristretto. Il suo primo EP, Semplicemente Tu, rispecchia perfettamente l’animo di un ragazzo innamorato del canto e capace di fare la differenza, una nota dopo l’altra.

La tua voce da soprano è unica. Ti è stato difficile accettare questa peculiarità o lo hai subito visto come un dono?

Sicuramente non è stato facile capire questa particolarità. All’inizio quando registravo dei brani in sala d’incisione e riascoltavo la mia voce, non riuscivo a credere fosse la mia vocalità. Mi sembrava tutto così strano, ma poi con il tempo ci ho fatto l’abitudine e – rimanendo sorpreso e a volta meravigliato – alla fine ho capito di avere un dono; non poteva essere diversamente. Grazie a esami scientifici è stato appurato che la mia voce è da soprano, sovrapponibile a quella della donna.

Quando hai iniziato a prendere coscienza della tua voce fuori dal comune?

Mi sono accorto di questa dote soltanto nel 2004. Quando lavoravo in teatro, come nel 2002 al Teatro Sistina di Roma nel musical La Febbre del Sabato Sera, ero parte del corpo di ballo. La danza per me è stata un trampolino di lancio. Solo in un secondo momento ho trovato la forza di accettarmi ed espormi alla società e al mondo con il canto.

 

Nel 2015 ti sei trasferito a New York dove hai avuto l’opportunità di esibirti nei più grandi teatri internazionali. Quali differenze hai trovato con l’Italia?

Nel 2015 l’America mi ha rilasciato un visto artistico così per 2 anni ho vissuto negli Stati Uniti. Ovviamente vivere a New York non si può descrivere, è il sogno di tutti. È la città dalle grandi occasioni e opportunità. Mi spiace dirlo ma il sistema americano ha più rispetto per gli artisti a confronto della scena italiana. Certo è anche vero che lì sei un puntino, è difficile farsi notare. Quello che ho imparato vivendo a New York è l’essere più risoluto, più forte.

 

In due anni sei stato su tanti palchi di fama mondiale, come quello dell’Apollo Theatre e Carnegie Hall. Hai qualche rimpianto del tuo tempo a New York?

Ero stato selezionato per America’s Got Talent, ma purtroppo non essendo residente americano non ho potuto partecipare al programma. In questa favola che sembra che stia raccontando ci sono tante difficoltà, tanti sacrifici e tanta sofferenza perché è dal fondo che si rinasce.  Non bisogna mai dimenticare da dove si proviene se si vuole veramente andare lontano.

Hai lavorato con alcuni grandi personaggi della televisione italiana, come Fiorello e Amadeus. Qual è il tuo ricordo televisivo più bello?

Sono tanto i miei ricordi televisivi più belli, come quelli riguardanti il teatro. È come se chiedessi a una mamma a quale dei suoi figli vuole più bene. Non saprei davvero darti una risposta.

 

Dopo tanti spettacoli teatrali, hai deciso di produrre musica pop-lirica. Perché questa scelta?

Con il passare del tempo e la carriera che cresceva sempre di più, sono riuscito ad arrivare a una linea artistica tutta mia, che mischia la musica pop con il sistema operistico. Purtroppo tutte le parti nel teatro dell’opera con voci da reale soprano sono femminili quindi mi sono precluse. Così ho pensato, cosa faccio? Niente mi rappresenta più dell’unione di questi due stili e poi credo che i tempi siano cambiati, oggi siamo pronti a un nuovo stile che arrivi sempre di più ai giovani e permetta di diffondere cultura, emozione e voglia di provarci in questo stile totalmente nuovo.

 

Negli anni hai perfezionato la tua tecnica e oggi tieni anche delle masterclass per insegnare il canto. Parlaci di questo progetto.

Attraverso questa mia piccola esperienza nel mondo del canto sono riuscito ad arrivare a una tecnica vocale che permette a qualsiasi persona che ne abbia voglia di provare a gettare le basi per una carriera nel canto. La mia tecnica si sviluppa sulla capacità di cantare sul fiato, così da diversi anni, nel mio tempo libero, tengo delle masterclass anche a New York e in Italia. È un progetto a cui tengo molto, che aiuta le persone a capire la loro tecnica vocale e li porta a cantare correttamente.

 

Come immagini il tuo futuro? Sarai sul palco o in tv?

Sai, i sogni di un artista sono sempre tanti, nuovi progetti in evoluzione. Il mio futuro con me le immagino? Sicuramente cantando in una tournée internazionale, realizzando un nuovo progetto di musica, partecipando ad altre trasmissioni in tv e cimentandomi in diversi tour nei teatri. Per me se non c’è musica non c’è vita.