Lost in Shanghai – Change pose!

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Lost in Shanghai – Change pose!

lost in changhai change pose

Ok, è sempre più chiaro che lo stile fotografico di Shanghai è diametralmente opposto a quello italiano e, di giorno in giorno, sto cercando quindi di adattarmi al gusto orientale; il che sta a significare la rimozione di tutto ciò che ho imparato in 5 anni di posing Made in Italy.

Da un mese a questa parte non faccio più uso nemmeno del mio cavallo di battaglia: IL BRONCIO. E non vi dico quanto traumatico sia per me dovervi rinunciare.

Perché in Cina non amano il mio broncio? Ho in repertorio almeno 7 “broncetti” differenti: triste, annoiato, sexy, innocente, arrabbiato, sensuale, dolce e-giuro- ha sempre funzionato! Sempre!

E non era solo il mio cavallo di battaglia, era anche la mia “espressione Jolly”; quella che usi quando, dopo 40 cambi di look, non sai più cosa inventarti e sai che su di lei puoi sempre contare.

E se ogni dannato fotografo con cui ho scattato nella mia vita ha in portfolio almeno uno dei miei “broncetti” ci sarà un motivo, no?

Comprendete lo sconforto, quindi; ho perso le mie certezze.

manuela mariani photographer

Durante l’ultimo lavoro, un catalogo di intimo con mood “barbie style“, ho dovuto sorridere per ben dieci ore filate e, badate bene, non sto parlando di sorrisini accennati e smorfiette maliziose, ma di far mostra NO STOP di tutti quanti i denti, tanto che ho scoperto di avere anche quelli del pregiudizio.

I miei muscoli facciali a fine giornata, si ritrovano spesso in uno stato di parziale paresi e ho buoni motivi per temere che, se continuiamo così, le simpatiche rughette d’espressione ai lati della mia boccuccia, diventeranno veri e propri segni di guerra.

Inoltre, sebbene su ogni singolo set siano sempre presenti almeno una ventina di persone, il 99% delle volte nessuno parla inglese ed il vocabolario del fotografo contiene solo tre essenziali key-words, che ti ripete ciclicamente e in tono monocorde:

-front;
-side;
-back.

E non che nessuno s’azzardi ad esprimere qualsivoglia iniziativa, tipo lieve inclinazione del capo, manina sul viso, busto ricurvo… Non sia mai!

In questo caso e, solo in questo caso, il fotografo infatti, cambierà inflessione e vi sorprenderà con due paroline nuove: “CHANGE POSE”, che l’esperienza mi ha permesso di tradurre in “cosa diavolo stai facendo? Non provarci un’altra volta, che il tempo è denaro e tu me ne stai facendo perdere con le tue scemenze!”.

In definitiva, la performance della modella in Cina si può riassumere nella seguente semplice indicazione “open your eyes and smile“.

Peccato che pronunciata dagli autoctoni, questa suoni esattamente “Open your ass and smell“.

….E so che non è carino, detto da una signora, ma si sa, “ambasciator non porta pena”.

Si ringrazia Gabriele Vakare Tarasevaciute per la collaborazione.

Ph. / Styling / Make Up : Manuela Mariani