InsideTheSYSTEM #8 – Photoshock!

Masterclass MashRome Film Fest: Remix is everywhere
11 Aprile 2013
Una Notte da Leoni 3: nuova locandina italiana
11 Aprile 2013

Voi ancora non sapete che, oltre ad essere modella, giornalista, blogger e, da poco, fashion blogger, sono anche paladina della giustizia estetica; è un lavoro molto duro, perchè nel 2013 trasformare la modella nel suo fantasma sdifettato, è una pratica molto in voga.
Lottare contro questo tremendo trend comporta purtroppo, attirare a se’ l’astio di molti fotografi, ma qualcuno deve pur farlo.
Troppi, infatti, sono coloro che amano plasmare la “manniquin X” nella “mannequin Y”, arrivando così a creare una sorta di clone della “mannequin Z”, precedentemente fotografata e già sottoposta al “trattamento-perfezione-cibernetica”.

Fosse per questi individui, tutte le modelle avrebbero, in ordine sparso, le seguenti caratteristiche:

-viso ovale;
-zigomo alto e fiero;
-occhi grandi;
-labbra carnose;
-naso piccolo, preferibilmente alla francese;
-sedere altissimo, preferibilmente brasiliano;
-altezza da valchiria;
-punto vita asiatico;
-pelle di porcellana;
-capelli di seta;
-assenza di corde vocali, onde evitare inquinamento acustico sul set.

Siccome photoshop è in grado di ricreare quasi tutti questi connatati, sempre più fotografi sono convinti di DOVERNE fare un uso smodato, su ogni essere che ponga il suo piedino-taccato sul set.
Ebbene, cari i miei “photosciocchi”, sappiate che, fosse per voi, non sarebbero esistite le varie Twiggy, Kate Moss, Lily Cole e Cara Delevigne che hanno fatto dei loro “difetti” la loro fortuna, trasformandoli in un marchio di fabbrica su cui costruire un’intera carriera.
Voi, oh poveri voi, siete rimasti per caso fermi agli anni 90?
Vi do un’aggiornata veloce veloce: oggi LA PERFEZIONE NON E’ DI MODA! Le modelle che vincono, quelle che spiccano, sono quelle che si fanno notare per le loro peculiarità ed uno stile unico e lo stile non andrebbe soffocato sotto montagne di filtri omologanti!
Avete presente gli incisivi divorziati di Lara Stone? Le orecchie satellitari di Tanya Dziahileva? Gli occhi fuori misura di Masha Tyelna? Non è un caso che personaggi come Alice Dellal, riconosciuta non di certo per l’armonia e la grazia dei suoi lineamenti o Charlotte Free, capelli rosa e carenze verticali di una certa rilevanza, prestino oggi il volto alle più importanti campagne pubblicitarie.
Voi sapete bene che io sono un’estimatrice della bellezza con la “b” maiuscola ed un giudice severo, quando si tratta di moda e modelle; ma la moda si evolve e con essa anche le sue più degne rappresentanti! Lasciate quindi riposare le vostra dita bollenti tra un “aggiustatina” e l’altra e chiedetevi se è davvero il caso di regalare alla vostra Gisele Bundchen il setto nasale di Bianca Balti.
E voi, modelle, modelline e aspiranti tali, non pregate il fotografo di farvi somigliare alla Bellucci da giovane, perchè rischiate che, varcata la soglia della studio, vi venga chiesto dove avete lasciato la valigia del trucco, “che la modella dovrebbe arrivare a momenti” (tratto dalla storia vera di una modella un po’ meno “vera”).
In sostanza, la postproduzione è cosa buona e giusta, è veramente cosa buona e giusta, ma va assunta in piccole dosi; come me.