InsideTheSYSTEM #6 – Fatte non foste per viver come curvy

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InsideTheSYSTEM #6 – Fatte non foste per viver come curvy

Curvy, plus size, oversize.. Chiamatele come volete ma, stando a ciò che gli amici media ci dicono, pare che le modelle 44+ abbondino. In tutti i sensi. Da almeno 5 anni a questa parte l’inno all’opulenza della figura femminile si leva alto e le suffragette del “diritto alla pastasciutta” si fanno larghe, pardon, largo tra la folla di mannequin-grissino.

“Dove” deve il suo successo all’utilizzo delle cosiddette “donne normali” come testimonial, anch’esse spesso contraddistinte da quel chilo di troppo che non stroppia. Donna Moderna ha bandito le modelle “classiche” dalle sue cover per lasciare spazio a presunte studentesse, segretarie, estetiste e pasticcere e dichiara con enfasi “basta con le modelle da copertina!”, avvalendosi, come se non bastasse, di uno sgargiante bollo di autenticità. Golden Lady promuove la sua nuova linea di collant studiati ad hoc per esaltare le.. morbidezze delle forme del gentil sesso, mentre Arena ha appena lanciato la sua campagna di costumi da bagno “Bodylift”, il cui spot vede protagoniste un bel gruppetto di modelle, che hanno detto “si” al colesterolo, sguazzare felici in piscina e che – non me ne vogliano – mi ricordano tanto la migrazione delle balenottere azzurre nel periodo riproduttivo. Ogni marchio di jeans che si rispetti ha la sua brava collezione “shaping” per rendere giustizia a qualsiasi tipologia di fisico: a “clessidra”, a “v”, a “mela”, a “pera” ed ovviamente ad “anguria”, il più’ gettonato del momento.

La moda, si sa, non conosce vie di mezzo; osannare l’obesità oggi è super cool, non importa se pesare 130 kg è pericoloso almeno quanto pesarne 40! Eppure continuo a vedere le mie colleghe viaggiare sulla canonica 38 e noto che i designer preferiscono ancora adattare, con qualche spillo in più, un abito largo su un fisico minuto piuttosto che assoldare la famosa donna “real”. D’altronde la moda vende sogni, non solide realtà! Non e’ mica la Immobildream, cribbio..
La moda deve far volare con la fantasia, e le passerelle non dettano legge su come una donna deve apparire; l’haute couture è arte, e come tale va ammirata e vissuta.. Come una meravigliosa illusione.
Quindi ben vengano stilisti e case di moda come “Elena Mirò” o “Marina Rinaldi” e le loro splendide collezioni di abiti per donne burrose e amanti del burro, ma il fashion è e rimane (e deve rimanere) un sogno lontano, altrimenti perderebbe il proprio fascino. Accettiamo lo starssystem per quello che è: amiamolo senza cercare di cambiarlo, tanto, come con gli uomini, si può vincere qualche battaglia, ma resta una guerra persa.