InsideTheSYSTEM #2 – A typical model Saturday Night

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InsideTheSYSTEM #2 – A typical model Saturday Night

Cosa fa una modella il sabato sera? Parte sui tacchi per un party? S’adorna, per gettarsi nel jet-set? Mi spiace deludervi gente, ma questa modella non sa distinguere il sabato dal resto dei giorni della settimana, non crede nel venerdì sera come istituzione e la sua vita sociale somiglia a quella delle sue pantofole rosa di “Accessorize”.
Non pensate però che sia perché desidero crearmi quell’allure alternative così sexy e misteriosa. L’ultimo sabato sera infatti, impigiamata a dovere ed avvolta nella mia coperta viola sul mio divano lilla, mi sono dedicata ad un attività che possiamo definire “di massa”: ho guardato Sanremo.

Per la prima volta nella mia vita ho deciso, nel pieno delle mie facoltà, di sintonizzarmi su RAIUNO e mi sono imposta di seguire realmente il chiacchieratissimo show. Non vi nascondo che l’assenza di un’alternativa sopportabile sul resto dei canali, la mancanza di un abbonamento SKY e la lentezza della connessione internet sono stati d’aiuto nella scelta; ma ciò che conta è che l’ho effettivamente guardato e seguito.
Premetto che, per decidere che non odio una canzone, solitamente, mi si rende necessario l’ascolto occasionale della stessa per almeno 5 volte, quindi è stata una tortura a tutti gli effetti doverne ascoltare ben 14, per altro italiane, senza prendere d’assalto il telecomando e lanciarmi in uno zapping compulsivo ad libitum. Ma non desidero certo avventurarmi in una seria critica musicale, considerando che dall’ultimo cd che ho acquistato sono passati  tredici anni e si trattava di “Oops I did it again”.
Vorrei invece soffermarmi sulla presenza di Bianca Balti al festival.

Ora, io dico – a costo di passare per invidiosa – mi vuoi per cortesia spiegare per quale motivo ti sei presentata al teatro Ariston con lo shatush più brutto della storia – speriamo breve – dello shatush, un trucco ridotto ai minimi termini, un abito fasciantissimo capace di mettere in risalto insospettabili “coulotte de cheval” e i denti gialli?
Ma soprattutto era troppo chiederti di mettere in fila 4 o 5 frasi di senso compiuto, tra una risata ingiustificata e l’altra, utilizzando, magari, soggetto verbo e complemento? Capisci, cara Bianca, che biascicando in diretta nazionale parole che nessuno ha capito e perdendo 10 – 0 il duello mediatico con Luciana Littizzetto, hai contribuito a rendere vano qualsiasi mio sforzo atto a sfatare il luogo comune dicotomico “bella/stupida” “bruttina/intelligente”?
Essì perché per quanto tu ti sia impegnata a dimostrare il contrario con quel look improbabile, bella eri e bella rimani, ed io posso sciorinare “dicotomico”  così come  “pedissequamente”, ma anche “capzioso”, da qui all’eternità ma sono quelle come te, quelle con la voce più grossa, che danno vita alla figura della modella nell’immaginario collettivo, quindi – ti prego – la prossima volta che ti sguinzagliano dalla passerella, preparati un discorso o appellati all’articolo 64, ricordandoti che – se parli – qualsiasi cosa TU dirai, potrà essere usata contro di NOI.