InsideTheSystem #17 – Lost in Shanghai – Less is More?

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InsideTheSystem #17 – Lost in Shanghai – Less is More?

…E dopo una tonnellata di commerciali, nei quali ho pubblicizzato di tutto, dalla casa automobilistica all’azienda immobiliare, passando dalla linea di abbigliamento a quella di intimo, senza tralasciare pantofole e asciugamani, questa settimana sono finalmente approdata su un set FASHION:
Un editoriale beauty per uno dei “guru” del make up made in China, Mao Geping.
“Less is more” diceva qualcuno.
Beh, a quanto pare qui ” less” è soltanto “less” e “more” non è mai abbastanza.

Dopo una base la cui realizzazione ha richiesto un ora e mezza di tempo, la mia faccia era perfetta ed ho capito che il contouring nuoce gravemente all’autostima.
Per il completamento dell’opera, durante la quale mi sono addormentata tre volte sotto le mani leggere e sapienti del truccatore, ci sono invece volute 2 ore e 45 minuti, escluso il parrucco.
Quando mi sono vista allo specchio con tre etti di ombretto rosso sfumato in circa 7 differenti tonalità, dalla tempia allo zigomo, ho avuto un leggero sussulto, non paragonabile al momento in cui mi sono state applicate tre strisce di ciglia finte per occhio.


Si sa che se si va pesanti sullo sguardo, è meglio non eccedere col trucco sulle labbra ed è per questo che si sono limitati all’utilizzo di un sobrio lipstik color vinile.
Ho respirato profondamente e mi sono detta ” ce la puoi fare, Manu, tranquilla. Non importa se le palpebre pesano più di te e ti senti come se avessi del bostik sulla bocca”
E mentre procedevo con il mio auto-coaching mentale sono arrivati cinque cinesi che, ronzandomi attorno tutti assieme, come uno sciame d’api impazzite, mi hanno addobbata con ogni sorta di chincaglieria.

Ma non mi sono arresa, perché io lo so che il compito di una modella è valorizzare qualsiasi atrocità si indossi, come fosse la più preziosa sulla terra.
Perché io lo so che, anche se non metterei mai una collana borchiata, abbinanata ad un elegante tutina di latex più parrucca platino, devo fingermi perfettamente a mio agio, pur sentendomi la brutta copia di Lady Gaga.
Io lo so, okay?
Però qualcuno mi spiega come diavolo posso posare se mi metti sulla testa una futuristica creazione che mi impedisce di reggermi in piedi e, anche sostenendone parzialmente il peso con le mani, mi provoca un dolore che limita dell’80% le mie capacità fisiche e mentali?
Perché in Cina lo sanno anche i sassi che è tutto “fake” ma, il maledetto copricapo da 14 kg, composto da pezzi di vetro a specchio di dieci cm l’uno bisogna farlo “real”, così che la modella possa rischiare DAVVERO di morire per perforamento del cranio. Logico, no?


In ogni caso, sono sopravvissuta anche ‘sta volta e pronta per la prossima a(s)ventura!