InsideTheSYSTEM #1

Andrea Marcaccini
14 Febbraio 2013
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15 Febbraio 2013

Buongiorno mie nuove lettrici (e lettori, va bene..)!
Prima di tutto, permettetemi di ringraziare chi mi ha dato la possibilità di sentirmi un po’ come una piccola Carrie Bradshow, con qualche anno in meno, con MOLTE paia di Manolo in meno e – adesso che mi ci fate pensare – anche con un “Big” in meno. Ok, lasciamo perdere Carrie Bradshow. Parlando di cose serie ora, voi prendete una modella fighissima, sì io, un make-up benfatto, un set studiato da mesi ed abiti di un certo impatto visivo; quale sarà il risultato?
“Un servizio da urlo” mi risponderete voi, miei ignari sconosciuti, ma già carissimi amici…
Beeeeep, risposta sbagliata!
Voi (beati voi) non lo sapete ma, talvolta, lassù ci si dimentica del fotografo ed al suo posto, si decide di assoldare un salumiere, con l’hobby dell’alta pasticceria, a cui l’ex fidanzata ha donato una reflex per Natale, “che di maglioni ne aveva già tanti” e a quanto pare, come regalo, non gli è piaciuto nemmeno più di tanto.

Mettetevi nei miei panni; siete sul set di un brand di abbigliamento che affiggerà qualche centinaia di cartelloni 6×3 da Roma in giù e pubblicherà il servizio su almeno 4 riviste diverse; non potete davvero sospettare che questo individuo, paratovisi davanti con la sua brava macchinetta, si occupi di insaccati e tagliate di manzo ed è quindi chiaro che ce la mettiate tutta; vi sparate le pose migliori, i vostri cavalli di battaglia già al primo outfit e – miseria – ci rimanete malissimo quando, rilassandovi un attimo e guardandovi attorno, realizzate che ad illuminarvi non ci sono le solite luci da studio, bensì due.. Ehm.. faretti da pizzeria?
Ok, niente panico, probabilmente è una.. Una tecnica sua sì, un tipo di illuminazione particolare, che non avete mai riscontrato in 4 anni di lavoro, ma che SICURAMENTE questo professionista del suino saprà gestire nel migliore dei modi. Così non vi abbattete e continuate a darci dentro, con la convinzione di chi sta affrontando l’ultima sfida di “America’s Next Top Model” e cercate di non pensare a LUI, anche quando lo vedete lì, a venti centimetri da voi che vi scatta le figure intere, puntando il suo costosissimo obiettivo verso il basso, pur esibendosi in contorsioni circensi, per illudervi di sapere esattamente ciò che sta facendo. Ma non lo sa.

E questo terribile presagio si fa certezza quando, prendendo coraggio, chiedete umilmente “posso dare un’occhiata?” Il prosciuttaro volge verso di voi la nuovissima Canon5Dequantisoldichospeso e voi, timidamente, costringete il bulbo oculare a focalizzarsi sull’immagine. La vostra immagine, porca di quella vacca intrappolata. Essì, quel coso con la capoccia enorme, le zampette corte, i piedi microbici e la faccia piena di ombre lineamenticide, siete voi. Sperate che sia solo parte del test luci e proseguite, nonostante il calo secolare di autostima ma, con orrore, scoprite che QUELLO è esattamente il punto di ripresa che LUI HA SCELTO (??) e mantenuto per l’intera sessione di scatti eseguiti finora, e stiamo parlando di almeno 250 click. 30 secondi di infinito, pesantissimo silenzio e poi vi azzardate ad ipotizzare ad alta voce che “forse” c’è qualcosa che non va se gli arti superiori superano in lunghezza quelli inferiori. La titolare del marchio – stranamente – concorda con voi e su questo dovete ritenervi già mooooolto fortunate, perché solitamente il cliente ha sempre ragione, ma soprattutto non capisce un ca..ppero.
Ora non ci resta che aspettare l’uscita delle foto, sperando che il grafico arrivi direttamente da Lourdes e si faccia protettore della vostra immagine, avvalendosi dell’ultima, miracolosa versione di Photoshop, contentente il filtro di nuova generazione “aggiungi-fotografo”. Un appello dunque ai titolari delle aziende di tutta italia: “Lo so che si tratta di un carissimo amico/cugino/fratello, ma questo non vuol dire che dovete farlo lavorare per voi; invitatelo a cena al “Caminetto” piuttosto, e pagate invece per la vostra pubblicità un fotografo vero, che potrete riconoscere senza grosse fatiche, dalla presenza di una cosa chiamata attrezzatura e dall’aria spocchiosa di chi ce l’ha solo lui, l’obiettivo.

Un bacio bamboli e.. A Natale, il prossimo anno, rimanete sul maglione, ok?